[Le Monde]
Davanti la scuola elementare Alfredo-Baccarini, c’è la confusione [tipica, N.d.T.] dell’uscita dalle scuole. La condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) per la presenza del crocifisso nelle aule non sembra suscitare emozione tra i genitori che si accalcano. “Francamente, la scuola in Italia ha altri problemi più gravi”, dice Lidia. Roberto, dal canto suo, si dice cattolico praticante, e si spinge oltre: “Posso capire la battaglia per la laicità, ma non su di un simbolo. Bisogna farla sui temi etici in discussione in questo momento in Italia, quali il testamento biologico o la fecondazione artificiale”, argomenta.
In questa scuola multietnica del centro della capitale, la questione del crocifisso d’altra parte non ha mai rappresentato un vero problema. Maria Persia, una dei responsabili dell’istituto, spiega che ogni insegnante qui è libero di averlo o meno appeso al muro: “Fa parte della nostra cultura ma non diamogli più importanza di quanta ne abbia”. La sua collega Concetta Corica è di tutt’altro avviso, indignata dalla sentenza della CEDU che, secondo lei, “rimette in questione i valori cristiani su cui si fonda l’Europa, che ci hanno formato e che oggi formano i nostri allievi”.
È proprio sulla difesa dei valori cristiani che in Italia s’infiamma il dibattito. La protesta è quasi generale contro “l’ingerenza” dalla CEDU. Il Vaticano chiama alla mobilitazione. Il segretario di stato Tarcisio Bertone ironizza: “L’Europa finirà per lasciarci solo le zucche di Halloween”. Il governo ha annunciato un ricorso contro il verdetto. Per il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, “la presenza della croce nelle scuole non è un’adesione al cattolicesimo, ma un simbolo della nostra tradizione”.
Dal 1984, il cattolicesimo non è più religione di Stato. In compenso la legge, risalente al periodo fascista, che stabilisce che il crocifisso fa parte dell’”arredo” delle scuole, è sempre in vigore. La sua validità è stata riaffermata dal Consiglio di Stato, nel 2006. Questa volta, il ricorso proviene da una famiglia del Veneto, terra cattolica per eccellenza, la quale riteneva che il crocifisso in classe limitasse la libertà dei propri figli in materia di religione.
La presenza del crocifisso è messa in discussione anche al di fuori dalla scuola. Da sei anni, un magistrato, Luigi Tosti, si batte perché sparisca da tutti gli edifici pubblici, a cominiciare dai tribunali. Ha quindi rifiutato di svolgere le proprie attività in presenza del crocifisso e per questo è stato condannato. La Corte di cassazione ha appena annullato la condanna.
Aspettando la sorte del ricorso presentato dal governo presso la Corte europea, davanti la scuola Baccarini, Francesca pensa che si è ben lontani da quello che immagina il vignettista Giannelli sulla prima pagina del Corriere della Sera di mercoledì: Gesù esce da una scuola portando la sua croce ed esclama: “Hanno votato di nuovo per Barabba.”
[Articolo originale "Bataille autour du crucifix dans les écoles italiennes" di Salvatore Aloïse]




















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@ bigfoot- ma che vuoi ancora!!??? se sei cattolico a casa tua ed in chiesa puoi averne quanti ne vuoi nessuno te lo proibisce, facci quello che vuoi con sto cazzo di crocifisso, pure usarlo come gioco erotico con la tua tipa (o con il tuo amichetto, se ha differenti gusti sessuali), ma non nei luoghi pubblici perchè non tutti si riconoscono in quel simbolo; altrimenti accanto alla croce ci mettiamo un ritratto di marx o berlinguer (per accontentare quelli di sinistra), poi una mezzaluna (per i musulmani), un buddha in miniatura (per i buddisti) e perchè no un ritratto di maria de filippi, per tutti quelli che hanno fatto della tv un oggetto di culto! almeno questa è par condicio!
scusami…
Calma ragazzo!!!
bigfoot ha ragionato, almeno non ho visto insulti nei suoi commenti.
Non aggredirlo, non è giusto e non lo merita…..o mi son perso qualcosa??
pardon
A me sembra che ci siano cattolici che si inalberano -ingiustamente e pateticamente- per la decisione di togliere il crocifisso, e “laici” che si inalberano -altrettanto pateticamente- perché qualcuno dice che il crocifisso non è un problema. Se si ragionasse con la testa invece che con altre parti del corpo si vedrebbe chiaramente che esiste un problema ingerenza vaticano nel sistema italia, ma non esiste un problema crocifisso di per sé. Sia chi lo vuole rimuovere ad ogni costo, sia chi lo vuole mantenere ad ogni costo si comporta come un fanatico feticista.
Certo nei luoghi pubblici non ci dovrebbe essere. E quindi? davvero qualcuno è così mentalmente debole da rimanere turbato -a da temere di poter essere convinto- dalla sola presenza di un crocifisso? A ragà, qui siamo alle comiche. A me da più sensazione di non laicità dello stato il fatto che il tg1 infili una notizia del papa ogni 3 per 1, senza ragione (il papa oggi ha iniziato la sua nuova dieta, ed esempio), o riportino le sue parole costantemente. Questo è far pubblicità e proseliti attraverso la tv di stato, altro che crocifisso, che sta lì a sorbirsi come tutti le noiose disquisizioni di professori spesso inetti e frustrati, senza neppure poter uscire per la merenda.
vorrei terminare cercando di inquadrare i due punti fondamentali della questione.
La corte europea ha di fatto scavalcato l’autorità italiana: anche se la legge in questione risale al fascismo, è stata resa valida ancora una volta dal consiglio di stato nel 2006 (per i giuristi passatemi il termine “resa valida”). Quindi di fatto è una legge dello stato italiano che viene sbugiardata da un organo esterno. La domanda è: “Vi sta bene che decida per noi un gruppo di una dozzina di uomini che non sono stati da noi eletti?”
Il secondo punto è interno al nostro paese: è chiaro che il dibattito si infiammi e divida chi è più o meno vicino alla chiesa. E’ ovvio che il crocefisso in se non dìa nessun fastidio e non alteri le menti di alcuno.
E’ il pretesto però per discutere o meno delle ingerenze della chiesa e della loro opportunità nella vita politica e civile italiana.
E da qui la domanda che vorrei porre: “pensate veramente che togliendo il crocefisso dalle scuole si limitino le ingerenze della chiesa sulla vita pubblica in questo paese?”
Quando parlo di falso problema, intendo dire proprio questo. Il principio di laicità dello stato non passa da queste cose, ma da interessi molto, ma molto più alti…
CIAO A TUTTI
1- si mi va bene. visto chi ci governa e come ci governa spero proprio in un aiuto o in una indicazione dall’ UE, accetto pure gli ammonimenti. cmq neanche tu hai eletto i parlamentari italiani, vista la mancanza delle preferenze.
2- è un passetto nella direzione giusta, non crederai che si possa dire basta da oggi con le ingerenze, vero?
3- il principio della laicità dello stato passa da grandi interessi, fatte dalle solite persone al comando… e allora ? li dobbiamo sempre lasciare liberi di decidere per noi o addirittura non dobbiamo pensarla diversamente ?
ciao bigfoot
PS: io sono cristiano e vado in chiesa quando posso per qualche minuto.