[Sueddeutsche Zeitung]
Testo in chiaro del leggendario ex-sindaco di Palermo: Leoluca Orlando vede l’Italia come “una dittatura con l’aspetto di una democrazia”. In una intervista con il Sueddeutsche.de il parlamentare spiega come la politica di Berlusconi avvantaggia la mafia e mette in pericolo le ditte tedesche – e racconta di un affare di cariche che il premier gli aveva proposto.
Orlando, classe 1947, è uno degli oppositori della mafia più rappresentativi d’Italia. In veste di sindaco di Palermo (1985-1990 e 1003-2000) il siciliano è riuscito per la prima volta a respingere massicciamente la mafia dalla vita politica ed economica. Per la sua corraggiosa battaglia contro Cosa Nostra il politico è stato a lungo in cima alla lista dei candidati a morte della mafia. Lui e la sua famiglia hanno vissuto per anni sotto protezione.
Orlando oggi è deputato al Parlamento di Roma e portavoce del suo partito, Italia dei Valori. Dirige inoltre l’associazione politico-culturale “Istituto per il Rinascimento Siciliano”.
L’intervista ha avuto luogo nella redazione della SZ: Leoluca Orlando ha parlato in tedesco – il giurista ha studiato ad Heidelberg.
sueddeutsche.de: Signor Orlando, lei va spesso all’estero. Per lei è imbarazzante quando qualcuno le chiede di Silvio Berlusconi, il Presidente del Consiglio del suo paese?
Leoluca Orlando: Il tempo di parlare dell’immagine è passato da un pezzo. Tutti sanno com’è Berlusconi. Spero soltanto che non si dimentichi che c’è anche un’altra Italia.
sueddeutsche.de: Il capo del governo si comporta come se lui e lo Stato fossero diventati da tempo la stessa cosa. Dichiara: “Viva Berlusconi, viva Italia!”. Il suo paese è diventato nel frattempo una “democratura” (virgolette del traduttore, n. d. t.)
Orlando: Il fatto è che una dittatura nell’anno 2009 non è paragonabile a dittature come quelle di Mussolini o Hitler. Abbiamo nuovi media, una nuova mafia e una nuova dittatura, che in apparenza e’ una democrazia. Berlusconi è un simbolo di questo.
sueddeutsche.de: Può concretizzare?
Orlando: In Italia non c’è più differenza tra privato e politico, tra Stato e mercato. Normalmente non interessa cosa succede in camera da letto. Ma con Berlusconi succede che nello stesso luogo si trova con Putin, tiene sedute del Consiglio dei Ministri e organizza feste private con donne di un servizio escort, che vengono trasportate con voli di Stato. Questa è una questione etica, non giuridica. Un Presidente del Consiglio non può vivere così.
“Il denaro illegale può comprare l’Europa – grazie a Berlusconi”
sueddeutsche.de: Signor Orlando, l’anno scorso lei avrebbe dovuto dirigere la commissione parlamentare, che si occupa della libertà di informazione e della Rai. Perchè non se ne è fatto più niente?
Orlando: Glielo voglio spiegare. Questo lavoro lo deve fare un membro dell’opposizione e i deputati del gruppo di governo lo condividono con lui – questo è prestabilito. I partiti dell’opposizione erano concordi sulla mia candidatura a presidente. Per sei mesi mi sono recato due volte al giorno in Parlamento, per farmi eleggere, ma non succedeva mai. Poi il presidente del Senato, a settembre, mi ha consigliato di parlare in via confidenziale con Berlusconi. Quest’ultimo aveva posto un veto, ma tutti i problemi avevano una soluzione.
sueddeutsche.de: Quale scambio le ha proposto Berlusconi?
Orlando: Dovevo incontrarmi con lui, ho rifiutato. Poi voleva telefonarmi, mi sono nuovamente fatto negare. Il mio motivo: non può essere che un capo di governo decida in una questione che riguarda esclusivamente il Parlamento. E non può neanche essere che il più grande imprenditore dei media decida in altra funzione, chi controlla lui e il concorrente. Per questo non sono diventato presidente di quella commissione.
sueddeutsche.de: La politica di Berlusconi è fare leggi che tornano a suo vantaggio. Così è stato con la legge sull’immunità, che gli assicurava protezione dall’azione persecutoria nei processi in corso e che è stata recentemente annullata dai giudizi costituzionali.
Orlando: Oltre all’Europa i giudici della Corte Costituzionale sono la nostra altra speranza. Senza i giudici la democrazia morirebbe.
sueddeutsche.de: Berlusconi insulta i giudici come “comunisti”. Non sarebbero indipendenti.
Orlando: Ciò di cui la mafia ha bisogno sono dichiarazioni di questo genere del Presidente del Consiglio. Questa è insensatezza polemica. In Italia non é la giustizia il problema, sono le leggi. E le conseguenze colpiranno anche la Germania e l’Europa.
sueddeutsche.de: Cosa intende con questo?
Orlando: Una di queste leggi prevede che il denaro sporco possa essere riportato in Italia, se il proprietario – che resta anonimo! – paga il 5 per cento di tasse. Questo è un regalo. I lavoratori normali devono pagare dal 30 al 35 per cento. Rifletta: il denaro è stato espatriato in lire e rientra in euro. Poi sarà investito a Parigi, Londra e Monaco. Allora posso solo dire: buona fortuna! Il denaro illegale vuole comprare l’Europa, favorito da Berlusconi. Questo è un grosso problema.
sueddeutsche.de: Non vede ciò troppo pessimisticamente?
Orlando: Aspettiamo sei mesi! Poi vedrete quante aziende tedesche sono state acquistate da italiani. La guardia di finanza stima l’entità del denaro sporco in 300 miliardi di euro.
sueddeutsche.de: Vi è compreso anche il patrimonio di Berlusconi?
Orlando: Mi stupirebbe se lui non approfittasse anche di questa legge.
sueddeutsche.de: l’Italia ha fatto dei passi indietro nella lotta alla mafia con la politica del governo Berlusconi?
Orlando: La mafia usa Berlusconi. La lotta contro questa organizzazione è condotta da polizia e magistrati. L’attuale governo non promuove più la cultura della vecchia mafia, ma quella della nuova. La vecchia mafia snatura valori tradizionali come onore, famiglia o amicizia.
“La nuova mafia usa Peter, Wolfgang e Jürgen”
sueddeutsche.de: E la nuova mafia?
Orlando: Snatura valori moderni come libertà o concorrenza. Ci sono fratture tra la vecchia e la nuova mafia. Essa agisce sia globalmente che localmente.
sueddeutsche.de: Come nel 2007 a Duisburg. Lì commando professionisti della mafia hanno assassinato sei persone.
Orlando: Uccidono in modo moderno: silenziosamente e lentamente ma in modo brutale, come una volta la Baader-Meinhof [un gruppo della RAF, le Brigate Rosse tedesche, n. d. t] o le Brigate Rosse. La nuova mafia non usa Pietro o Francesco, usa Peter, Wolfgang und Jürgen. Dopo Duisburg i tedeschi hanno capito che la mafia da un pezzo non si limita più alla gastronomia italiana. In un locale italiano tutt’al più si rischia di mangiare una cattiva pizza. Gli interessi della mafia sono diventati talmente grandi che una pizza è troppo piccola.
sueddeutsche.de: Dove sta diventando attiva la mafia in Germania?
Orlando: Alla borsa di Francoforte, nelle banche, negli immobili. Molti imprenditori italiani hanno liberato le loro liquidità grazie alla nuova legge sul rimpatrio del denaro sporco.
sueddeutsche.de: Cosa può fare l’Unione Europea contro queste azioni italiane?
Orlando: Brüssel deve stabilire chiare regole di concorrenza che valgano anche per l’Italia. La compagnia aerea Alitalia, ad esempio, era in crisi finanziaria e dopo un bando è stata eletta quale acquirente Air France. Poi, in tempi brevi, è arrivato il giorno delle elezioni e Berlusconi ha vinto. I suoi ricchissimi amici hanno fondato immediatamente una nuova azienda e comprato con questa l’Alitalia, in un certo senso con niente. Tutti i debiti di Alitalia sono stati prima accollati dallo Stato. Gli stessi miei amici orientati a destra mi chiedono intanto: “Quando ci libereremo di Berlusconi?”. Il mio sogno è vivere in uno stato di diritto e fare una buona opposizione.
sueddeutsche.de: L’Unione Europea ha poche possibilità di smuovere qualcosa se Berlusconi resiste.
Orlando: Certo, l’Europa non è abbastanza forte, ma per noi è una garanzia. Senza il legame europeo per noi la situazione sarebbe catastrofica, avremmo le condizioni di un paese dell’America Latina. Immaginiamoci un po’: se l’Italia non fosse da tempo parte dell’Europa il paese non potrebbe diventare membro.
sueddeutsche.de: Il fatto è però anche che l’opposizione italiana, nonostante le buffonate di Berlusconi, appare litigiosa e debole.
Orlando: Il mio partito “Italia dei Valori” è considerato la forza di opposizione più forte. Tuttavia ha con sè solo l’8 per cento degli elettori. Il più grande Partito Democratico ha perso molto tempo a capire quanto fosse pericoloso Berlusconi. In quel partito pensavano che Berlusconi facesse errori inauditi e che si sarebbe messo il cappio al collo da solo.
sueddeutsche.de: Un errore di valutazione. Avete una proposta per spuntarla con Berlusconi?
Orlando: Noi documentiamo in continuazione: il governo Berlusconi è antidemocratico. Sempre più italiani si associano. Mobilitiamo con crescente successo: in quale paese europeo protestano da 300.000 a 400.000 persone per la libertà di stampa?
[Articolo originale ""Berlusconi pervertiert sein Amt"" di Hans-Jürgen Jakobs und Oliver Das Gupta]




















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Mah, una volta chiesi ad un conoscente candidato per Forza Italia:”come ti senti ad essere candidato in un partito che ha raccolto i voti della mafia (erano i tempi dei famosi 60 seggi su 60 in Sicilia)?” e lui rispose supponente:”Ma allora anche Leoluca Orlando quando fu eletto sindaco di Palermo era in contatto con la mafia, o no?”
Mi e’ stato successivamente raccontato da qualche amico di Palermo che il padre di Leoluca era un noto avvocato di mafia (una specie di Taormina) per cui il figlio non aveva nulla da temere, come dire, magari non e’ appoggiato dalla mafia, ma certamente ha le spalle coperte…
Caro Sebastiano,
a parte che bisogna vedere se è vero; ma poi se “tuo fratello commette un omicidio sei un assassino anche tu”?
Peppino Impastato docet…
Concordo, ho controllato su wiki se c’erano riferimenti al padre di L.O., ma non ce ne sono. Devo ammettere pero’ che speravo che L.O. fosse un po’ piu’ pulito di quanto e’ riportato su wiki. By the way ho trovato questo articolo per niente male sulla famiglia Orlando (Cascio), ce ne sono tanti altri, ma mo ho da fatica’:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/10/15/orlando-del-potere-invisibile.html
Secondo me Leoluca Orlando ha commesso degli errori, molti anni fa. A mio avviso si comportò malissimo nei confronti di Giovanni Falcone accusandolo di aver nascosto prove che riguardavano politici, in particolare Andreotti. La lite si basava sul fatto che Falcone sosteneva non vi fossero abbastanza prove a suo carico per procedere per via giudiziaria nei suoi confronti, nonostante si sapesse benissimo quali fossero le sue “amicizie”. Personalmente non ho dubbi sul fatto che Falcone abbia agito in modo trasparente, se non ha proceduto evidentemente riteneva di non avere abbastanza elementi. Non mi è mai stato comunque chiaro il comportamento di Orlando. In merito alle presunte o meno frequentazioni e rapporti del padre penso invece che i figli possano, a volte, anche decidere di seguire una strada diversa da quella percorsa dai loro padri. Ne abbiamo un esempio in questo periodo con le testimonianze preziose che sta fornendo Massimo Ciancimino (figlio di Vito) che si stanno rivelando veritiere e che stanno dando una bella mano nel fare un po’ di chiarezza su quelli che potrebbero essere i mandanti occulti delle stragi del ‘92.
Per me , un uomo come Leoluca Orlando, che ha combattuto con tutti i mezzi a sua disposizione Totò “vasa-vasa” Cuffaro, che è stato espulso da Rutelli per il sostegno alla candidatura di Rita Borsellino e che ha incontrato l’ostracismo di Berlusconi e D’Alema per la poltrona alla vigilanza Rai, merita il massimo rispetto.
MAh, trovare un siciliano che non abbia avuto rapporti con la mafia e con parenti che non abbiano avuti rapporti con la mafia penso che abbia le stesse probabilità di trovare un italiano vissuto nel ventennio che non abbia avuto rapporti con i fascisti o i cui parenti non abbiano avuto rapporti con i fascisti. Ciò non vuol dire che quest’ultimo è fascista o che il primo sia mafioso.
Io ho tanti conscenti/parenti leghisti o berlusconiani, non per questo…
Poi, su queste questioni, sempre meglio indagare…
il fatto di avere il padre o parenti nella mafia è molto relativo, poichè la “mafiosità” non è un qualcosa che si trasmette per via ereditaria; oltre al caso di peppino impastato va ricordato quello di piersanti mattarella, figlio di un politico fortemente legato a cosa nostra; nonostante la figura paterna egli cercò, una volta eletto alla regione, di rompere definitivamente i legami della mafia con la politica ed è per questo che fu ucciso.
*Valerio “MAh, trovare un siciliano che non abbia avuto rapporti con la mafia e con parenti che non abbiano avuti rapporti con la mafia penso che abbia le stesse probabilità di trovare un italiano vissuto nel ventennio che non abbia avuto rapporti con i fascisti o i cui parenti non abbiano avuto rapporti con i fascisti”.
Io sono siciliano (e ne sono fiero!) e ti posso garantire che non ho mai avuto rapporti con la mafia ne io e nemmeno miei familiari e come me ci sono milioni di altre persone. Vuoi sapere come si fa? Li eviti,non ti metti a parlare con loro, non vai a comprare nelle loro attività e non ti metti in affari loro, non frequenti i posti che frequentano loro e non metti la testa sotto la sabbia proprio come milioni di italiani (siciliani compresi) che sono convinti che il loro premier non sia un mafioso piduista!
“lascia un commento” non significa processa l’autore dell’articolo o l’intervistato. E’ invece opportuno analizzare il contenuto dell’intervista capire se è condiviso da altri esperti di mafia se è plausibile e veritiero. Chissà come commenterebbe Roberto Saviano? Non posso sapere se L. Orlando sia un uomo onesto fino in fondo ma condivido in questo caso il suo giudizio. O vogliamo continuare a fingere che non esista la mafia, che mafia e politica siano legate a doppio nodo, che la mafia sia uscita ormai da decenni dai confini italiani? E invece continuare a dinigrare chi cerca di rendere noto come aggisce la mafia e quali sono i suoi interessi?