Un giudice della procura di Milano condanna 23 ex agenti della CIA per il sequestro dell’imam Abu Omar

El País

Un tribunale di Milano ha condannato 23 ex agenti della CIA a pene comprese fra gli otto e i tre anni di reclusione a seguito del sequestro dell’ex Imam di Milano Abu Omar, avvenuto nel 2003.

Nel primo caso dei cosiddetti “voli della Cia” messi sotto processo in Europa, secondo quanto ha stabilito il magistrato che conduce il caso Oscar Magi, l’ex direttore dei servizi segreti italiani (Sismi) Niccolò Pollari e il suo numero due Marco Manzini non potranno essere giudicati per via del segreto di stato che suggella tali fatti.

Invece l’ex-comandante della CIA in Italia Jeff Castelli è stato assolto grazie al ricorso all’immunità diplomatica.
Pollari e Mancini non potranno essere processati in virtù di quanto stabilito dal codice di Procedura Penale, secondo il quale non si possono portare a termine processi basati su fatti rispetto ai quali è stato applicato il segreto di Stato. Per costoro i pubblici ministeri avevano chiesto rispettivamente condanne di 13 e 10 anni di prigione. Ciononostante, Pollari ha affermato che “se il segreto di Stato fosse stato reso pubblico, lui sarebbe risultato completamente innocente e, pertanto, sarebbe stato assolto”, stando a quanto ha dichiarato tramite i suoi legali.

Oltre a dover scontare una pena detentiva, gli agenti segreti condannati dovranno versare un indennizzo pari a un milione euro ad Abu Omar, ed a mezzo milione di euro a sua moglie.

La procura ha ben accolto la decisione presa dal giudice di condannare la maggior parte dei 35 agenti implicati e ha annunciato che presenterà un ricorso in appello per quegli agenti che non sono stati giudicati perché protetti dal segreto di stato o dall’immunità diplomatica. Il processo italiano sul caso di Abu Omar è diventato la prima sentenza emessa in Europa riguardo le pratiche antiterroriste illegali comminate dagli Stati Uniti in seguito agli attentati dell’11 settembre.

I fatti risalgono al febbraio 2003, quando una squadra diretta dai servizi segreti nordamericani catturò il presunto terrorista Abu Omar a Milano, che fu poi trasferito in diverse basi aeree dell’Italia italiane, poi tedesche e infine egiziane dove fu torturato, secondo quanto affermano i suoi difensori.

In seguito, la procura di Milano ha preso in carico il caso dando origine al processo nel corso del quale è stata richiesta l’estradizione degli agenti statunitensi implicati nei fatti.
Durante questi ultimi anni i pubblici ministeri si sono scontrati con le difficoltà poste sia dal governo nordamericano sia da quello italiano, legate principalmente al cosiddetto segreto di Stato apposto su tali fatti.

[Articolo originale "La justicia italiana condena a 23 agentes de la CIA por secuestro" di Miguel Mora]

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