[Swissinfo]
La Svizzera si è lamentata riguardo l’essere stata presa di mira con un trattamento più duro e si risente per una politica di spionaggio da parte della Polizia di confine italiana. L’Italia sostiene che ne ha avuto abbastanza di una Svizzera che incoraggia i cittadini ad evadere le tasse.
Non è la prima volta che l’Italia ha lanciato uno scudo fiscale volto a rimpatriare i fondi neri – difatti, si tratta del terzo in nove anni. Anche durante i precedenti scudi si era fatto uso di un’aumento della sorveglianza ai confini tramite videocamere.
In ogni modo, tutto questo filmare e mandare ufficiali delle tasse sotto copertura in Svizzera stavolta ha provocato la pungente risposta da parte di un parlamentare del Canton Ticino e del partito Radicale di centro destra, Fulvio Pelli.
“Essere filmati e controllati in segreto è una cosa inaccettabile per i cittadini svizzeri” ha scritto Pelli sul quotidiano italiano il Corriere della Sera.
Un altro elemento che si ripete nell’operazione di rimpatrio dei capitali è un più attento esame di individui ricchi e delle aziende che pongono la residenza in Svizzera o ne fanno patria delle loro operazioni finanziarie. Le autorità italiane stanno chiedendo le prove che queste attività non consistano in una copertura per l’evasione fiscale.
Sentimenti di rancore
Molte delle 70.000 persone di cittadinanza italiana che vivono nel meridionale Canton Ticino sono disorientati dalle leggi emanate da Roma, stando a Mauro Baranzini, un professore di Economia all’Università di Lugano.
“C’è risentimento. Credono che lo scudo fiscale sia solo un mezzo usato dal Governo Italiano che non sa cos’altro fare per ridurre il suo deficit” ha dichiarato a swissinfo.ch
Baranzini ha aggiunto che le autorità cantonali inviano in Italia il 40 per cento delle tasse raccolte dall’imposizione fiscale sui 55.000 lavoratori italiani che quotidianamente passano il confine per lavorare in Svizzera. L’umore generale in Svizzera si è incupito questa volta per via della rimarcata crociata globale contro l’evasione fiscale che ha stretto d’assedio il paese. La Svizzera è già stata obbligata a promettere una cooperazione più stretta con altre amministrazioni fiscali e a consegnare i dati dei clienti della banca UBS agli Stati Uniti.
Molti Svizzeri interpretano tutto ciò come un attacco alla sovranità dello stato da parte di paesi gelosi in un tentativo disperato di dissimulare i propri guai con una iniezione facile e immediata di denaro in contanti e per deviare il biasimo per i propri fallimenti.
Linguaggio incendiario
La rabbia è stata ulteriormente aumentata dal linguaggio usato in Italia. Il ministro delle Finanze italiano, Giulio Tremonti, ha parlato di “essiccare completamente il settore bancario di Lugano”.
Le misure italiane rappresentano una minaccia diretta al lucroso settore bancario nella più grossa città del cantone. A differenza dei precedenti scudi fiscali, gli Italiani devono ora rimpatriare i propri patrimoni dalla Svizzera per avvantaggiarsi delle condizioni generose offerte.
L’Italia crede che nelle banche del Ticino si nascondano fino a 125 milardi di euro (188 miliardi di franchi svizzeri) di patrimoni non dichiarati, più della metà rispetto al totale mondiale.
“Il problema non è molto lo scudo fiscale in sè, ma il modo in cui questo è condotto, così come il modo in cui il Ministro delle Finanze si è espresso riguardo al polo della finanza svizzero” ha detto Alfredo Gysi, presidente dell’Associazione Banche Estere in Svizzera, al quotidiano Finanz & Wirtshaft.
L’Associazione Bancaria Ticinese ha incontrato il Ministro delle Finanze svizzero Hans-Rudolf Merz giovedì scorso per esprimere le proprie preoccupazioni. Una delegazione del governo cantonale dovrà incontrare Merz a breve.
[Articolo originale ""Aggressive" Italian tax tactics anger Swiss" di Matthew Allen]




















(4 voti, media: 4,75 su 5)
Sarei estremamente felice se Tremonti fosse in grado di distruggere l’evasione (e quindi la ricchezza svizzera o almeno del ticino) grazie ad un condono. Cio’ e’ pero’ impossibile sia per manifesta incapacita’ del soggetto, sia perche’ uno scudo ogni 3 anni certo non e’ un incentivo a mettersi in regola.
Forse non hanno ancora capito che lo scudo e’ un invito all’evasione e non un modo per bloccarla.
Io su swissinfo dello stesso giorno ho letto pure questo…
“Quel che resta oltre le parole
Intanto l’Agenzia delle entrare italiane, ossia il fisco italiano, ha confermato ufficialmente la possibilità del rimpatrio giuridico dei capitali italiani depositati in Svizzera. Quindi anche in Svizzera è possibile “scudare” fondi sconosciuti al fisco italiano senza rimpatriarli fisicamente, pagando tuttavia le tasse in Italia.
Questa possibilità permette all’investitore italiano di essere in regola con le autorità fiscali del proprio Paese e di poter continuare ad usufruire dei servizi della piazza finanziaria ticinese e svizzera. Potrà così avvalersi del proprio consulente svizzero, senza preoccuparsi dei controlli operati dalla Guardia di finanza alla frontiera o altrove.
Effettivamente devo dar ragione agli Svizzeri, anche se la loro politica bancaria non mi è mai piaciuta , perchè il governo italiano sa chi sono gli evasori, sa come espatriano i soldi e sa a quali porte bussare per fermare il flusso illecito di danaro. Allora perchè mettere in piedi questa inutile messinscena ? Forse perchè bisogna dimostrare che, nonostante i ripetuti scudi fiscali , la lotta all’evasione si fa sul serio, mettendo sull’altare sacrificale le banche svizzere ed il nome di qualche attore hard e di qualche sportivo ?
ma per favore … sono anni che ormai il grosso dei capitali occulti viene smistato in paradisi fiscali diversi dalla svizzera, anche perche` volenti o nolenti questa e` accerchiata dall’europa e i controlli si sono fatti via via sempre piu` stringenti
quindi tutta questa messinscena per pizzicare qualche grasso commerciante di scarpe varesotto o commenda milanese? perche` i soldi, si sa, quando sono veramente tanti, si portano nelle 24ore nere, possibilmente in mercedes e guidando con gli occhiali da sole, eh?
il fatto e` che l’italia ormai vive in una fiction, e neanche tanto originale, di cattiva qualita` e interpretazione come quelle che quotidianamente vengono trasmesse sui suoi canali televisivi
non sanno piu` cosa inventarsi per coprire il fallimento totale di tutte le politiche (economiche, sociali, fiscali, sanitarie, educative), non possono sempre battere il chiodo sulla caccia all’extracomunitario, quindi hanno cambiato soggetto