L’ex comunista Bersani guida la sinistra Italiana

Berliner Zeitung

Il partito Democratico sceglie il proprio segretario alle primarie.

ROMA. Anche i più ottimisti all’interno del più grande partito di opposizione Italiano non se lo sarebbero mai aspettato: secondo le stime più di tre milioni di Italiani hanno preso parte domenica alla scelta di un nuovo segretario per il Partito Democratico – quasi quanti quelli di due anni fa, quando l’allora portatore di speranza Walter Veltroni inaugurò l’innovativa procedura. “Questo è un giorno importante per la democrazia Italiana”, ha commentato ieri il successore di Veltroni, il cinquantottenne Pier Luigi Bersani, che dopo gli aspri scontri interni fra correnti contrapposte non si aspettava un’alta partecipazione. Ha annunciato di voler “guidare il partito a modo suo”. Con ciò intende un orientamento a sinistra più determinato e attacchi più incisivi al governo di Silvio Berlusconi.

Ritornare ai temi sociali

Il dottore in filosofia Bersani, che proviene da una famiglia di artigiani dell’Emilia-Romagna, regione tradizionalmente di sinistra, e che come il suo predecessore Veltroni è stato membro del partito comunista, ha ricevuto un chiaro mandato con più del 50% dei voti. Bersani ha preceduto Dario Franceschini, fino a quel momento segretario ad interim, oltre ad un terzo canditato. Davanti a sé ha ora fatiche apparentemente erculee da compiere. Il Partito Democratico, nel quale solo due anni fa sono confluiti ex-comunisti e cristiano-democratici di sinistra, è profondamente diviso e dimostra di avere poca personalità su questioni centrali di carattere economico e politico.

Walter Veltroini si dimise la primavera scorsa, consumato dalle lotte intestine e dagli scandali per corruzione nei comuni rossi del Paese. Il suo successore ad interim Franceschini ha fatto il possibile, anche se durante quel periodo, mentre Berlusconi veniva scosso dagli scandali, il PD era talmente occupato con se stesso da non riuscire a trarre molto vantaggio dalla situazione.

Bersani, che ha servito come ministro per l’industria nel governo di Romani Prodi, è considerato un uomo pragmatico, ma anche più duro di Franceschini e Veltroni e a differenza di questi ultimi vuole rafforzare l’immagine del PD come partito sociale. Come ha detto Bersani ieri, la prima priorità è quindi quella di occuparsi dell’occupazione e del cosiddetto precariato.

Insieme contro Berlusconi

“Il nostro scopo è quello di battere Berlusconi”, dice Bersani cercando di risvegliare lo spirito combattivo dei suoi compagni di partito. A questo scopo vuole anche far rivivere la vecchia alleanza dell’Ulivo, una larga alleanza con altri gruppi di opposizione. Ma ciò potrebbe portare nel contempo a una nuova spaccatura nel partito: alcuni ex democristiani tra le fila dei democratici pensano ad alta voce alla rinascita della defunta Democrazia Cristiana. Così l’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli è già pronto a fondare un nuovo partito cattolico di centro assieme al cristiano democratico Pierferdinano Casini e al più grande oppositore interno di Berlusconi, l’attuale presidente del Parlamento Gianfranco Fini.

[Articolo originale "Ex-Kommunist Bersani führt Italiens Linke" di Kordula Doerfler]

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Revisione di:
Cristina Bianchi