L’Unione Europea prende di petto Berlusconi

[Handelsblatt.com]

E’ una settimana difficile per Silvio Berlusconi. Dopo che la Corte Costituzionale mercoledì ha revocato l’immunità del premier, la pressione internazionale su di lui cresce. In un dibattito sulla libertà di stampa molti europarlamentari ieri hanno criticato, in eguale misura, l’ampio potere mediatico di Berlusconi, che controlla, in modo diretto o indiretto, sei delle sette principali emittenti italiane così come una grossa casa editrice.

MILANO. Il capo della Frazione socialista all’Europarlamento Martin Schulz (SPD) ha criticato che l’Italia sia l’unico paese democratico in Europa in cui il più potente imprenditore dei media sia contemporaneamente capo del governo. Berlusconi ha un’influenza sui media che “avrebbe fatto invidia allo stesso Honecker”, dice la liberale inglese Sarah Ludford.

Molti oratori hanno richiesto una linea guida a tutela della libertà di opinione. Se la stampa in un paese membro non è libera ciò riguarda l’Unione Europea, ha argomentato il capo della Frazione dei liberali, Guy Verhofstadt. Egli ha criticato Viviane Reading, la commissaria europarlamentare responsabile dei media, che in precedenza aveva respinto una iniziativa simile – con la nota che per queste questioni sono competenti gli stati dell’Unione Europea. Il 19 ottobre il Parlamento dovrebbe promulgare una risoluzione su questo tema.

I rappresentanti dei conservatori hanno cercato, sino all’ultimo momento, di impedire il dibatto di ieri. Secondo l’opinione del capo della Frazione francese dei conservatori (EVP), Joseph Daul, si tratta di una questione interna all’Italia. L’europarlamentare italiano del partito di Berlusconi PDL, Mario Mauro, accusa i suoi colleghi “di danneggiare l’immagine dell’Italia” con il dibattito.

La critica dall’Europa arriva dopo cinque giorni densi di avvenimenti per Berlusconi. Lo scorso sabato centinaia di migliaia di persone avevano manifestato a Roma per la libertà di stampa e criticato come tentativi di intimidazione le richieste milionarie di risarcimento danni da parte di Berlusconi contro diversi giornali. La sera dello stesso giorno è stato reso noto il giudizio della Corte contro la Finivest, impero della famiglia Berlusconi, secondo il quale la holding deve pagare 750 milioni di euro alla concorrente Cir come risarcimento danni. Il mercoledì ha fatto seguito infine il giudizio della Corte Costituzionale, che revoca l’immunità a Berlusconi e riapre la strada per i processi rimasti fino ad ora congelati a carico del premier.

Nonostante questo contraccolpo Berlusconi si mostra combattivo. Ha parlato di un giudizio politico e si è mostrato sicuro della vittoria in vista dei processi. “Gli italiani vedranno di che pasta sono fatto”, ha annunciato.

I suoi alleati lo sostengono e vogliono che vada avanti. Tuttavia la considerazione di Berlusconi sul Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha suscitato l’ira tra i suoi fedeli. Berlusconi ha detto in riferimento alla storia comunista di Napolitano: “Sappiamo da che parte sta”. Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati e ex capo di Alleanza Nazionale, ha detto chiaramente: “L’incontestabile diritto politico di Silvio Berlusconi a reagire e a riformare il paese, che gli elettori gli hanno dato, non lo può esimere dall’obbligo costituzionale di rispettare la Corte Costituzionale e il capo dello Stato. ”

Nei processi che ora vanno incontro a Berlusconi, si tratta complessivamente di quattro procedimenti. Nel caso Mills deve rispondere di corruzione dell’avvocato inglese David Mills. Si dice che abbia corrotto Mills, che si occupava delle attività all’estero per l’azienda di Berlusconi, con 600.000 euro, perché tacesse davanti al tribunale.

Mills é già stato condannato in primo grado a quattro anni e mezzo. Il processo d’appello inizia questo venerdì. Berlusconi è inoltre accusato in altri processi di aver creato fondi neri per i diritti tv Mediaset, fondi sui quali egli aveva accesso all’oscuro del fisco italiano. In un altro processo è accusato di aver corrotto senatori durante il governo di Romano Prodi.

[Articolo originale "EU knöpft sich Berlusconi vor" di Katharina Kort]

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2 commenti per L’Unione Europea prende di petto Berlusconi

  • Jean-Claude

    Il titolo di questo articolo nasconde una enorme bugia: l’Europa non ha fatto, non fa e non farà mai nulla contro il potere unico vigente in Italia. E’ sconsolante ma è una triste verità. Avrebbe avuto sino ad oggi centinaia di ragioni per impedire l’agonia democratica di un suo importante paese membro, nonchè fondatore del trattato della sua istituzione. La politica europea al riguardo è vergognosa. Alla lunga anche la UE pagherà il suo oneroso tributo per la mancata assunzione di responsabilità nei confronti dell’Italia. Questa convinzione non è, purtroppo per i cittadini degli altri paesi membri, ben chiara. Il “tumore” è già in metastasi e la UE fa finta di non saperlo, mentre la politica “autoreferenziale” lo nasconde ai più.

  • hrist

    Hai in parte ragione JeanClaude. Però ti consiglio di aspettare domani 19/10 per vedere cosa dirà il Parlamento Europeo con la risoluzione relativa a una regolazione europea sulle concentrazioni di mezzi di comunicazione e sull’incompatibilità tra chi governa e controllo dell’informazione. Naturalmente la richiesta è partita da de Magistris e Sonia Alfano… Quindi, incrociamo veramente le dita e speriamo bene. Voglio essere ottimista!

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