[The Irish Times]
Ventidue persone sono morte, 40 risultano ancora disperse e 95 sono state ricoverate in ospedale a causa dell’alluvione che venerdì scorso ha devastato tre piccoli villaggi a sud del porto di Messina. Mentre ieri il Primo Ministro, Silvio Berlusconi, confermava queste cifre in una conferenza stampa dopo aver visitato le zone colpite, ambientalisti e cronisti chiedevano solamente come una tragedia così prevedibile sia potuta accadere di nuovo nell’Italia di oggi. Il simbolo dell’ultimo disastro “naturale” italiano è un condominio di cinque piani costruito sul letto di un fiume prosciugato nella frazione di Scaletta Zanclea.
Quando Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, è arrivato a Scaletta Zanclea venerdì scorso, ha parlato senza mezzi termini: “Guardate qui, la gente ha costruito case nel letto del fiume. Cosa volevamo aspettarci? L’acqua fa il suo corso e se le case sono costruite dove non si dovrebbe, questo è il risultato”. L’opinione secondo cui gli edifici abusivi avrebbero giocato un ruolo fondamentale in un disastro che sembra sempre più umano che naturale è condivisa anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha dichiarato: “Bertolaso ha pienamente ragione. C’è una situazione di diffuso dissesto idrogeologico, in gran parte causato da abusivismo, nel Messinese e in tante altre parti d’Italia” “O viene attivato un piano serio, che investa nella sicurezza di questo Paese piuttosto che in opere faraoniche, o queste zone continueranno ad essere a rischio di tali sciagure.”
In Italia vi sono scosse ogni 45 minuti e, in media, ogni mese sette persone muoiono a causa di valanghe. Tra il 1918 e il 2009, l’Italia ha subito 15.000 alluvioni gravi, comprese quelle sul Monte Toc nel Vajont (1963), ad Ancona (1982), in Valtellina (1987) e a Sarno (1998). Perfino il villaggio di Giampilieri, uno dei più colpiti venerdì, aveva già subito un’alluvione simile due anni fa, ma nessuno restò ferito.
Non c’è da meravigliarsi se i gruppi ambientalisti come Legambiente sostengono che le autorità locali non possono certo dire di essere state colpite da un fenomeno naturale imprevedibile. E non c’è da stupirsi se il magistrato Guido Lo Forte ha aperto un’inchiesta per attribuire possibili responsabilità penali o criminali per il disastro di venerdì.
[Articolo originale "Illegality blamed as 22 die in Italian mudslide" di Paddy Agnew]




















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