L’Italia di Berlusconi offre uno sguardo desolante

[Tagesschau]

Vi ricordate per caso cosa era successo in Italia l’ultima volta che Silvio Berlusconi aveva perso delle elezioni? Era il 2006, e l’attuale premier aveva parlato per giorni e settimane di brogli elettorali da parte della sinistra. Il suo stesso Ministro dell’Interno negava, tutti cercavano di calmare l’infuriato con inviti alla fiducia nelle istituzioni, che in questo modo sarebbe stata rovinata. Non era servito a nulla.

Tutte le volte che qualcosa non gli va a genio, Silvio Berlusconi parla di un complotto della sinistra. Se ieri i giudici costituzionali – e il maggio scorso due su quindici erano comunque stati con lui a cena privatamente – avessero votato in maggioranza per la sua legge sull’immunita’, allora non sarebbe stata una decisione motivata politicamente.

Pero’ hanno rifiutato in maggioranza la legge con un rimando al principio di eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. E devono quindi sentirsi insultare dal capo del governo perche’ sarebbero pilotati dalla sinistra. Anche il Presidente della Repubblica italiana deve lasciarsi insultare. E se si difende, deve sentirsi dire che al premier non interessa cosa dica il capo dello Stato.

Una democrazia sotto sconfitta…

Questo e’ squalificante per un capo di governo di uno Stato dell’UE, uno Stato del G8, e non e’ degno di una democrazia. La storia del barone della televisione Silvio Berlusconi, l’ascesa a politico di riferimento in Italia negli ultimi 15 anni, e’ una tragedia. Ed e’ la prova che la democrazia si puo’ sconfiggere con le proprie mani. Solo perche’ qualcuno ha i soldi e la presenza mediatica per stare col fiato sul collo di un elettorato politicamente pigro, solo per questo gli puo’ essere permessa qualsiasi violazione delle regole?

L’Italia sotto Berlusconi offre uno sguardo desolante. Il giorno della decisione della Corte Costituzionale l’uomo forte di un partito di coalizione minaccia i giudici: che non osino contrapporsi al volere del popolo – perche’ altrimenti verranno mobilitate le masse. Il premier attacca il capo dello Stato in maniera inconcepibile. E tutto cio’ perche’ una legge non rispetta la Costituzione?

… e un primus super pares?

Chi aveva sentito gli argomenti degli avvocati di Berlusconi non poteva credere alle proprie orecchie: la legge e’ uguale, ma l’applicazione della legge no. Ovvero: il premier non sarebbe primus inter pares, ma primus super pares – quindi primo sopra pari. Come scusi?

Dalla saga all’italiana di Silvio si puo’ trarre solo una conclusione: Berlusconi e’ divenuto politico per proteggere il proprio impero dagli avvocati. E da allora, quindi da 15 anni, sta smontando cio’ che in questo Paese i vecchi partiti avevano lasciato in piedi in quanto a cultura politica. La crisi dello Stato in persona.

[Articolo originale "Italien unter Berlusconi bietet ein bestürzendes Bild" di Gregor Hoppe]

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2 commenti per L’Italia di Berlusconi offre uno sguardo desolante

  • Jean-Claude

    Il film “Il Caimano” del regista Nanni Moretti di qualche anno fa ha rappresentato in modo inequivocabile ciò che l’evolversi del berlusconismo avrebbe provocato nella società italiana. Lo sguardo desolante evocato dal giornalista tedesco è l’epilogo della democrazia italiana ormai agonizzante.

  • Jean-Claude

    Non leggete le storie di Stefano Cucchi, Mariano Bacioterracino ed Elham come se fossero brutte storie tipiche del caotico vivere di massa. Non pensate che a loro “qualcosa è andato storto”, che succede, che è sgradevole, ma la vita, adesso come nel passato, è piena di brutte sorprese.

    Le vittime di questo elenco sono un giovane uomo arrestato senza ragione, un pregiudicato nella lista di esecuzione della camorra, un uomo del tutto innocente impigliato nella rete di un’odiosa burocrazia persecutoria. Sono la stessa persona, privata all’improvviso di diritti umani e civili. Quella persona siamo noi, mentre moriamo di botte, moriamo uccisi sui marciapiedi, moriamo di sciopero della fame in un campo di concentramento detto “Centro di Identificazione ed Espulsione”.

    Siamo noi persino nello sdoppiamento da malattia mentale che si vede nel video del delitto di camorra: i passanti scavalcano il corpo della persona appena uccisa fingendo di non vedere. Siamo noi che diciamo per bocca del responsabile carcerario che Stefano Cucchi (faccia sfondata, schiena spezzata) “ha preferito dormire, rifiutando il ricovero in ospedale”. Siamo noi quando i medici di un grande ospedale civile vedono per due volte il marocchino Elham detenuto senza reato e senza sentenza, senza avvocati e senza tribunale. Nessun medico fa domande, nessuno ascolta, nessuno vuole sapere. Lo rimandano, un essere umano ridotto a quaranta chili dal suo ostinato sciopero della fame, nel lager di Gradisca, dove è ancora detenuto e morente, mentre io scrivo e voi leggete. Vorrei essere capito. Sto dicendo che noi, noi tutti vittime, colpevoli e testimoni siamo scesi al livello in cui si pestano a morte i detenuti, si scavalcano di fretta i cadaveri, si lascia morire di fame in perfetta indifferenza l’immigrato testardo.

    Siamo la stessa gente che ammazza di botte gli omosessuali e ammazza di cavilli procedurali la legge che difende gli omosessuali in modo che questa legge non ci sia mai. Siamo noi il disperato Elham che muore nel lager costruito per punirlo di essere venuto in Italia in cerca di un Paese civile. Siamo noi il carceriere e il medico senza dignità che- per quieto vivere- lasciano morire chi cerca nella morte l’unica fuga. Siamo l’uomo abbattuto dalla camorra, con pochi gesti agili, senza concitazione. Siamo l’assassino che va via senza nascondere la pistola, siamo i passanti che non fanno caso ai cadaveri sui marciapiedi. Siamo i poliziotti che hanno massacrato il giovane Stefano Cucchi e continuano a restare ignoti. Siamo dunque allo stesso tempo il terrore e le vittime del terrore perché i nostri diritti e la nostra decenza sono precipitati in un buco nero immorale e illegale insieme a Cucchi, Bacioterracino, a Elham e ai loro assassini. Poiché ci siamo lasciati degradare fino a questo punto, non ci resta che dire un grazie riconoscente ai genitori e alla sorella di Cucchi che non hanno ceduto; ai giudici del delitto di camorra, che hanno diffuso il tremendo video, affinché tutti vedessero una scena di vita in una città italiana ai nostri giorni; a coloro che hanno fatto arrivare l’ annuncio di prossima morte dell’ immigrato Elham. Queste tre notizie servono almeno a ricordarci quanto siamo arrivati lontani dalla nostra Costituzione e dai fondamenti della Carta dei diritti dell’uomo. In

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