[NRC Handelsblad]
L’eurocommissario Viviane Reding non vede alcuna possibilità di azioni contro l’Italia, dove la libertà di stampa, secondo i critici del premier Berlusconi, è in pericolo. Nel corso di un dibattito eccezionalmente acceso nel Parlamento Europeo, la Reding ha detto che il pluralismo nella stampa è una questione interna di ciascun paese, e talvolta addirittura di enti governativi minori.
Il resoconto di questo dibattito pubblicato da EUObserver offre una buona panoramica sul margine d’azione che l’Europa permette o no a se stessa. Reding ha ricordato che gli stati membri negli anni novanta bloccarono un tentativo della commissione di stabilire dei parametri sulla concentrazione dei media.
La Reding ha poi aggiunto che anche un appello ai diritti umani è fuori questione in questo caso, secondo il resoconto.
<< La Reding ha continuato ricordando che il direttivo dell’UE ha il potere di imporre il rispetto dei diritti umani solo in casi che riguardano le azioni delle stesse istituzioni dell’UE e le azioni degli stati membri nell’implementare le leggi dell’UE. Tutto ciò che accade al di fuori di queste due aree, anche se ha luogo una chiara violazione dei diritti umani, è una questione interna dello stato in causa: “Il fatto che i diritti fondamentali vengano applicati alle politiche dell’UE non fa si’ che tutte le questioni relative ai diritti fondamentali in questo o quel paese membro siano competenza dell’UE.”>>
Guy Verhofdstadt, ex premier del Belgio e attualmente leader della frazione dei Liberali al Parlamento Europeo, non era d’accordo con lei.
<< E’ sulla base del trattato che chiediamo alla commissione di emettere una direttiva sul pluralismo dei media che garantisca protezione costituzionale alla libertà dei media in tutti i paesi dell’Unione. Sono deluso dai commenti fatti dal commissario. Quindi gli stati membri possono fare tutto quello che vogliono se è in linea con la loro costituzione? Non sono d’accordo. Ci sono cose che devono essere protette in tutta Europa.>>




















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Sono perfettamente d’accordo con il deputato belga : se siamo cittadini di una comunità con eguali diritti e doveri, e non solo dei consumatori in un’area economica comune , dobbiamo essere tutelati da questa comunità in base alla sua Costituzione ed alle sue normative . L’ Unione europea non può lavarsene le mani con il solito discorso della “questione interna” !!!! Altrimenti gli Stati uniti d’Europa saranno solo una pagliacciata.
>> Altrimenti gli Stati uniti d’Europa saranno solo una pagliacciata.
Ti sei già risposto.
Pienamente daccordo con tutti e due. Ma perché l’Europa dovrebbe preoccoparsi dei fatti interni all’Italia. Se non ci preaoccupiamo noi dei nostri Problemi…
Dovrebbe occuparsene in quanto, per essere membbri della UE, ci sono regole di democraticità da rispettare.
Non a caso la questione Turchia fa parlare per la paura di una islamizzazione del continente con conseguente aumento della reciproca intolleranza.
La questione italiana ha un altro aspetto, l’affossamento dell’opposizione in maniera morbida ma determinante, iniziata dal controllo del’informazione.
Evidentemente abbiamo fatto scuola: …ma da non imitarci.
Ha ragione Zerb. Tanto è vero che se l’Italia chiedesse oggi di entrare a far parte della UE non avrebbe alcun requisito per essere accettata. Siamo dentro un regime di semi-dittatura, non autoinstauratosi, ma liberamente voluto dal popolo. Questo è un fatto politico gravissimo.