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L’ex pubblico ministero Luigi De Magistris alle ultime elezioni europee ha raccolto mezzo millione di voti. Era stato rimosso dal suo incarico per le indagini sulle sistematiche truffe italiane nella comunità europea e ora si augura che l’Europa prenda sul serio il problema italiano; alla manifestazione di sabato contro Berlusconi c’erano circa 300 000 italiani.
Roma – La battaglia italiana sui poteri del Presidente del Cosiglio e sull’uso di denaro pubblico da parte dei politici si intensifica. Martedì prossimo sarà la volta della Cassazione di giudicare appunto la costituzionalità del Lodo Alfano ed allo stesso tempo la discussione sulla libertà di stampa in Italia è all’ordine del giorno nella prossima seduta della commissione europea.
Il pubblico ministero Luigi De Magistris, che fu rimosso dal suo incarico dopo il tentativo di smascherare la truffa organizzata ai danni dei fondi europei, mette in guardia la Communità Europea affinchè le irregolarità italiane vengano prese sul serio.
Secondo De Magistris ”Le organizzazioni criminali non sono mai state così potenti come oggi” ed il suo avvertimento arriva in un momento molto critico.
Non c’era un posto libero sabato in Piazza del Popolo, quando 300 000 cittadini hanno manifestato per la libertà di stampa. E domani la Corte Costituzionale valuterà la legge sull´immunità delle quattro più alte cariche dello Stato. Se la Corte dovesse giudicare la legge incostituzionale – come in un caso simile nel 2003 – Berlusconi sarà di nuovo costretto a passare molto tempo in compagnia dei suoi avvocati.
In giugno Luigi De Magistris fu eletto nel Parlamento europeo per l’Italia dei Valori con ben 500 mila voti, superato per numero di voti solo da Berlusconi. È sua l’iniziativa per una risoluzione di condanna per le irregolarità italiane contro il pluralismo dell’informazione. La votazione è prevista a Strasburgo tra 2 settimane. De Magistris dichiara ad Information: ”Fino ad oggi le reazione europea contro l’anomalia italiana è stata molto cauta. Ma sia il Parlamento che la Commissione devono considerare che quando i principi del diritto come l’imparzialità della legge, la libertà di stampa e l’autonomia dei giudici vengono messi in discussione, viene messo in discussione il principio di base della comunità europea.”
Denaro e riciclaggio
È della scorsa settimana l’approvazione da parte della Camera dei Deputati del cosidetto Scudo Fiscale per i capitali che vengono trasferiti da banche straniere ad istituti di credito italiani.
Fino al 15 dicembre sará quindi possibile per i cittadini italiani trasferire capitali dai paradisi fiscali a banche italiane, pagando solo una tassa del 5%.
Secondo le stime del Governo è di 300 milliardi di euro l’ammontare dei capitali italiani depositati su conti stranieri e ciò contribuirebbe a stimolare la ripresa economica. I critici invece ritengono che lo scudo fiscale finirà per agevolare le organizzazioni criminali, le quali potranno ripulire denaro sporco a basso prezzo.
”Obiettivamente sembra un regalo alle organizzazioni criminali ma anche un incitamento ai cittadini a non rispettare la legge. Coloro che hanno portato soldi all’estero per evadere il fisco vengono infatti premiati e ciò riduce l’incitamento a pagar le tasse da parte dei cittadini onesti. In ogni caso non è questo il modo per uscire dalla crisi. Anzi, ciò aumenterà l’immoralità italiana, che già oggi ci differenzia dagli altri Paesi civilizzati“ dichiara Luigi De Magistris.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto ai perlamentari europei di non esporre i guai nazionali al pubblico europeo:
“Il Parlamento europeo non può essere cassa di risonanza di polemiche e conflitti che si svolgono nei singoli Paesi e nei Parlamenti nazionali. L’assemblea di Strasburgo non può nemmeno diventare un’istanza d’appello rispetto a quanto deciso nei Parlamenti o negli esecutivi nazionali.” Ma De Magistris non vuole tacere: “Capisco l’appello di Napolitano, ma non condivido” dice, e poi aggiunge ”Sono stato eletto perché sono stato testimone di come il potere agisce in Italia. Dopo gli eventi del 1992 e 1993 con l’uccisione dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e le bombe fatte esplodere nell’Italia continentale, la mafia ha abbandonato la stragia militare. Ciò ha rafforzato l’organizzazione criminale che è divenuta più potente che mai e ha ottenuto una grande influenza sulla vita politica ed economica. Una nazione in cui la gente deve scendere in piazza e manifestare per chiedere la verità non è più una nazione civilizzata.”
Intimidazioni
Nel 2005 De Magistris, allora pubblico ministero a Catanzaro in Calabria, compì un’indagine su una società che avrebbe dovuto costruire impianti con un finanziamento comunitario di 800 milioni di euro, rivelando una rete di persone, tra cui un capo della polizia finanziaria, un vice presidente dell’Assemblea regionale, un presidente di partito, un segretario di un ministro e diversi colleghi giudici che avevano sistematicamente rubato dai fondi comunitari nella regione più criminale d’Europa.
Nel gennaio 2008 De Magistris venne rimosso dal suo incarico:
”È successo perché le mie indagini mostravano come i fondi europei venivano utilizzati per rafforzare un preesistente sistema di potere basato su relazioni clientelari tra politici, funzionari governativi e organizzazioni criminali. Hanno cercato di ostacolare il mio lavoro in tutti i modi. Le pressioni non sono venute da fuori, ma dalle istituzioni dello stato. Ho anche ricevuto un proiettile via posta e lettere minatorie, che sono più comuni. Come pubblico ministero non si può certo sperare di ricevere fiori e applausi da tutti, ma nel mio caso è stata sperimentata una nuova forma di dissuasione” dice De Magistris, che definisce il metodo ”violenza morale”.
Occasione sprecata
L’Italia è il paese che ha ricevuto più fondi per lo sviluppo del territorio dall’UE. Ma a differenza per esempio della Spagna, dove le infrastrutture sono state migliorate nello scorso decennio grazie al sostegno europeo, lo sviluppo nel Sud Italia è rimasto fermo: ”La maggioranza non avrà alcuna parte in questa grande opportunità di sviluppo. Con tutti i soldi ricevuti dall’UE, la Calabria avrebbe potuto essere una delle regioni più sviluppate d’Europa. Invece il mare diventa sempre più inquinato anche se ci sono pochissime industrie e le infrastrutture sono sono in una stato ancor più patetico”, dice De Magistris. L’indagine sull’appropriazione indebita dei fondi europei ha mostrato che il conflitto di interesse è più la regola che l’eccezione. I fondi europei sono destinati soprattutto alle aziende di proprietà di parenti di funzionari di governo, ufficiali di polizia, giudici e così via – vale a dire un sistema dominato allo stesso tempo da controllori e controllati: ”è importante che l’UE con un efficiente controllo sui bilianci spinga lo sviluppo in Italia e aiuti ad eliminare le basi per l’acquisto di voti. Nonostante tutto questo ci sono persone che inducono speranza. C’è una grande parte del paese che non accetta più questo sistema e si organizza per combatterlo.”


















Posso sbagliarmi ma De Magistris mi sembra abbia preso poco più di 400.000 voti e non “oltre un milione”, alle elezioni europee del 2009. E’ stato di sicuro il candidato più votato dopo Berlusconi ma non concordo con le cifre riportate nall’inizio dell’articolo.
Grazie della segnalazione, ci era sfuggito il “mezzo” nel testo originale.
Precismante, De Magistris ha preso 416.357 voti alle elezioni europee.
per riccardo
ti brucia?
Scusami marxk ma non vedo motivi di sfottò: la mia è stata solo una precisazione, e visto la correzione avvenuta, nemmeno errata, no?
A me non piace l’IdV, ma la mia stima e fiducia va tutta a persone come De Magistris e la Alfano (ho scritto LA Alfano), con la speranza che riescano, oltre al loro lavoro, a coinvolgere la UE in maniera più coercitiva nei ns confronti.
Ci siamo collocati come il paese europeo che ha causato più frodi alla comunità.
C’è di che esserne orgogliosi, vero?
Oltre a qualche notazione errata, l’articolo ci fa vedere che un minimo di opposizione è riconosciuta anche dagli stranieri e questo ci fa salvare in parte la faccia
A me non piace l’IdV, ma la mia stima e fiducia va tutta a persone come De Magistris e la Alfano.
@Zerb
Information e’ un giornale per “intellettuali”. Non sono troppo sicuro di quello che avrebbero scritto i grandi giornali Politiken o Berlinske.
Ciao Igor
Tutta la stampa danese – e non solo quella “intellettuale” è d`accordo nel considerare la figura di Berlusconi come “imbarazzante” sia per l´Italia che per l´Europa. Peraltro qui non si parla di Berlusconi come di un qualsiasi uomo politico caduto “in disgrazia” per propri errori di gioventú, bensi di un caso unico al mondo: un presidente del consiglio di una democrazia europea che non rispetta le leggi dello Stato che lui stesso ha l´onore di governare. Da parte mia – come italiano all´estero – la vergogna e l´imbarazzo son sempre in agguato non appena sento il termine “Berlusconi”, detto in un telegiornale danese o letto in un quotidiano. Quindi quando questo Alberto Sordi della politica italiana ci fará la compiacenza di lasciare il timone ad altri, non saranno soli i pochi “coglioni e farabutti” italici a gioire ma l´Europa tutta.
@ igor
Grazie ugualmente.Diffatti, come lei fa notare, vediamo che quasi tutti i giornali qui tradotti sparano a zero senza lasciar molto credito all’opposizione che, malgrado sia flaccida e scoordinata, esiste.
Mi ha fatto piacere, che malgrado la critica generalizzata alla nostra situazione politica interna ed internazionale ci sia riconosciuto un minimo di orgoglio da opporre al buffone.
Vediamo come tutta la stampa estera esalta la situazione paradossale di una nazione di 60 milioni di abitanti che non ha alcuna velleità di ricambio ad una politica che nessuno vorrebbe in casa loro.
Persino le destre europee tengono le debite distanze.
IL PARTITO INTERNETTIANO SCRIVE AL PROFESSORE MARIO MONTI.
21 novembre 2011
Egregio professore Mario Monti,
per la fiducia posta nel Suo rigore intellettuale eravamo certi che, prima di chiedere ulteriori sacrifici agli Italiani, avrebbe convocato in Parlamento il Presidente della Corte Dei Conti, affinché certificasse che la corruzione costituisce “la terza fonte di danno erariale, con un peso del 17 % a cui bisogna aggiungere i reati di peculato e le truffe a danno dello Stato” e che Lei avrebbe giurato solennemente agli Italiani di identificare i corrotti ed i corruttori, per porre fine alla incontrastata festa predatoria di danaro pubblico che dura da decenni e che nel 2011, soltanto in corruzione, costa agli Italiani circa 78 miliardi di € pari a 213 milioni di € al giorno.
Abbiamo disperatamente ed inutilmente cercato fra i provvedimenti urgenti un Suo atto politico che recepisse la direttiva europea contro la corruzione, direttiva temuta ed avversata come la peste dai nostri politici e già adottata dai paesi europei, e che Lei in Parlamento desse seguito alla lettura dell’ articolo contro il traffico d’ influenze illecite che punisce “chiunque, vantando credito presso un pubblico ufficiale, ovvero adducendo di doverne comprare il favore o soddisfare le richieste, fa concedere o promettere a sé o ad altri denaro o altra utilità quale prezzo per la propria mediazione o quale remunerazione per il pubblico ufficiale”. Tale articolo, se operante in Italia, allenterebbe la pressione delle Borse, poiché lascerebbe nelle casse del Tesoro mediamente 200 miliardi di € all’ anno utili per diminuire il debito pubblico.
Non solo non e’ stato invitato il Presidente della Corte Dei Conti, organo costituzionale che diligentemente informa gli Italiani sulla devastazione morale e finanziaria apportata dalla corruzione politica all’ Italia, ma, nei Suoi interventi, non abbiamo sentito né considerazioni né provvedimenti contro questo accertato e noto cancro erosivo che inevitabilmente conduce alla rovina il nostro Paese.
Ad esclusione di alcuni che denunciano i corrotti, nel Parlamento Lei si è rivolto al più ricco, ramificato ed incontrastato Comitato d’ affari della spesa pubblica, che invece di realizzare riforme ed opere per il bene comune per poi chiedere democraticamente i voti, da decenni corrompe, nega diritti per concederli come favore clientelare, si arricchisce praticando illecitamente intrusioni e mediazioni di ogni voce di spesa pubblica affidata dalle leggi della Repubblica a regolari prassi amministrative, come l’ indire correttamente aste per assegnare al migliore offerente forniture, servizi ed appalti per i lavori pubblici nell’ interesse della collettività.
Il Suo discorso è stato rivolto ai presenti prevalentemente corrotti e corruttori di tutti i tipi:
quelli a cui generosi appaltatori di opere pubbliche, a loro insaputa, hanno pagato l’ acquisto e la ristrutturazione di costosi appartamenti;
quelli che nei propri collegi “mazzettano” l’ assegnazione clientelare di ogni tipo di lavoro pubblico;
quelli che collocano in delicati luoghi istituzionali conoscenti o parenti o inventano, a spese dell’ erario, enti nuovi spesso inutili e dannosi per affidarli agli amici e agli amici degli amici che raccolgono voti;
quelli che hanno eletto il proprio commercialista a mediatore e si sono organizzati facendosi una Fondazione a vocazione “culturale”, in cui la Guardia di Finanza non può accedere;
quelli a cui la protezione civile assegna, in nome dell’ urgenza, la possibilita’ di concedere appalti a chiamata pagati in tempi reali ;
quelli che, avendo collaudato la facilità con cui impunemente ci si può arricchire, grazie alla disinformazione dei contribuenti, non disposti a dare neanche un minuto del loro impegno per il bene comune, si rifiutano di concepire e formulare piani di fattibilità, facendo così perdere miliardi di € assegnati dall’ Europa all’ Italia per realizzare opere utili che darebbero lavoro;
quelli che nel Sud si servono della miseria del Mezzogiorno e, in combutta con imprenditori amici, costruiscono stabilimenti che chiudono puntualmente dopo aver incassato le erogazioni a fondo perso;
quelli che, con criminale indifferenza, probabilmente per lucrare sugli interessi, non pagano in tempi utili le imprese che hanno dato servizi o forniture allo Stato, pur sapendo il dramma che causano a decine di imprenditori creditori portati al fallimento per mancanza di liquidità ;
quelli che, invece di elaborare costi standard sulle forniture sanitarie realizzando un considerevole risparmio per lo Stato, hanno fatto lievitare la spesa corrente del settore sanitario del 50% ;
quelli che ci offrono lo scenario di migliaia di opere pubbliche incompiute, costruite male e pericolose e che ci costano il triplo in confronto agli altri Paesi europei;
quelli che, per non colpire parassitismi e dannose rendite di posizione, preferiscono buttare sul lastrico migliaia di precari della scuola operando tagli lineari e non selettivi.
Egregio professore Mario Monti, il risanamento delle finanze è possibile solo e soltanto allontanando i corrotti dai luoghi istituzionali, poiché a nulla valgono le maggiori entrate se messe nelle mani dei famelici Comitati d’ affari della spesa pubblica, che spadroneggiano ed imperversano sino ad ostentare senza ritegno le proprie malversazioni.
Ricorreremo all’ Europa chiedendo di aggiungere ai 39 punti il quarantesimo, per imporre all’ Italia la ratifica della direttiva europea contro la corruzione, introducendo la punibilità sino a 6 anni del diffusissimo reato di traffico d’ influenza: e’ il solo modo possibile per liberare il nostro Paese dai mostruosi intrecci di relazioni illecite ad opera di bande di personaggi senza scrupoli, che ignorano il senso della Stato e si attivano solo per i propri interessi personali a scapito di quelli della Comunità.
Egregio professore Mario Monti, sono nei patrimoni dei corrotti le risorse che sta cercando, patrimoni dalla consistenza immensa che sarebbe ora di inseguire negli impensabili angoli del globo in cui sono nascosti, dove la Guardia di Finanza ha la capacità professionale di scovarli e le motivazioni costituzionali e morali per restituirli alla Comunità nazionale.
Distinti saluti
francesco miglino
segretario del partito internettiano
Ho appena saputo che è nata la figlia della badante di mia cugina. E’ una grossa risorsa per un Paese che si avvia sempre di più in una fase decrescente.