La confessione televisiva della escort di Berlusconi

[Die Presse]

La televisione statale e’ in gran parte addomesticata. Il premier Berlusconi elogia all’infinito i suoi “miracoli”. Solo singoli giornalisti come Michele Santoro lottano attivamente contro questa situazione.

Come ci si deve comportare nell’impero di Silvio I lo ha dimostrato il primo canale della televisione di stato RAI la scorsa settimana. Berlusconi ha festeggiato il suo 73imo compleanno e ad “Uno mattina”, il programma quotidiano d’attualità i conduttori si sono congratulati con lui per telefono. Berlusconi, che si considera “il miglior premier italiano di tutti i tempi”, ha elogiato su “il miracolo” che il suo governo ha fatto, e Rai 1 in sottofondo al suo elogio di sé stesso faceva scorrere foto patinate: Berlusconi, che consegna nuovi edifici residenziali ai residenti abruzzesi dopo il terremoto; Berlusconi, che stringe la mano ai potenti di questa terra. Alla fine, quando il Primo Ministro aggiunse “chiamatemi più spesso, cosi’ non mi sento così solo”, il moderatore ha risposto: “Certo, Presidente, lei e’ a casa qui!”

Come non ci si deve comprtare nel regno di Silvio I lo ha ora dimostrato il moderatore Michele Santoro. A lui è venuto in mente di informare gli italiani attraverso la RAI sulle relazioni amorose del loro capo di governo. Giovedi sera ha perfino intervistato nella sua trasmissione politica “Annozero” la escort di lusso Patrizia D’Addario: facendo domande sulle feste piene di donne nel Palazzo di Berlusconi e sulla notte con Silvio nel “grande lettone”.

“Diffamazioni infanganti”

“Berlusconi sapeva benissimo che ero una escort,” ha assicurato la 42enne. Lei si sperava in un aiuto dal premier per un progetto edile di costruzione della sua famiglia, che – per motivi burocratici – non è andato avanti. “Berlusconi mi aveva promesso aiuto, ma nessuno si e’ occupato del mio progetto. Sono stata ingannata”.

Il capo del governo continua a negare di aver mai pagato per fare sesso, e si difende contro la diffusione delle sue storie di donne nei media. Che Santoro discuta cosi’ apertamente degli scandali sessuali del premier sulla RAI è sensazionale nel senso che la televisione di Stato ha rifiutato per mezz’anno di trasmettere informazioni sul tema e invece ha accusato l’opposizione e i giornali “notoriamente di sinistra” di ricoprire Berlusconi di “diffamazioni infanganti”.

Questo particolare tipo di censura funziona bene perche’ l’Italia e’ uno dei Paesi europei che legge meno i giornali e l’80 percento degli italiani si informa esclusivamente attraverso la televisione. E questa a sua volta e’ controllata all’80 percento da Berlusconi: i tre maggiori canali privati appartengono a lui come imprenditore, sulla RAI invece domina politicamente.

Eppure non è la prima volta che Santoro critica Berlusconi, al contrario: il suo programma “Annozero” rappresenta dal 2006 la punta di un giornalismo televisivo ideologico, che trova proprio dalle campagne contro Berlusconi la sua ragione d’essere nel fare opposizione. Gia’ una volta, nel 2002, Berlusconi è riuscito a cacciare Santoro, da lui non distante per capacità autorappresentativa, per quattro anni dallo schermo.

Informazione come “porcheria”

Ora il governo ci sta provando di nuovo. Il Ministro Claudio Scajola etichetta le informazioni diffuse da Santoro – che tra l’altro sono corrette – come una “porcheria, spazzature, infamia, vergogna”. Il presidente della Commissione televisione alla Camera dei Deputati, Mario Valducci, ha detto che Santoro ha abusato della libertà di stampa e che la aveva interpretata come “la libertà, senza limiti di attacare Berlusconi”. Il governo ora vuole iniziare una indagine formale nei confronti della RAI. Questo è un atto senza precedenti nella storia italiana della televisione e l’opposizione parla di abuso di potere.

Ma non solo “Annozero” e’ sotto accusa. Mentre i primi due canali della RAI si sono lasciati addomesticare da, ora il governo attacca anche il terzo canale RAI3, che tradizionalmente appartiene all’opposizione di sinistra. In questo “parco giochi” prevalgono i toni critici nei confronti di Berlusconi, ed e’ questo uno dei motivi per il quale ora il rinnovo dei contratti del personale se non impedito viene comunque rimandato. Il portavoce del “Popolo della Libertà” di Berlusconi, Daniele Capezzone, ha suggerito con l’esempio di Michele Santoro già quali sono i progetti del governo: “Guai, se censuriamo! Ma Santoro dovrebbe ricordare che il suo stipendio e’ pagato dal primo minuto fino all’ultimo da noi”.

Lo show di Berlusconi era un flop

L’argomento principale della campagna del governo contro i giornalisti critici in televisione e’ che la RAI, essendo una televisione pubblica, deve “informare equilibratamente”. Effettivamente, non si può dire che Santoro sia “equilibrato” – ma nessuno dei due canali principali della televisione di Stato lo e’, anche se politicamente all’estremo opposto.

Due settimane fa la RAI ha perfino spostato tutti gli altri programmi in modo che Berlusconi ha avuto più di un’ora di show da solista. Cosi’ ha potuto monologare ancora una volta in prima serata sui suoi “miracoli”; e nessun giornalista ha posto domande critiche, il moderatore fungeva semplicemente da fantoccio. Non è noto che il governo o la RAI si siano lamentati di una mancanza di equilibrio. Ma il pubblico ha reagito: ha cambiato canale. Secondo le cifre del pubblico lo show di Berlusconi è stato un flop.

[Articolo originale "Die Fernsehbeichte von Berlusconis Callgirl" di Paul Kreiner]

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