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Di questi tempi vi è la tendenza, sia in Italia che nel resto del mondo, a liquidare le gaffe di Berlusconi come “tipiche di Silvio”.
Le reazioni spaziano da un rassegnato “eccolo che ricomincia” fino ad una sincera ammirazione da parte di quegli italiani che accettano l’idea che il suo umorismo da osteria lo renda “uno di loro”, nonostante la sua ricchezza ed il suo potere.
Quando l’anno scorso insultò per la prima volta Obama definendolo abbronzato, Berlusconi reagì alle critiche sostenendo che i suoi detrattori non avevano senso dell’umorismo. Alcuni italiani hanno reagito con sdegno, mentre molti di quelli che l’anno scorso hanno eletto Berlusconi per la terza volta si sono detti d’accordo con lui.
C’è una certa venatura di razzismo e xenofobia nella coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi, e questo lo si può notare dai riferimenti presenti nelle dichiarazioni fatte durante il comizio a Milano del Popolo delle Libertà (PdL) non solo al colore di Obama ma anche al sospetto che quest’ultimo legga i suoi discorsi da un gobbo.
C’è anche complicità tutta maschile nell’accettazione del comportamento libertino di Berlusconi verso le donne – che ricorda quello di Benito Mussolini – portato avanti parallelamente alla promozione dei valori familiari.
Ma aver insultato sia Michelle Obama che il Presidente degli Stati Uniti potrebbe essere stato davvero troppo. Questo comportamento da buffone nasconde infatti una realtà ben più preoccupante: Berlusconi vede se stesso come un leader sia a livello nazionale che mondiale così importante da essere al di sopra della legge.
Per la maggior parte delle persone al di fuori dall’Italia, l’idea che Berlusconi abbia un ruolo cruciale “aiutando”, ad esempio, le trattative tra Stati Uniti e Mosca è ridicola. Ma Berlusconi sa come comportarsi a casa propria; le sue “gaffe” vengono spesso calcolate per mostrare che egli ha un rapporto diretto con l’italiano medio.
Queste in verità nascondono tuttavia un’arroganza ed un autoritarismo che trasmettono il messaggio opposto, cioè di essere andato oltre le più scontate norme di comportamento. Nessun altro leader immischiato in scandali a sfondo sessuale avrebbe osato fare una dichiarazione tanto ridicola, così come ha fatto a Milano, quale quella di aver “introdotto la moralità” nella politica italiana.
Il fatto che non sia stato sommerso dalle risate riflette in parte il suo enorme potere sui media. In qualsiasi altra nazione occidentale un uomo che controlla tre delle principali reti televisive non avrebbe mai potuto diventare Primo Ministro.
L’Italia, per contro, ha raggiunto il punto in cui persino la Rai, la televisione di Stato pubblica, deve fare i conti con pesanti multe per aver rivelato dopo tanto tempo agli italiani – l’80% dei quali apprende le notizie solo attraverso la televisione – che Berlusconi è sospettato di aver passato la notte delle elezioni di Obama con una prostituta.
La stampa ed i media in genere sono intimiditi da misure di ritorsione che possono essere sia pressioni che querele. L’opposizione di centro-sinistra ha preparato una manifestazione questo fine settimana in difesa della libertà di stampa.
Ma questa opposizione è demoralizzata e divisa. La vera opposizione viene dalle stesse fila di Berlusconi, con Gianfranco Fini, il co-fondatore del PdL, in attesa di diventare il suo successore.
La prossima settimana la Corte Costituzionale dovrà decidere se la legge voluta l’anno scorso da Berlusconi a garanzia della propria immunità da procedimenti penali sia valida o meno. Nel caso questa legge dovesse venir dichiarata incostituzionale, sono previste agitazioni nel panorama politico.
Berlusconi potrebbe dimettersi e chiedere elezioni anticipate, sicuro del fatto che il suo mandato verrà riconfermato dagli elettori. Quelli che nel centro-destra temono che un simile comportamento possa non solo danneggiare l’immagine dell’Italia all’estero ma mettere in pericolo la democrazia del Paese, credono però che le cose andranno diversamente.
















Secondo me il fatto che ci siano pochi ”berlusconiani” è dovuta al semplice fatto che chi sa usare internet è più ”avanti” e più informato rispetto all’italiota madio che vive di tv che parla solo il dialetto stretto.
C’è un sacco di gente che non sa neanche accendere un videoregistratore nè tantomeno usare il t9 del cellulare.
é quella la ”forza” del presidente.
Il nostro paese conta anche analfabeti, pensionati che hanno ormai la loro mentalita degli anni ’50 (non tutti grazie al cielo..) e gente con un quoziente intellettivo allucinante.
Quelli internet non sanno neanche cosa sia.
io non sò usare il t9, anzi lo detesto.
So senza accento. Magari il T9 te lo correggeva… scherzo, non t’incazzà, eh?!
Commentando l’articolo: come sempre per capire come stiamo messi dobbiamo affidarci alla stampa estera o a Il Fatto Quotidiano. Finalmente.
Grazie Cristian,
ho sempre litigato con gli accenti ( ed il t9 ).
Ma la gaffe del buffone non voleva essere un insulto, ne sono convinto, lui fin lì non ci arriva.
E’ che vuole fare il simpaticone ad ogni costo e non si accorge di essere patetico.
Ma mi sconcerta la massa di lecchini che lo osannano anche e soprattutto nelle minchiate.
Contenti loro….
…l’Italia e’ l’unico reame in cui il monarca ed il giullare sono la stassa persona…
Mi ricorda il “King Lear”… Dobbiamo solo aspettare la tempesta.
@Franz: avevo quel sospetto anche io, perchè vedo e conosco cosi’ poca gente che vota Berlusconi che mi sono chiesto “dove sono”. Sono andato quindi a cercarmi le statistiche di voto (ora non ricordo, sul sito del ministero o dell’ISTAT). Beh, la cosa è evidente: http://www.termometropolitico.it/index.php/Sondaggi/sondaggio-ipsos-1905.html
Il PDL stravince al sud, perde al centro e praticamente pareggia al Nord (dove pero’ gli fa comodo l’alleanza con la Lega). Se si confronta questo con http://www.istat.it/societa/consumi/ dove si evince che la scolarità media (nota: al sud ci sono piu’ laureati, ma si parla di media, quindi vengono bilanciati da un sacco di ‘analfabeti’) al sud è molto piu’ bassa, si ottiene un indicatore interessante a riprova del fatto che B. vince tra gli “ignoranti”. Chiarisco: NON significa che TUTTI quelli che votano B. sono ignoranti (come dire che la mafia è diffusa molto in Italia rispetto ad altri stati non equivale a dire che in Italia sono tutti mafiosi).
Anche qui:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/05/sondaggio-sole-ipsos-elezioni-europee.shtml
Il pdl stravince sugli operai (bassa scolarità) ma soprattutto analizziamo il dato di scolarità: man bassa tra licenze elementari e medie,e più si sale di educazione più basso è il divario (che c’è sempre, come è ovvio che sia). Pero’ guarda un po’ nei laureati pero’ il PD supera il PDL.
Ora, vuoi negare che il PDL vince nel “popolino”? Questo non significa che TUTTI quelli che votano PDL sono ignoranti da prima elementare, ma solo quello che ho detto testuale: Berlusconi raccoglie tanti voti nel popolo con meno educazione, e quindi cultura.
Quindi il suo “tre i” famoso (Internet, Inglese, Imprenditoria) è fallato, perche’ se la gente avesse davvero piu’ internet e piu’ inglese col cavolo che lo voterebbe….
“Quindi il suo “tre i” famoso (Internet, Inglese, Imprenditoria) è fallato, perche’ se la gente avesse davvero piu’ internet e piu’ inglese col cavolo che lo voterebbe….”
ESATTO: infatti non lo ha mai messo in pratica… è il solito slogan ad effetto.
Nella pratica con la cura Moratti-Gelmini la scuola pubblica è in disarmo totale, anche dove un tempo funzionava!
Andrea Togni,hai un concetto culturale dell´Italia sbagliato,Gli Italiani che votano Berlusconi sono piu´intelligenti, Al sud ci sono piu´lauerati perche´ le popolazioni del nord Italia sono biologicamente stupidi e tontarelli. Franca Ciampi osservo´che gli uomini del sud Italia sono piu´buoni e piu´intelligenti, e questa osservazione non sarebbe di importanza fontamentale se anche Aristotele in Politica disse che “I popoli del Nord Europa sono piu´coraggiosi ma difettano di intelligenza” Quindi gli inglesi sono una razza inferiore che non sanno che “niger nigris” e´un termine latino e che significa letteralmente negro senza nessun altro antifonario doppiodsenso .Che poi lorostessi hanno voluto prendere questo termine dal latino ed usarlo modificandone il significato letterario a supporto propagandistico delle loro necessita´di parassitario sfruttamento coloniale degli schiavi africani, per farli passare per animali agli occhi della opinione pubblica ,e quindi non pagargli lo stipendio per il lavoro nelle piantagioni ma solo il pasto come per gli asini; sono problemi che rimangono irrisolti nella loro coscienza a non in quella degli Italiani o di Berlusconi che sono liberi di parlare e di usare qualsiasi parola.
Gian: il mio concetto culturale è, invece, credo piuttosto azzeccato. Anche perche’ non viene dai pregiudizi ma da pure analisi statistiche e censimenti. E bada che il mio ragionamento è TUTT’ALTRO che “razzista” nei confronti del sud (io sono “del nord” ma praticamente tutte le mie conoscenze e le mie ragazze sono state del sud, terra che ho visitato in lungo e in largo e che adoro).
Al nord c’e’ molta ignoranza, si, perche’ al nord c’e’ tanta gente “ha gia’ la fabbrichetta di papa’” e quindi non studia. Pero’ fai attenzione: al sud ci sono piu’ laureati (che pero’ poi vengono tutti al centro-nord a lavorare), ma anche piu’ analfabeti (vedi le fonti citate).
Non ho messo delle fonti perche’ mi piace scrivere http, ma per consultarle. E’ un dato di fatto che il PDL (e un’altra “piaga” invece delle mie parti, la lega) stravinca nelle persone a bassa scolarita’. Che, purtroppo, sono piu’ diffuse al sud. Si parla di scolarita’ MEDIA, eh!
La citazione di Aristotele mi sembra fuori luogo, perche’ fare una generalizzazione cosi’, senza fonti, solo in base a cio’ che disse un pensatore qualche annetto fa, sottintende delle suddivisioni “razziste” generalizzanti (i.e. “i neri sono sporchi” “al sud non hanno voglia di lavorare” “al nord sono piu’ intraprendenti ma meno intelligenti”) che non accetto. Le mie analisi sono sociali, educative, non certo antropologiche.
Strano, io uso internet dal 1993, parlo e scrivo in inglese ogni giorno, ho il titolo di studio più elevato riconosciuto dallo Stato italiano, non ho tempo per la tv, a parte i Simpson e qualche altra serie, eppure…
>Il nostro paese conta anche analfabeti, pensionati che hanno ormai la loro mentalita degli anni ‘50 (non tutti grazie al cielo..) e gente con un >quoziente intellettivo allucinante.
Questo, mi spiace dirlo, è il motivo per cui la sinistra continua a perdere. E’ una grave sottovalutazione della forza del campo avverso, che rende la sinistra incapace di formulare proposte politiche vincenti. Capisco comunque come la convinzione di essere migliori, più intelligenti, più onesti, più colti delle masse ignoranti che rappresentano la maggioranza del Paese fornisca una sensazione di piacevole superiorità e quella giusta dose di “ego boosting” che consente di vivere meglio.
@bubez
il 70% degli italiani si informa solo tramite la tv
il 50% ha la terza media
il 4% e’ analfabeta
la piu’ alta diffusione di quotidiani si ha in regioni come Toscana, Emilia ed Umbria
in Sicilia il 100% dei deputati e’ azzurro
tu come li leggi questi dati?
Io non credo che il problema sia tanto nel titolo di studio: perché l’istruzione non fa l’uomo di cultura, nel senso che non basta avere delle cognizioni, ma occorre saperle mettere in relazione e da lì ripartire per ulteriori approfondimenti, avere l’umiltà e la curiosità di voler imparare, il gusto e la capacità di continuare a stupirsi. In questo senso, alcuni fra i contadini analfabeti che ho avuto l’onore di frequentare da bambino – non ultimo mio nonno – sono state fra le persone più colte che io abbia mai conosciuto. Ecco: è la mancanza di cultura – proprio nel senso della fatica di migliorarsi – sostituita dall’illusione che si possa avere tutto subito e facilmente (“se quello lì sta in tv perché non ci posso andare anch’io?”) che è il guasto principale.
Quanto al dato della Sicilia, lì entrano in gioco ben altri fattori: la disoccupazione elevata e la mancanza della certezza del diritto rendono i cittadini ricattabili ovvero sudditi e questo è tanto più vero nelle regioni a forte impatto mafioso.
Invece si che il “titolo di studio” fa la cultura. Come dici giustamente tu non basta averle, le cognizioni, ma bisogna saperle applicare: ma prima di tutto bisogna averle! E ci vuole un POPOLO che le abbia. I casi singoli (anche io avevo uno zio coltissimo pur senza titoli) non fanno testo perche’ sono delle eccezioni che non possono fare da regola.
La cultura apre la mente (che potrebbe essere gia’ aperta di suo, come nel caso di tuo nonno, sia chiaro) e grazie a questa apertura sei capace di cogliere le sfumature, di capire che ad esempio, un governo che ti toglie l’ICI sta solo facendo propaganda. Se non hai questa mente aperta ti limiti a dire “ottimo, ho meno tasse!”.
Ovviamente non intendo affatto sostenere che l’istruzione sia inutile: dico solo che non basta.
Prima ancora di averle le cognizioni, bisogna volerle apprendere. Altrimenti il rischio è che siano viste come un’inutile zavorra da cui, col tempo, fatalmente ci si libererà.
Sento sempre più spesso dire “vai a scuola perché un pezzo di carta serve sempre” degradando la sQuola a un diplomificio. A me gli analfabeti di cui sopra – per propria dolorosa esperienza, evidentemente – dicevano “studia perché se sai nessuno ti potrà prendere in giro”. E’ questa consapevolezza del ruolo della sCuola che mi pare sia venuta meno. E secondo me le motivazioni fanno la differenza.
E’ la solita cantilena PDLina: è colpa della sinistra. La crisi? Colpa della sinistra. Piove e ci sono frane smottamenti e alluvioni? E’ colpa del governo di sinistra (almeno una volta era così, ora vedremo). La politica è ormai un guazzabuglio di interessi economici? colpa della sinistra corrotta. Il clima politico è ormai talmente pesante da risultare insopportabile? Colpa della sinistra ringhiosa. Ecosì via fino ad arrivare al capolavoro dei capolavori: siamo governati da una macchietta indecente? Un “escortiere” che colleziona figure di cacca per se stesso e tutto il paese, facendoci cadere sempre più nel baratro degli zimbelli d’europa? E’ colpa della sinistra incapace di formulare proposte politiche vincenti. EVVIVA GASPARRI.
@ Harlock
@ Simo
@ Fab
Sacrosanti i vostri ragionamenti. Li condivido appieno.
@ bubez
Non ti meravigliare, tu sei il prototipo descritto da Harlock, capace di ripetere la filastrocca descritta da Simo.
Almeno non ti arrabbiare, accetta la verità.
La manifestazione è organizzata dalla F.N.S.I e altri sindacati dei giornalisti, non dal centro sinistra, che spero partecipi ma lasci le bandiere a casa..
Confermo quanto scritto da adelage;sarebbe opportuno non parlare più di centro sinistra o di opposizione-vista la figuraccia delle assenze a Montecitorio e che ha permesso venisse approvato lo Scudo fiscale-,sarebbe bene definirli “un Partito che non c’è”.Quanto alle “battute “di Mister B., i Capi di Stato stranieri non dovrebbero invitarlo a nessuna manifestazione.