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Voci e sogni nel cassetto sulla fine di Berlusconi mai così forti quest’anno come la settimana scorsa.
Silvio Berlusconi gode ancora di una larga maggioranza in Parlamento. Controlla i media come mai prima d’ora. Ma il trono del Cavaliere, che domina la politica italiana già da 15 anni mostra delle incrinature. Il suo potere è in calo.
La possibilità che cada è del 50 percento, nota il quotidiano di opposizione La Repubblica giovedì, riportando l’opinione di una giubilante Emma Bonino, ex commissario europeo ed ex ministro.
Il sostegno per Berlusconi è caduto per la prima volta al 47 percento, contro il 62 percento dell’ottobre 2008, secondo il quotidiano che porta avanti la battaglia contro di lui.
Anche il periodico di sinistra L’Espresso sembra influenzato dalle proprie speranze. “Se Silvio cade”, è il titolo di un’analisi politica. Il giornale cita Mario Valducci, uomo fidato di Berlusconi. Costui vede nuvole nere all’orizzonte. La primavera prossima Silvio potrebbe ben cadere, conclude L’Espresso.
Un’estate piena di rivelazioni sugli scandali sessuali è finita in un autunno pieno di alterchi. Il premier ha incrociato le lame con più o meno tutti. La Chiesa, la magistratura, la stampa, l’opposizione ed anche il suo compagno di partito Gianfranco Fini le hanno prese. L’aggressività degli attacchi è eccessiva perfino per i canoni italiani.
Si pone la domanda se il premier, con le spalle al muro, avrà reazioni pericolose e magari funeste. Oppure sta lavorando alla sua ennesima risurrezione miracolosa? Il Cavaliere, gli italiani lo sanno bene, dà il meglio di sè quando deve difendersi da posizioni insostenibili per qualunque altra persona.
I dossier sui festini a base di sesso si accumulano. Gianpaolo Tarantini, l’uomo di affari accusato di corruzione, ha dichiarato recentemente al tribunale di Bari di aver organizzato 18 festini per il premier tra febbraio e maggio, a cui parteciparono 30 donne. Non solo la escort Patrizia D’Addario, ma almeno altre tre donne avrebbero passato la notte con il quasi settantatreenne premier.
Secondo il sondaggista Nando Pagnoncelli, il 74 per cento degli italiani dice che gli eccessi di Berlusconi non hanno alcun effetto sull’opinione che hanno di lui. Anche Berlusconi ne è convinto: la maggior parte degli italiani vorrebbe essere come me. Si riconoscono in me e nel modo in cui mi comporto. Ma molti italiani che hanno passato le loro vacanze all’estero sono scioccati dal modo in cui l’immagine dell’Italia è stata danneggiata da Berlusconi.
La sua dipendenza sessuale, tale essa è ormai definita, ha messo in pericolo anche il suo legame con la Chiesa cattolica, irrinunciabile per la sua sopravvivenza politica. Alcuni cardinali e anche Dino Boffo, caporedattore di L’Avvenire, il quotidiano dei vescovi, hanno avuto da ridire sull’autorità morale di Berlusconi. La critica ha scatenato un contrattacco di inaspettata durezza da parte di Berlusconi. Il Giornale, il quotidiano di suo fratello Paolo, ha raffigurato Boffo a fine agosto come omosessuale condannato al risarcimento danni per molestie ad una donna. La Chiesa ha inizialmente reagito con stupore all’attacco, ma alla fine Boffo ha dovuto levare le tende.
Da allora i suoi più stretti collaboratori cercano di ricucire i rapporti con il Vaticano, di modo che Belrusconi possa continuare ad assicurarsi il supporto del 5-10 percento di elettorato cattolico che si lascia guidare dal Vaticano. I prelati cattolici possono prepararsi a riscuotere i prossimi mesi. Le loro condizioni al suo governo sono note: insegnamento religioso esclusivamente cattolico nelle scuole, modifica della proposta di legge sul testamento biologico per i malati terminali, rinvio dell’adozione della pillola abortiva, maggiori sussidi per le scuole cattoliche.
Berlusconi questa settimana ha fatto ciò che fa sempre quando è nei guai. Si è rivolto direttamente al popolo dei telespettatori. Ha sfruttato la consegna dei primi 94 appartamenti in legno alle vittime del terremoto in Abruzzo per dare di se stesso e del suo governo un’immagine di efficienza.
Niente è stato lasciato al caso. Come sempre il programma televisivo Porta a Porta del presentatore Bruno Vespa è stato prescelto per diffondere il messaggio del premier. Il programma critico Ballarò su Rai Tre è stato rinviato di due giorni. E Matrix, sul canale commerciale di Berlusconi Canale 5, ha annullato una puntata sulla libertà di stampa per motivi tecnici.
Come sempre Berlusconi si è fatto truccare nella sua residenza ufficiale dal proprio visagista. Nello studio di Vespa sapeva di poter essere sicuro che la videocamera l’avrebbe ripreso solo da sinistra, il suo lato migliore. Gli spettatori hanno visto un Berlusconi affettuoso che abbracciava le riconoscenti vittime del terremoto. Il premier ha mostrato loro le cucine con frigo pieno, i bagni scintillanti e la camera da letto delle case che hanno ricevuto. Vespa lo ha accompagnato con superlativi. Una meraviglia, un record. Berlusconi: oggi abbiamo visto l’Italia buona, che è positiva nella vita e che lavora al servizio degli altri.
Con questo show emotivo Berlusconi ha fatto sapere ai propri concorrenti politici che nessuno gli è pari se si tratta di fare campagna elettorale e di mantenere il legame con il popolo. Ha definito la critica al suo monopolio delle emittenti televisive come un’insinuazione comica di truffatori di politica, stampa e tv. Secondo lui, solo gli attacchi alla sua persona sono un pericolo per la libertà di stampa. Ciò è scandaloso e deve essere condannato da tutti gli italiani.
Come durante tutto il suo mandato, Berlusconi ha mostrato due volti anche a Porta a Porta. Da una parte lo statista risoluto che manda avanti le cose. Dall’altra il politico che si prende licenze con la verità e che attacca gli avversari a colpi bassi.
Massimo Franco, commentatore politico del quotidiano Il Corriere della Sera, ha confrontato Berlusconi su questo contrasto. Il Cavaliere: c’è un solo governo. E questo ha fatto più di qualsiasi altro governo nella storia d’Italia. Sono il miglior premier che l’Italia abbia mai avuto in 150 anni. Secondo i sondaggi dello stesso Berlusconi, il 68,4 percento degli italiani lo sostiene.
La trasmissione non ha aiutato il premier ad uscire dai guai. Solo 3,4 milioni dei quasi 60 milioni di Italiani l’ha guardata. Un numero quasi doppio ha scelto la serie sulla mafia Onore e Rispetto sulla rete di Berlusconi Canale 5.
Il premier guarda nel frattempo con preoccupazione ad un pronunciamento della Corte Costituzionale. Questa giudicherà il 6 ottobre sulla costituzionalità della legge sull’immunità con la quale Berlusconi si è protetto dai processi. Una bocciatura porterà alla riapertura del processo sulla supposta corruzione dell’avvocato britannico David Mills da parte di Berlusconi.
Inoltre la Giustizia lavora ad un dossier sulla collaborazione tra politica e mafia all’inizio degli anni ‘90, che è potenzialmente pericoloso per collaboratori di Berlusconi. Tra loro Marcello dell’Utri, cofondatore del primo partito di Berlusconi Forza Italia e condannato a nove anni di progione per legami con la mafia. Il suo appello sta per giungere a conclusione.
Secondo l’avvocato dello Stato Glauco Nori, che rappresenta Berlusconi, la bocciatura della legge sull’immunità porterà a danni irreparabili. Diventerà impossibile per Berlusconi occuparsi del proprio lavoro con il dovuto impegno, o dovrà addirittura dare le dimissioni, ha detto Nori.
Montano così le speculazioni su un’era post-Berlusconi. Alleato e cofondatore del Partito della Libertà, Gianfranco Fini si sta mettendo sempre più in vista con critiche a Berlusconi. I media fanno sapere che Fini discute già dietro le quinte con i leader degli altri partiti. Tra loro il democristiano Pier Ferdinando Casini, che ha rotto con Berlusconi, il cattolico Francesco Rutelli, il cui partito è confluito nel Partito Democratico di centro-sinistra, rappresentanti della Chiesa e Luca Cordero di Montezemolo. Il ricco presidente di Fiat e Ferrari, ex-presidente di Confindustria e presidente del nuovo think-tank politico Italia Futura, secondo i media avrebbe aspirazioni politiche.
Si tengono ancora sul vago, ma sono sui blocchi di partenza. Sono cauti. Perchè il Cavaliere resta un oppositore temibile, con la sua strordinaria energia e forza di volontà e il suo potente impero dei media, anche in una futura campagna elettorale.
Sono il miglior premier degli ultimi 150 anni. Silvio Berlusconi: dieci domande per il premier
Il giornale La Repubblica è uno dei critici più accesi di Berlusconi. Dopo che la moglie Veronica Lario ha reso noto di voler ottenere il divorzio a causa delle scappatelle del marito, il giornale ha posto dieci domande al premier:
1. Come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?
2. Nel corso di questa amicizia, quante volte vi siete incontrati e dove?
3. Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?
4. Perchè ha discusso delle candidature con Letizia che non è neanche iscritto al Pdl?
5. Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
6. Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?
7. Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
8. È vero che lei ha promesso a Noemi di sostenere la sua carriera nello spettacolo o in politica?
9. Veronica Lario ha detto che lei frequenta minorenni. Ce ne sono altre che incontra o “alleva”?
10. Sua moglie dice che non sta bene e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?
La Repubblica ha posto queste domande perchè Berlusconi ha fatto dichiarazioni contraddittorie a proposito di questi temi. Il quotidiano aspetta ancora una risposta, e sul suo sito web è partita un’iniziativa per esigere una risposta a queste domande. È allo stesso tempo un testimonianza in sostegno alla libertà di stampa in Italia, che secondo il giornale sarebbe in pericolo. Diversi politici e personaggi del mondo spettacolo e dei media hanno firmato la petizione. Lo stesso hanno fatto editori e caporedattori di giornali di fama internazionale come il Financial Times, The Independent e The Guardian (Regno Unito), Die Zeit e Süddeutsche Zeitung (Germania), Libération e Le Nouvel Observateur (Francia), El País (Spagna) , Novaja Gazeta (Russia) e Gazeta Wyborcza (Polonia). Anche l’organizzazione internazionale Reporters senza Frontiere sostiene l’iniziativa. La Repubblica pubblica sul proprio sito web anche articoli su Berlusconi pubblicati da giornali stranieri.
Questo weekend avrebbe dovuto avere luogo una marcia per la libertà di stampa su iniziativa della Federazione Nazionale Stampa Italiana, cui si attendevano decine di migliaia di partecipanti. A causa della morte di militari italiani in Afghanistan la manifestazione è stata rinviata.
Gianfranco Fini è ancora in corsa come successore di Berlusconi
Ancora più pericolosa per Berlusconi dei bisticci con la Chiesa, con la stampa e con il potere giudiziario è la rissa con il compagno di partito Gianfranco Fini. Da quindici anni l’alleanza tra i due è a garanzia del successo di entrambi. Berlusconi ha aiutato l’ex-neofascista Fini ad avere una rispettabile carriera politica sostenendo a sorpresa la sua candidatura a sindaco di Roma nel 1994 – anche se poi non fu eletto.
Fini ha trasformato il suo MSI, un partito di adepti di Mussolini, in Alleanza Nazionale. Grazie anche all’alleanza con Berlusconi, questo è diventato un partito accettato nei salotti che ha potuto assicurare per molti anni la maggioranza al premier. Questa primavera il partito di Berlusconi Forza Italia e quello di Fini Alleanza Nazionale si sono fusi nel Popolo della Libertà, con Berlusconi come leader onnipotente e Fini come presidente del Parlamento, mentre culla il sogno di succedere a Berlusconi. L’attuale turbolenza intorno a Berlusconi è per Fini segno di doversi manifestare con più convinzione.
Fini ha criticato il duro approccio del governo all’immigrazione, ha sottolineato che il governo non dà sufficentemente conto del suo operato in Parlamento e ha ritenuto in precedenza che Eluana Englaro, paziente in stato di coma, avesse il diritto di morire. Tutte posizioni che vanno direttamente contro il governo e le preferenze dei partner strategici di Berlusconi, la Lega Nord e la Chiesa Cattolica. Fini ha addirittura ricevuto i complimenti dell’opposizione di centro-sinistra. Ma nel momento in cui Fini ha iniziato a pronunciarsi apertamente contro la mancanza di democrazia nel Popolo della Libertà, il mese scorso, è arrivata l’ora di un contrattacco, questa settimana nel quotidiano Il Giornale del fratello di Silvio, Paolo Berlusconi.
Il caporedattore Vittorio Feltri ha scritto esplicitamente che sarebbe molto facile creare uno scandalo intorno ad un dossier giudiziario del 2000 che metterebbe in relazione esponenti di spicco di Alleanza Nazionale con prostitute. Dopo che Berlusconi si è rifiutato di prendere le distanze dall’articolo, Fini ha sporto denuncia contro il giornale. Inoltre ha mobilitato i parlamentari della propria fazione. Una cinquantina di questi hanno firmato una lettera nella quale esortano Berlusconi a consultarsi maggiormente con Fini. Fini ha voluto mostrare di contare ancora nel partito, anche se la prima consultazione con Berlusconi deve ancora arrivare. Nel frattempo continua a lavorare sui propri rapporti con i leader di altri partiti.
[Articolo originale "Haarscheuren in de troon van Berlusconi" di Bas Mesters]




















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