Berlusconi e l’Italia

[O Globo]

Shakespeare amava l’Italia, ma per questo non cessò di mettere in luce con la sua perspicacia le idiosincrasie dei “romani”! Il conflitto tra le famiglie dei Montecchi e dei Capuleti, in Romeo e Giulietta; la bassezza di Iago, nel Mercante di Venezia; l’intrigante Iachimo in Cimbelino; Alonso, il codardo re di Napoli ne La Tempesta: Shakespeare sottolineò i molti vizi della società italiana.

Chi resta scioccato dal comportamento di Silvio Berlusconi, il Primo Ministro italiano, non conosce la storia e neanche il popolo di questo bellissimo paese! A differenza che nel resto del mondo, la principale istituzione italiana è la famiglia, seguita dall’impresa familiare. Lo Stato viene dopo.

L’imprenditore di successo in Italia è il modello preferito da tutti e una specie di principe del passato. Le sue società segrete hanno come base la Chiesa Cattolica e la famiglia. La più famosa di queste società, cioè “Cosa Nostra”, la Mafia, ha forti legami con lo Stato, e fino ad ora nessuno è riuscito a smantellare quest’organizzazione criminale, mitica e con un’aura romantica.

L’Italia è ancora un paese diviso tra un Nord ricco e un Sud che ha ancora molta strada da fare per mettersi al passo col resto del Paese. Il processo di unificazione delle città un tempo potenti, come Milano, Venezia, Firenze e la stessa Roma, ha avuto luogo nel secolo XIX, ma non è ancora compiuto nell’animo di molti.
Molte città del sud vivono come se il potere pubblico non esistesse. In Sicilia e in Calabria le persone rifiutano di pagare le tasse, la luce, l’acqua, etc.

Già dai tempi di Roma antica le famiglie erano orgogliose dei propri antenati. Il maggior vanto di Giulio Cesare erano le origini della sua famiglia. Con la caduta dell’impero romano nel V secolo, tutto questo orgoglio crolla, e Roma conosce la barbarie. Solo a partire dal XIII secolo l’Italia rifiorisce e le sue città diventano le più importanti d’Europa.

È in questo periodo che abbiamo notizia delle potenti famiglie che controllano i piccoli stati: gli Sforza, i Medici, gli Este, i Gonzaga, i Borgia e i Visconti. I Visconti, nei secoli XIV e XV erano la famiglia più ricca d’Europa, e rivaleggiavano con i re di Francia in quanto a ricchezza. Era una famiglia famosa per potere, lusso, crudeltà e perversione sessuale. Le loro orgie superavano ogni fantasia. Si ammazzavano tra loro, e il tradimento era molto comune. Due dei suoi rappresentanti, Bernabò e Gian Galeazzo Visconti, sono passati alla storia: il nipote uccise lo zio e si prese il trono.

Berlusconi è un Visconti che vive al tempo di Internet. Né la legge né la stampa domeranno Berlusconi. Dall’alto dei suoi molti miliardi di euro e della sua posizione di capo di Stato, non c’è altro potere sopra di lui. È un principe rinascimentale con una grande famiglia. Il partito politico nel quale è stato eletto è stato fondato da lui, e viene da lui finanziato. È Primo Ministro per la terza volta. Quando uscirà dal governo, dall’alto del suo potere economico, continuerà a fare ciò che vuole.

In Germania o in Inghilterra sarebbe impossibile, in Italia no. Gli italiani sono diversi in questo particolare. Dal 1945 ad oggi l’Italia ha avuto 61 governi. Negli anni ‘80 l’Italia è stata per tre mesi senza governo. Berlusconi ha già fatto ciò che voleva, a 74 anni è un cittadino al di sopra di tutto e tutti. Gli italiani lo ammirano. Il mondo non ama il suo comportamento, ma l’Italia è così. Dante Alighieri aveva mandato all’Inferno tutti quelli che si comportavano come lui. E noi, dove manderemo Berlusconi?

[Articolo originale "Berlusconi e a Itália" di Theófilo Silva]

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6 commenti per Berlusconi e l’Italia

  • gigi

    “Quando uscirà dal governo, dall’alto del suo potere economico, continuerà a fare ciò che vuole”. è questo uno dei problemi neanche tanto lievi. un secondo problema è che messo da parte l’utilizzatore finale, salga al potere un altro mafio-imprenditore senza scrupoli. il che non è così escluso, visto lo sbaraglio che abbiamo attualmente in “politica” (opposizione complice, inesistente o troppo debole ecc ecc), che rispecchia su certi aspetti lo sbaraglio che c’era all’ascesa del pornofilo nel ‘94…

    “E noi, dove manderemo Berlusconi?” a raccogliere le margheritine di campo, durante l’ora d’aria…

  • Jean-Claude

    Beh, un’Italia raccontata in questa maniera, sinceramente non capisco cosa ci faccia in Europa.
    Il giornalista brasiliano non si rende conto che la sua rappresentazione – che stenta a trovare sostenibili giustificazioni – mette in evidenza tutte le patologie esistenti, ma lo fa con ammirazione e quasi con un mal celato senso di invidia. Non si rende conto che l’Europa ha un ruolo ancora determinante per le sorti dell’intero pianeta e questo Paese, con questi governanti e con tanti sciagurati elettori che lo sostengono, non dimostra di possedere adeguate capacità per restare a farne parte.
    Insomma, questa Italia ridotta così male da Berlusconi & Co. e dalla mancanza di una opposizione degna di questo nome, a mio parere, costituisce un grave danno per l’intera UE e rischia di diventare una pericolosa minaccia per l’intera comunità dei cittadini europei. La deriva del sistema “Italia” è sotto gli occhi di tutto il mondo e le strane ed inaffidabili alleanze del nostro astuto e rozzo impresario (con Gheddafi in primis, ritenuto inaffidabile persino dal presidente iraniano) in campo internazionale potrebbero avere conseguenze disastrose su vasta scala.
    Sarebbe opportuno che Strasburgo e Bruxelles mettano in atto al più presto seri provvedimenti economici restrittivi contro la scomposta andatura politica dell’Italia, inqualificabile anche sullo scenario internazionale oltre che su quello interno. Del resto, per molto meno, qualche anno fa l’Austria venne sottoposta a sanzioni da parte della UE per la sola presenza del partito nazista e xenofobo di Haider.

    • valerio

      Strasburgo e Bruxelles diffcilmente faranno qualcosa.
      Le sanzioni all’Auystria non funzionarono, e furono prese da un’europa al tempo schierata a sinistra.
      ai governi europei berlusconi non piace, ma fa comodo:
      - un primo ministro tanto tonto da pensare di “conquistare” donne di decenni più giovani di lui, lo freghi facilmente.
      una gnocca ben assesstata, e hai un paese da 60 milioni di abitanti ai tuoi piedi.
      - possono giustificare molte politiche impopolari/liberticide con la frase “in italia è peggio”.
      - berlusconi è un ottimo esperimento: le èlite occidentali possoo studiare l’eeficacia del sistema dei media per condizionare
      le scelte dei cittadini.
      Quelli che si dovrebbero incazzare dovrebbero essere gli altri popoli europei e dovrebbero averr paura di una esportazione del modello.
      Mussolini era considerato un pagliaccio della sceneggiata italiana, ma il fascismo è stato esportato in mezza europa, nel sudamerica e pure in giappone.
      Prova a leggere i commenti del times (quotidiano dei conservatori/destra britannici) sono illuminanti: parlano male dell’europa, perchè all’intenro c’è gente come Berlusconi

  • violetta

    sì, certo, questa è l’Italia che vede Berlusconi come un novello Visconti, qualcuno che fa di questo paese ciò che vuole. La società italiana è ricolma di difetti che hanno mille nomi: mafia, baronato nelle università, clientelismo, potrei andare avanti per ore. Non ci meritiamo l’Europa? Beh..forse questa Italia no. Che dire però del resto degli Italiani? Il giornalista brasiano parla per stereotipi e riduce, consentitemelo, l’eco internazionale del Bardo a mera denuncia dei ‘vizi del Belpaese’. Molto più è nelle sue opere…
    Non tutta l’Italia sta percorrendo la strada berlusconiana. C’è ancora molto di buono in questo paese che però non riesce a trovar voce, perchè tale voce viene strozzata dalle logiche di potere. Bisogna saper guardare e saper coltivare la speranza e non alimentare la rassegnazione, bisogna credere di poter invertire la rotta e iniziare a far qualcosa con la consapevolezza che i risultati, a causa dell’infinita quantità di errori commessi, si vedranno fra decenni e diverse generazioni… Almeno è quello che credo.

  • Livio

    Beh questo articolo non è molto oggetivo…più che altro dice : “Chi resta scioccato dal comportamento di Silvio Berlusconi, il Primo Ministro italiano, non conosce la storia e neanche il popolo di questo bellissimo paese!” pensando che conoscere le opere di Shakespeare significhi conoscere la storia di questo paese.
    Parla delle guerre fra i Comuni italiani del Rinascimento e degli intrighi di corte come se fossero esistiti solo da noi…forse non ricorda o più probabilmente non conosce, perchè nessun drammaturgo ne parlava visto che la sua conoscenza storica sembra basarsi sulle opere di questi ultimi, le condizioni in cui versava il resto d’Europa.
    Se non altro in Italia si faceva a gara a rendere il proprio stato il più potente.
    Purtroppo ora non si fa neanche più questo.
    Berlusconi è un criminale ed un buffone che mette in ridicolo il nostro paese, fine del discorso.
    Gli Italiani sono , per la maggior parte, diversi da lui…per ora almeno…

  • Antoninus

    Shakespeare non conosce paese. Shakespeare conosce l’uomo.

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