[The Guardian]
L’emittente televisiva di proprietà di Berlusconi non manda in onda il trailer del documentario critico Videocracy e provoca un aumento di interesse per il film.
Rifiutandosi di mandare in onda il trailer di Videocracy, le reti italiane RAI e Mediaset speravano di soffocare l’interesse per il documentario che accusa il loro capo, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di aver promosso una cultura mediatica degenerata e sciovinista. Al contrario, le richieste dei cinema italiani interessati alla proiezione del film sono raddoppiate e il regista attribuisce questa ondata di interesse proprio all’ostracismo televisivo.
Videocracy verrà proiettato oggi alla Biennale di Venezia, nell’ambito della Settimana Internazionale della Critica. Il film si apre con alcune casalinghe che si spogliano in uno dei primi, famigerati telequiz trasmessi dai canali di Berlusconi negli anni 70. Il documentario vuole dimostrare come questo materiale abbia segnato l’inizio di una cultura che Berlusconi avrebbe poi dominato, e degradato, per più di trent’anni.
Il regista è lo svedese Erik Gandini, autore di documentari, che ha vissuto in Italia e i cui titoli comprendono “Surplus: Terrorized into Being Consumers” e “Gitmo: The New Rules of War”. Il trailer di Videocracy, che mostra donne in abiti succinti e statistiche sulle limitazioni alla libertà di stampa, è stato respinto da Mediaset e RAI perché ritenuto lesivo della reputazione di Berlusconi, secondo quanto spiegato in una lettera a Gandini. Da quel momento, il numero di cinema italiani che hanno richiesto le stampe del film è balzato da 35 a 70.
“La censura del film indica il livello di tensione che c’è in Italia riguardo a cosa si trasmette in TV”, ha detto Gandini all’Independent. “In Italia, ciò che non va in televisione non esiste. All’inizio la messa al bando del film e la lettera orwelliana della RAI mi hanno spaventato, ma il giorno dopo è sorta una forte ondata di interesse su internet”.
La vita privata di Berlusconi costituisce da tempo materia di articoli scandalistici per la stampa europea e internazionale, ma la sua enorme influenza sui media italiani tiene sotto controllo le notizie interne. Berlusconi esercita un fortissimo potere sulla RAI (la televisione pubblica) e possiede la più grande casa editrice italiana, nonché i tre canali nazionali Mediaset e la principale concessionaria di pubblicità. La famiglia di Berlusconi controlla inoltre alcuni fra i più importanti quotidiani.




















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………..E poi ha pure il coraggio di dire che l’
italia non e’ una dittatura.
Purtroppo questi vecchi che ci governano non hanno l’accesso ad internet e non si rendono conto di cosa fa la gente a loro insaputa ovvero viene loro raccontato dai lacché che interpretano a piacere quanto leggono sul web. E poi sottovalutano il gusto per il proibito degli italiani: se prostituzione e droga fossero legalizzate tre quarti degli utilizzatori finali ci perderebbe gusto e la mafia ci perderebbe miliardi di Euro ma siccome un sistema mafioso ci governa…
purtroppo tanti giovani italiani che hanno l’accesso ad internet lo usano solo per chattare o per approfondere grandi temi come: come si chiama la brunetta del grande fratello?, o: con chi si è fidanzata la velina di canale 5? .. se ti vedi Videocracy avrai un’idea un po’ più completa della situazione
mi sa che loro l accesso ce l hanno e anche più veloce del nostro…ed è proprio per questa ragione che ciclicamente saltano fuori proposte di legge per blindare il web…dovrebbe essercene una proprio ora della nostra gran onorevole carlucci…meno male che abbiamo gente così in parlamento, dieci anni fa si laciava col bungee a buona domenica…ora decide le nostri sorti…wow…è l esempio che chiunque può fare il parlamentare, nzi forse è il lavoro più semplice al mondo…basta sparar cazzate che passano per il cervello, tanto poi esiste la rettifica
Gli italiani che usano Internet restano comunque una minoranza. Ha ragione Gandini, quando dice “In Italia, ciò che non va in televisione non esiste”.
In effetti non condivido molto la tesi del film Videocracy, o meglio, credo che sia difficilmente dimostrabile la differenza fra scelta imposta ai telespettatori, volontà libera e richieste di intrattenimento dei telespettatori e semplice offerta dei servizi commisurata all’audience.
Tuttavia concordo che la censura sia sempre la miglior arma per suscitare interesse, alla pari di Religiolous, e tanti altri film.
…l’ho visto ieri, e certe immagini costerebbero molto share alle TV del berluscone.
Solo non ho capito il mostrare troppo di quella nullità strafottente di fabrizio corona.
in ogni caso, sarebbe da proiettare nelle sqole italliane. Profonda, grande tristezza.
J