[The Wall Street Journal]
La serie di cause intentate contro i mezzi di comunicazione europei da Silvio Berlusconi sarebbe divertente se non ci fosse il pericolo che queste possano venir effettivamente portate a termine. Il premier italiano ha affermato che la libertà di stampa non comprende la libertà di insultare. Con tutto il dovuto rispetto, non siamo d’accordo: nessun giornalista ha mai avuto bisogno di un avvocato per descrivere le prodezze del proprio leader.
“Ci stanno attaccando come tori inferociti, ma qui c’è un torero che non ha paura di niente” ha affermato questa settimana Berlusconi ad un meeting a Milano. Ci risulta difficile però ricordare l’ultima volta che un torero ha sguinzagliato una squadra di avvocati per tenere a bada un toro.
Per la maggior parte di noi la storia tre volte Presidente del Consiglio riscopertosi pudico – esonerato dai procedimenti penali finché in carica grazie ad una legge approvata dal suo stesso governo e proprietario dei canali televisivi che dominano la comunicazione nel paese – che cita in giudizio istituzioni quali il settimanale francese Le Nouvel Observateur o il quotidiano La Repubblica per essersi permessi di riportare indiscrezioni circa le sue relazioni, suona come una simpatica farsa all’italiana.
Ma per le parti che Berlusconi ha citato in giudizio non suona molto divertente. Non è la prima volta che il premier italiano prova ad imporre il proprio punto di vista attraverso intimidazioni di tipo economico. Nel 2001 ha citato in causa The Economist per un articolo nel quale era considerato inadatto a governare. Lo scorso anno, il tribunale milanese ha sentenziato in favore del giornale, imponendo a Berlusconi di pagare le spese giudiziarie.
Anche con una legge che in Italia protegge l’onore personale, è difficile dare credito alle recenti affermazioni di Berlusconi. E’ comunque molto facile immaginare, considerata la difficile situazione economica in cui si versano molte testate, che lo spettro dei costi legali farà riflettere due volte qualunque direttore voglia raccontare quello che succede a Roma. Storie di accompagnatrici a pagamento e diciottenni a parte, i giornalisti potrebbero pubblicare articoli molto più importanti sull’operato del governo di Berlusconi – per esempio riguardo le sue relazioni con Tripoli e Tehran, gli effetti del suo nazionalismo economico, il trattamento che viene riservato agli immigrati o le sue promesse, non mantenute, di tagliare le tasse – che potrebbero danneggiare una reputazione, che solo ai suoi occhi risulta ancora senza macchia.
Se invece Berlusconi ama il proprio Paese così appassionatamente come dice, lascerà cadere le accuse e permetterà alla stampa di fare il proprio lavoro.
[Articolo originale "Silvio Berlusconi and the Silencing of the Bulls"]




















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“Se invece Berlusconi ama il proprio Paese così appassionatamente come dice, lascerà cadere le accuse e permetterà alla stampa di fare il proprio lavoro”
Dagli States un consiglio prezioso,ed un insegnamento di Democrazia preventiva.
… che però, ci scommetto, resterà inascoltato.
http://www.youtube.com/watch?v=S58DxcrQAzU
sempre dalla parte del toro! Olè!