In Italia mancano gli artigiani

[El Ciudadano]

In cinque anni gli immigrati regolari in Italia sono cresciuti di dieci volte e non hanno tolto il lavoro a nessun italiano. Questo è ciò che si afferma in uno studio di Bankitalia. In altre parole, i quasi quattro milioni di immigrati “extracomunitari” (che non appartengono ai paesi dell’Unione Europea), e non, sono una risorsa importante per l’economia del paese.

Lo studio afferma che gli immigrati sono molto più giovani degli italiani, rappresentano una classe operaia nuova e quindi, rappresentano una forza lavoro non indifferente. 

Nelle regioni centro settentrionali, il 75% degli immigrati sono operai, una percentuale doppia rispetto a quella degli italiani. Nel centro sud la maggioranza sono piccoli imprenditori. Alla fine del 2008, erano 240.000 le imprese con un titolare immigrato. 

“I nostri studi”, hanno spiegato i ricercatori della Banca d’Italia, “evidenziano l’esistenza complementare di immigrati e italiani”. Nonostante esista in Italia un piccolissimo partito xenofobo e razzista, determinante per il governo Berlusconi, che si oppone ed è contrario a qualsiasi tipo di immigrazione, in Italia non tutti la pensano allo stesso modo. “In primis” il Vaticano, la Conferenza Episcopale Italiana, i partiti di opposizione e i sindacati, che difendono l’immigrazione per la sua importanza per l’economia italiana. “Se vogliamo mantenere certi livelli di produzione nel nostro paese, gli immigrati sono necessari, l’immigrazione regolare è un processo prezioso per un’Italia che deve realizzare un’integrazione completa”, hanno dichiarato sia personaggi importanti della politica, sia vari imprenditori. 

Secondo uno studio del 2008 della Camera di Commercio Italiana, si è arrivati alla conclusione che sempre meno giovani decidono di intraprendere un lavoro di artigianato e in questo modo aumenta la lista delle professioni “impossibili da reperire” per le persone o le piccole imprese che hanno difficoltà nel reclutare mano d’opera. 

Carpentieri, idraulici, ascensoristi, elettricisti, meccanici, infermieri, parrucchieri, ecc…, sono queste le professioni “impossibili da reperire”. Il motivo è semplice: i figli degli artigiani hanno studiato e ora sono medici, ingegneri, avvocati ecc.., e in molti casi gli italiani preferiscono il pubblico impiego.

[Articolo originale "En Italia hacen falta artesanos" di Rodolfo Faggioni]

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6 commenti per In Italia mancano gli artigiani

  • harlock

    “piccolissimo partito”… sfortunatamente tanto piccolo non mi pare…

  • Zerb

    L’artigianato è una realta molto diversificata.
    Ci sono settori che l’artigiano fa veramente fatica a sbarcare il lunario per i costi di gestione dell’azienda molto elevati (oneri amministrativi alle associazioni, costi bancari, affitti di locali commerciali), tassazione altissima e crediti molto costosi, nessuna tutela giuridica sulle riscossioni ( se becchi un fallimento, quando ti va bene riesci a recuperare le spese legali, quindi è meglio lasciar perdere, almeno risparmi tempo e non ingrassi qualche maiale vestito di nero).
    Ovviamente intendo senza nessuna evasione ( pardon elusione, è più figo e legale) fiscale.
    Ma mancano anche operai specializzati, cercate un saldatore patentato o un buon elettrotecnico da inserire in un’azienda che abbia un minimo di tecnologia applicata, se ci riuscite.

  • marco

    Decisamente un articolo bugiardo e fazioso . Dove sono tutte queste possibilita’ di ” lavoro ” in Italia …..Boh !!
    Bugiardi e Ipocriti !! Vivo in Emilia-Romagna e ho visto franare praticamente quasi tutto negli ultimi 2 o 3 anni , senza contare gli ultimi 8 mesi ….sigh !! Conosco personalmente parecchi amici che saltellano tristemente da lavori precari a contrattini co.co co e penso che sarebbero felici di avere un lavoro normale ( scusate il normale , per intenderci 1100 euro mensili in regola ).
    Ovvio che per una piccola parte di Italiani ( padroni ) e’ piu’ comodo avere stranieri da sfruttare e fare profitto che italiani a cui devi riconoscere dei diritti e che poi ti possono creare problemi .Questo e’ tutto e consiglio ai cileni di restare a casa loro , oppure che vengano e vedano con i loro occhi se questo articolo e’ veritiero o se si ritroveranno a dormire in qualche buco , senza lavoro , senza soldi da mandare a casa e senza nessuna possibilita’ di trovare qualcosa da fare ; visto che oramai non ci riescono piu’ neanche gli ” italiani !!! E . Scusate le balle di Berlusconi e della sua banda ! E siamo solo all’inizio …………………………………….

  • Andrea L.

    Il problema non sono gli stranieri che vanno ad occupare posizioni che gli italiani non vogliono più occupare. Il problema è che l’Italia non cresce economicamente da 15 anni, non investe, non crea occupazione qualificata. Di conseguenza le orde di laureati competono per poche posizioni qualificate. E’ una gara al ribasso che porta cococo, stages non retribuiti, e contrattini di 3 mesi. Al di sotto di questa fascia si crea competizione con i nuovi arrivati da est europa, nord africa, per jobs di solito appannaggio di italiani. E’ ovvio che in assenza di crescita si creino conflitti sociali tra chi vuole entrare nel mercato (stranieri) e chi vorrebbe mantenere una posizione di rendita (italiani). Come al solito si guarda al dito e non alla luna. Il dibattito deve essere sul come generare una crescita, non sul come fermare un processo poco controllabile come l’immigrazione da zone più depresse della nostra.

    • aldo

      Tutto giusto. Rettificherei l’ultimo concetto.
      **Il dibattito deve essere sul come generare una crescita** e fin qui va tutto bene, ed aggiungo:
      Bloccando l’ invasione, (poco controllabile) dell’immigrazione che acuisce i nostri problemi.
      Questo senza essere razzisti, ma responsabili delle ns. possibilità.

      E’ facile dimostrarti che se oggi siamo 60 milioni e alcuni anni fa eravamo 50 (lo dicono i censimenti), gli immigrati con i loro figli e padri, sommano a 10 milioni.
      E non c’è lavoro per tutti costoro, e nemmeno non ci gli sono ospedali per i 10 milioni (spesso essi ammalati), e nemmeno le prigioni, sebbene tra essi molti sono delinquenti)…
      Saluti.

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