Il pane venduto in strada dalla camorra sta ‘avvelenando’ Napoli

[The Guardian]

Non soddisfatti di controllare il traffico di droga, l’industria edile e lo smaltimento dei rifiuti, la camorra locale è entrata in attività con i panifici, assicurandosi che i napoletani facciano affidamento su di lei per il loro pane quotidiano.

Secondo un resoconto rilasciato la settimana scorsa, funzionari locali e investigatori sospettano che i clan camorristi tirino le fila di molte delle 1400 panetterie clandestine, localizzate sia in centro sia in periferia, che riforniscono centinaia di venditori ambulanti in grado di smerciare il pane per strada - e il loro raggio d’affari potrebbe ampliarsi includendo altri prodotti alimentari di largo consumo.

Aperti 24 ore al giorno, i venditori ambulanti attraggono i loro acquirenti con del pane croccante ed economico, appena uscito dal forno a legna, come piace ai napoletani. Ma la polizia afferma che la nuova schiera di panettieri sta lentamente avvelenando i propri clienti, bruciando vecchio legno verniciato, gusci di noce coperti di pesticida e anche tavole di bare disseppellite. “Chiunque compra questo pane mangia della diossina e varie sostanze cancerogene che comportano un serio rischi per la salute” afferma Francesco Borrelli, assessore all’Agricoltura per la provincia di Napoli.

L’indagine di Borrelli sui panifici clandestini è nata da alcune incursioni dei carabinieri, che avevano trovato della farina e acqua impastata da immigrati illegali in scantinati sporchi, umidi e striati di muffa, alcuni pericolosamente vicini a cumuli di rifiuti tossici scaricati nei campi attorno a Napoli dalla camorra stessa, che qualche mese prima era stata collegata alla contaminazione della mozzarella locale.

La capitale dei forni clandestini è Afragola, una piccola città nei dintorni di Napoli dove opera uno dei clan camorristi. In aggiunta alle 17 panetterie legali della città, sono state scoperte 100 altre attività clandestine.

Il giro d’affari che si estende alla provincia vale 600 milioni di euro all’anno, la maggior parte dei quali è controllato dalla malavita, afferma Borrelli. Un gran numero di panifici sono stati chiusi, ma un rapporto presentato alla polizia dal team di Borrelli la scorsa settimana ha rivelato che i proprietari stanno strappando i sigilli messi dalla polizia e stanno rientrando in funzione. “Se ne vuoi aprire uno, devi prima parlare con il clan: la camorra vuole partecipare, dove ci sono soldi facili e attività illegali” ha aggiunto uno degli investigatori. Avvantaggiandosi della chiusura delle normali panetterie durante le vacanze d’agosto, i venditori di pane illegali hanno raddoppiato gli sforzi. Con quasi metà dei forni attorno a Napoli che opera illegalmente, l’anno scorso i panettieri onesti hanno distribuito 20 mila pagnotte gratis per cercare di riconquistare la clientela.

Ma la malavita ha appena cominciato, afferma Borrelli, aggiungendo che un quarto del pane “illegale” napoletano è venduto ora anche in negozio. “Sospettiamo che i clan stiano forzando gli intermediari legittimi a comprare il pane e a rivenderlo agli alimentari di loro stessapropietà, che forniscono una ricevuta d’acquisto e la trasformano in una comoda opportunità di riciclaggio di denaro”.

Tommaso Pellegrino, del partito italiano dei Verdi, ha sostenuto che la camorra desse lavoro nei suoi panifici ai malavitosi appena usciti di prigione bisognosi di lavorare.

Approfittando del successo dei suoi panifici, la camorra si sta estendendo. “Il pane è il centro del suo giro d’affari” dice Borrelli ”ma con l’aumento dei prezzi dei beni di consumo la malavita si sposta verso la frutta, la verdura e il pesce, tutti venduti a bassi prezzi.” Che siano fragole fatte crescere in discariche di rifiuti tossici o del pane cotto tra i fumi cancerogeni del legno, il cibo a basso costo della camorra ha il suo prezzo, afferma Borrelli.

[Articolo originale di Tom Kington]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

1 commento per Il pane venduto in strada dalla camorra sta ‘avvelenando’ Napoli

  • dal Chianti

    e a dire il vero, quello che proviene da quelle parti, io la lascio sul banco e disincentivo all’ acquisto chi conosco
    ma neanche i postumi di un terremoto, del Vesuvio che abbrustolisce tutto riusciranno a devitalizzare quei veleni

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>