[Trouw]
73 Africani in rotta verso l’Italia sarebbero morti di sfinimento, fame e sete nel Mar Mediterraneo la scorsa settimana. Lo affermano cinque superstiti. “Nessuno ci voleva prendere a bordo.”
“Urlavamo e imploravamo aiuto in inglese, e gesticolavamo verso le navi che ci passavano vicino”, ha raccontato l’eritrea Titi Tazrar (27) ai media italiani, dal suo letto in ospedale a Palermo, in Sicilia. “Alcuni ci ignoravano, altri ci hanno dato acqua e cibo.”
L’indebolita Tazrar è una dei cinque superstiti del gruppo di 78 migranti e richiedenti asilo eritrei, etiopi e nigeriani che all’inizio del mese hanno fatto la pericolosa traversata dalla Libia alla costa italiana a bordo di una barchetta sgangherata. In Italia volevano chiedere asilo.
Gli africani hanno fluttuato alla deriva per venti giorni dopo che la loro barca ha esaurito il carburante. Due giorni dopo l’inizio del viaggio i migranti si sono persi, il cibo e l’acqua si sono esauriti e presto i primi sono morti. “Di notte cadevano in mare dallo sfinimento”, continua Tazrar. “C’erano anche donne incinte a bordo. Due di loro hanno avuto un aborto spontaneo a causa della fame e della sete, e poi anche loro sono morte.”
Nonostante tutte queste sventure Tazrar e gli altri quattro superstiti raccontano che nessuna nave voleva salvarli. “Nessuno voleva prenderci a bordo.” Nemmeno la Marina Militare maltese, che ha intercettato il barcone alla deriva. “Hanno affermato che gli Africani erano in ‘buona salute’ ed ‘allegri’ “, dice indignata Laura Boldrini dell’UNHCR, l’organizzazione dell’ONU per i rifugiati. “Hanno dato ai profughi solo carburante e giubbotti di salvataggio.” Inaccettabile, afferma l’UNHCR. Boldrini aggiunge: “Questo è contrario alla tradizione marittima di soccorrere le persone in pericolo. Le navi sono obbligate a dare l’allarme.” I cinque superstiti sono stati finalmente presi a bordo dalla Marina Militare italiana al largo dell’isola di Lampedusa.
Anche Arnold van der Heul di Kahn Scheepvaart (compagnia di navigazione di Rotterdam, ndt) non capisce come un ‘marinaio che si rispetti’ possa ignorare delle persone in pericolo. Due anni fa i membri dell’equipaggio della Fairpartner, una nave i cui agenti erano Kahn Scheepvaart, soccorsero invano dodici migranti algerini nel Mediterraneo. Riuscirono a salvarne solo due. “Un capitano non prende semplicemente a bordo 73 persone, ma come minimo bisogna notificare alle autorità. E si deve fare il possibile per non lasciare annegare la gente. Questa è una legge del mare non scritta.”
Negli ultimi anni il numero di migranti africani che cerca di raggiungere l’Europa attraverso il territorio italiano è molto aumentato. Soprattutto il numero di migranti che sbarca nell’isola siciliana di Lampedusa, il punto più a sud dell’Italia, secondo il Ministero degli Affari Interni italiano è raddoppiato: da 14.855 nel 2005 a 30.657 l’anno scorso.
Perciò da maggio l’Italia rispedisce immediatamente in Libia i migranti che vengono intercettati in mare. Inoltre il governo di Berlusconi si sta dando molto da fare per respingere i migranti attraverso un ‘pacchetto sicurezza’. La residenza illegale in Italia è punibile con una multa di 10.000 euro. La nuova legge inoltre rende più semplice espellere gli illegali. Oltre a ciò, sette pescatori tunisini che affermavano di aver voluto salvare dalla morte per annegamento 44 africani, prendendoli a bordo e facendoli sbarcare a Lampedusa, sono stati processati nel 2007 in Sicilia per traffico di persone.
Le leggi italiane, diventate più severe, hanno scatenato paura nel mondo marittimo; ripescare un migrante dall’acqua può costare caro ad un capitano. “Le eventuali conseguenze del soccorso ad un profugo
-problemi giuridici, perdita di tempo e quindi di denaro a causa della trafila burocratica- pesano ora più dell’obbligo di salvare una vita”, dice Boldrini dell’UNHCR.
“Tutto questo mentre”, sottolinea,”tre quarti di questi profughi hanno chiesto asilo in Italia. La metà ha poi ottenuto qualche forma di protezione da parte del governo italiano. La maggior parte sono quindi asilanti, non cercatori di fortuna. Quello che l’Italia ora sta facendo, rispedire in mare i profughi dei barconi, toglie a queste persone ogni possibilità e diritto ad essere protetti.”
La superstite Titi Tazrar nel frattempo ha chiesto asilo in Italia.
C’è scritto in termini vaghi, dice Natascha Brown dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) in Inghilterra. Ma nondimeno la Carta dell’IMO prescrive che le navi hanno il dovere di soccorrere le persone in difficoltà. “La direttiva si presta a diverse interpretazioni, giacchè le circostanze a volte non permettono ad un capitano di poter salvare delle vite.”
[Articolo originale "Afrikanen op zee aan hun lot overgelaten" di Seada Nourhussen]




















(13 voti, media: 4,92 su 5)
…..io, però, sarò tornato in Svezia.
CITAZIONE
Ora gli immigrati vengono trattati come delinquenti, ma
gli immigrati lo sopportano, sanno di essere ospiti. Saranno i loro figli a non sopportare nel vedere loro stessi ed i loro
genitori discriminati. Allora avremo un problema immigrazione, altro che adesso.
Questo commento e’ da incorniciare