Il virus che si chiama corruzione

NRC Handelsblad

Marco Travaglio riempie le sale con la sua critica tagliente contro il declino morale e l’incapacita’ politica. Non ci sorprendiamo piu’ ed è questo il pericolo più grande.

Molto spesso il pubblico si sbellica dalle risate. Ma il giornalista Marco Travaglio non riporta nient’altro che fatti. Travaglio presenta il suo nuovo libro ‘Mani sporche’, uno spesso libro con i dettagli sugli scandali dovuti alla corruzione con cui l’Italia si è confrontata negli ultimi sette anni.

Gia’ molto prima dell’apertura della sala a Frascati, giusto fuori Roma, c’e’ il pienone. Anche la scala fuori e la corte interna sono occupate. C’è gente perfino davanti alla porta sulla grande piazza. Io sono qui perche’ Travaglio e’ uno dei pochi giornalisti indipendenti in Italia, dice l’otorinolaringoiatra Riccardo. Spero di trovare una risposta alla domanda su come il Paese puo’ uscire dalla crisi.

La grande affluenza sorprende i presenti. Ci sono quindi ancora anticorpi contro il declino morale in Italia? Non tutti accettano le deprimenti notizie sulla spazzatura da Napoli, i mafiosi nel mondo della sanita’, le morti bianche sul lavoro e l’ennesima assoluzione di Berlusconi?

Travaglio arriva con una mezz’ora di ritardo. Jeans, una lunga giacca color antracite, capelli grigi ricci pettinati all’indietro, occhi blu chiari, 44 anni. L’applauso non si ferma, pacche sulla spalla accompagnano la sua entrata in sala. Un giornalista nel ruolo di santo – siamo comunque in Italia.

Molte persone mi hanno chiesto come mai non collaboro con l’allontanato giudice De Magistris, che il ministro della Giustizia Mastella e il premier Prodi volevano perseguire, e con il comico Beppe Grillo che protesta contro l’antipolitica dei politici. Purtroppo, i problemi a questo riguardo sono troppo complessi, dice Travaglio.

Secondo Travaglio non sono la politica, la mafia, la situazione di degrado della sanita’ i veri problemi dell’Italia, ma il declino del Paese dipende dal sistema dell’informazione.

In TV si vede come i potenti di giorno in giorno affermino il contrario del giorno precedente, si vede come si offendano e urlino l’uno sull’altro. Se vedi questo quotidianamente, inizi a dubitare di te stesso. Fin quando non ti arrendi e riconosci: ok, loro non sono pazzi, sono io anormale.

Secondo Travaglio, troppi italiani hanno accettato che i politici siano dei corrotti. Non ci sorprendiamo piu’, questa è la cosa piu’ pericolosa. Anche se ci limitassimo a riderne, ne risulterebbe comunque che non troviamo normale cio’ che accade.

Il problema dell’Italia secondo Travaglio non è nemmeno Silvio Berlusconi, ma il fatto che non ci sono contrappesi tali da impedire che Berlusconi sia potuto arrivare dov’è arrivato. In tutti i Paesi ci sono persone come Berlusconi. In Francia c’e’ Bernard Tapie, che possiede una TV e una squadra di calcio, ma quando è entrato in politica e si è rivelato corrotto, è stato arrestato. Ora è per quanto pare un attore buffo. Se avessimo arrestato Berlusconi sarebbe diventato anche lui un attore comico. Fa ridere abbastanza per poterlo fare.

Toto Cuffaro… Solo pronunciare il nome di questo dimissionario governatore della Sicilia e condannato a cinque anni per favoreggiamento della mafia, ha comportato scoppi di risa. Cuffaro ha offerto dei dolci quando ha sentito la sentenza del Tribunale. Cinque anni gli sono sembrati buoni. Non potrà più ricoprire cariche politiche in Sicilia, ma potrà a livello nazionale. Il partito cristianodemocratico lo candida molto probabilmente come capolista al Senato. Con la sua condanna lui si e’ qualificato, sembra, per la politica nazionale. Il pubblico si sbellica, ma e’ proprio cosi’.

Travaglio riassume con un esempio dopo l’altro la follia politica. Clemente Mastella… Di nuovo beffa. Il Ministro della Giustizia è rimasto indignato dal fatto che non sia stato avvertito prima che sua moglie venisse arrestata.

Il virus che si chiama corruzione è diventato secondo Travaglio immune alle medicine. I giudici ci hanno provato, ma sono stati trattenuti dai politici. Noi dobbiamo nuovamente far proliferare anticorpi, non dobbiamo farci prendere in giro dai media. Dobbiamo di nuovo sorprenderci per cio’ che accade.

Dopo la fine, i presenti rimangono a lungo in fila per acquistare il libro di Travaglio e farselo autografare. Travaglio, è stanco ma soddisfatto. Ovunque quando io o altri giornalisti critici presentiamo i libri, le sale sono troppo piccole. Le persone vogliono ascoltare la verita’. Per lui le elezioni non sono una gara corsa. Non vedo l’entusiasmo dei primi anni per Berlusconi.

Lo studente Marco S. ha ancora una speranza: il problema degli italiani è che dobbiamo sempre arrivare ad una situazione estrema, prima di reagire. Possiamo moltissimo e abbiamo molto talento ma in generale pensiamo solo al nostro patrimonio ed alla nostra famiglia.

[Articolo originale “Het virus dat corruptie heet” di Bas Mesters]

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Traduzione di:
Luciano BorrelliGrecia Luciano Borrelli
45 anni. Ho lasciato l'Italia all'età di 25 anni e ho vissuto e lavorato in diversi paesi in Europa. Attualmente vivo in Grecia. Traduco per IdE dall'Olandese. Considero la nazionalità delle persone una pura formalità e la parola "straniero" per me non ha alcun senso." La mia stampa preferita é quella spagnola.
Revisione di:
Marcella MontiNello Allocca