[The Nation]
Si può sentire la voce profonda, notturna del Presidente del Consiglio in una conversazione registrata e postata nel sito web della rivista L’Espresso. Non sono molti i giornali italiani che hanno avuto il coraggio di pubblicare le trascrizioni, esplicite come una pagina web su “clamidia / sintomi” e quasi altrettanto sexy. Ad eccezione di un canale RAI, la televisione italiana, sia pubblica che privata, ha mantenuto un silenzio di tomba.
Ma le cassette, segretamente registrate dalla “escort” quarantaduenne Patrizia D’Addario prima, durante e dopo la sua notte con il settantaduenne Silvio Berlusconi nella sua residenza romana, non lasciano nulla all’immaginazione. C’è Patrizia che dice “non esiste” quando le viene detto che Berlusconi non usa il preservativo. Ci sono commenti sul lettone di Putin [in italiano nel testo], un affascinante palcoscenico per una scopata, prontamente negato dal Primo Ministro russo. C’è Berlusconi che offre a Patrizia consigli professionali: “Se posso permettermi… tu devi toccarti con una certa regolarità.” E così via.
Non c’è bisogno di essere puritani per pensare che queste conversazioni tra le lenzuola rubate rivelino almeno una grave mancanza di giudizio da parte del Presidente del Consiglio italiano, se non proprio la “malattia” che sua moglie Veronica menzionò quando in maggio annunciò di volere il divorzio. Sia Patrizia che altre giovani donne corteggiate da Berlusconi hanno detto che erano stati loro offerti seggi al Parlamento Europeo. Nonostante tutto, il Presidente del Consiglio ha respinto ogni richiesta di rispondere in Parlamento sulla sua vita notturna e ha denunciato la copertura dei media come “spazzatura”. Affrontare spavaldo la situazione sembra essere la sua strategia.
Perché allora, la scorsa settimana ha improvvisamente cambiato rotta e ora sembra ammettere che la “spazzatura” era vera? “Non sono un santo,” ha affermato, aggiungendo che agli italiani piace così. Vero: San Silvio è un soprannome che nessuno ha mai usato.
È stato chiamato Papi [in italiano nel testo], come in Sugar Daddy, il nomigliolo usato dalle dozzine di giovani ragazze, alcune minorenni, invitate alle sue feste nella residenza romana e nella suo palazzo del piacere in Sardegna, dove le ha ospitate in bungalow speciali costruiti appositamente. È stato chiamato il Caimano, un cattivo, affamato e aggressivo alligatore delle isole Cayman, il genere di paradiso fiscale caraibico dove pare che l’eccessiva ricchezza di Berlusconi sia nascosta. Ma il soprannome che potrebbe rimanergli attaccato in futuro gli arriva dal forte vecchio combattente della Resistenza ed eccezionale giornalista Giorgio Bocca, che lo ha soprannominato Piccolo Cesare, come il gangster che avrà per sempre le gambe tarchiate e il comportamento lunatico di Edward G. Robinson.
Ovviamente sappiamo che non è un santo, quindi a chi si stava rivolgendo Berlusconi quando ha dichiarato di non esserlo? In parte, parlava a tutti quegli uomini italiani che per primi non sono santi quando si tratta di onorare i voti matrimoniali, quelli che si godono il lungo crepuscolo del machismo. Ma stava anche mandando un velato messaggio di umiltà al supremo giudice della morale italiana, il Vaticano. Come ogni altro italiano fallibile, Berlusconi spera che la Chiesa gli perdoni i suoi peccati come Presidente del Consiglio, così come tradizionalmente il clero cattolico rimproverava gli uomini che avevano ceduto al peccato della Lussuria e poi li perdonava (e allo stesso tempo confortava le loro mogli e le invitava a guardare dall’altra parte). Gli uomini, specialmente i maschi, sono peccatori; altrimenti a cosa servono i preti?
In modo abbastanza sorprendente, Berlusconi finora ha avuto buoni rapporti con le gerarchie cattoliche. In uno dei patti col diavolo fatti dalla Chiesa di Roma in passato (vedi le relazioni largamente opportunistiche con Mussolini), la gerarchia ha tacitamente appoggiato Berlusconi alle elezioni del 2008. A dispetto di un primo divorzio e nonostante un secondo in arrivo, Berlusconi fece dell’ostentazione dei “valori di famiglia” un punto di forza.
La Chiesa sa di poter contare sull’appoggio del governo Berlusconi nella sua posizione su cellule staminali, fecondazione in vitro, controllo delle nascite e preservativi (eh sì, sappiamo che su questo Silvio è proprio d’accordo!), aborto, diritti degli omosessuali e trattamenti obbligatori per i malati terminali. Queste possono sembrare mere questioni tecniche se si pensa all’Avarizia, alla Lussuria e ad altri peccati mortali già fiorenti sul suolo italiano. Ma con Benedetto XVI, l’obbedienza alla posizione della Chiesa su questi temi biologici è diventata la principale prova di fede.
Il primo indizio formale che le relazioni con il Vaticano fossero tese è emerso durante la visita in Italia di Obama a luglio per il G8, quando Berlusconi ha chiesto un’udienza al papa proprio dopo che Obama e Michelle avevano incontrato Benedetto XVI, richiesta che è stata respinta, secondo quanto qui riportato dai giornali. Più recentemente Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso i suoi primi commenti sullo scandalo sessuale, affermando che il rifiuto di Berlusconi di rispondere alle domande sulla questione aveva lasciato la nazione in uno stato di “desolazione”, e che la sua dichiarazione di “non essere un santo” era inadeguata. Il giornale inoltre ha pubblicato diverse di quelle che sono descritte come centinaia di lettere che castigano il comportamento di Berlusconi e vari funzionari della Chiesa per non aver fatto sentire la propria voce. “Quale spazzatura, quale disgusto, quale miseria,” ha scritto Padre Angelo Gornati, dalla Lombardia. “Non solo non nega il suo squallido comportamento, ma lo indica come performance, talento, virtù.”
Spesso per chi sta fuori è sorprendente vedere quanto potente sia il ruolo che il Vaticano gioca nella politica italiana. Agli italiani che non credono piace dire che l’Italia è il cortile del Vaticano, una nazione dove la Chiesa automaticamente si aspetta obbedienza (nonostante qui ci sia anche una forte tradizione anti-clericale). La minaccia della perdita del consenso dai cattolici ha fatto tremare la coalizione di maggioranza.
Se ciò che alcuni giornali italiani riportano è vero, il fidato consigliere politico di Berlusconi e vicino al Vaticano Gianni Letta è rimasto così deluso dalle rivelazioni dei giornali sulle gesta di Berlusconi che non gli ha quasi parlato per molte settimane. E pare che in quelle settimane Letta abbia trascorso giorni a negoziare con i cardinali, cercando di riparare la breccia tra la Chiesa e la destra. Una cosa che pare abbia promesso al Vaticano è una scorciatoia legislativa per una legge che praticamente renda impossibile scrivere un “testamento biologico” utilizzabile ed escluda le clausole di “non rianimazione”.
Lo stesso Presidente del Consiglio, intanto, fa sapere che intende fare un pellegrinaggio al paese natale di Padre Pio, un puro santo cattolico del XX secolo con le stigmate, noto per i suoi miracoli.
Se la Chiesa infine condannasse Berlusconi per depravazione morale, comunque, trascurerebbe molte ragioni migliori per ripudiarlo. Per citarne una, sebbene i fatti non siano ancora chiari e tutta la verità potrebbe non venire mai a galla, il nome di Berlusconi è recentemente emerso in connessione alle oscure “trattative” tra Cosa Nostra e i funzionari del governo italiano nel 1992-93, quando due dei più importanti magistrati anti-mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, furono assassinati in due spettacolari attentati dinamitardi in Sicilia, e tre “esplosioni dimostrative” uccisero undici persone a Milano, Firenze e Roma.
Le bombe esplosero in un momento cruciale della storia italiana del dopo-guerra, quando lo scandalo per la corruzione conosciuto come Tangentopoli aveva screditato e stava distruggendo i due principali partiti, i socialisti e la Democrazia Cristiana, scoperti a prendere tangenti praticamente da ogni importante società italiana. Con l’establishment politico nel caos, pare che alcuni funzionari dei servizi segreti abbiano approfittato del vuoto di potere e, in accordo con la mafia, abbiano avuto un ruolo nell’omicidio di Borsellino, secondo gli interrogatori svolti dalla polizia con almeno un informatore mafioso. E secondo un testimone con conoscenza diretta di Cosa Nostra (il figlio di un ex sindaco di Palermo condannato per mafia), il nome di Berlusconi appare in un documento scritto da un boss mafioso durante le negoziazioni segrete. Una delle cose che il boss chiedeva era che Berlusconi cedesse una delle sue tre reti televisive a Cosa Nostra – una sfacciata richiesta mai soddisfatta.
Se il documento dovesse rivelarsi autentico, suggerirebbe che Berlusconi sia stato un plausibile interlocutore della mafia durante quella sanguinosa stagione. È uno scenario così agghiacciante che non è mai stato raccontato, tranne che in un romanzo. Il libro in questione, Nelle Mani Giuste, scritto da un giudice di tribunale penale e esperto noirista Giancarlo De Cataldo, prende spunto dai mesi che l’autore spese revisionando registrazioni di tribunali e indagini di commissioni parlamentari.
Il romanzo pone la seguente questione: chi governava in Italia negli anni 1992-94, quando l’establishment politico, ad eccezione dell’ex Partito Comunista, era a pezzi? Secondo la versione di De Cataldo, si trattò di un sinistro asse composto da massoni, Cosa Nostra e spie reduci dai giorni della guerra fredda (quando la CIA appoggiò una rete clandestina per tenere i comunisti italiani fuori dal potere). E Silvio Berlusconi era l’uomo che incarnava il famoso criterio del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: “tutto deve cambiare affinché tutto resti uguale.” Nel romanzo di De Cataldo, così come nella vita reale, l’imprenditore Berlusconi diventava politico quasi da un giorno all’altro e nel 1994 arrivava alla vittoria, allontanando “i comunisti”. Nella vita reale, uno dei consiglieri più vicini a Berlusconi, il senatore Marcello Dell’Utri, è stato condannato per avere “mediato” tra Cosa Nostra e “significativi attori economici e finanziari.” Piccolo Cesare? Ci sono cose peggiori che essere un vecchio Don Giovanni.
[Articolo originale "Italy's Pillow Talk " di Frederika Randall]




















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Povera italia..
povera patria
schiacciata daglia abusi di potere…..
Con questi italiani non si va da nessuna parte, l’Italia potrà cominciare a cambiare solo quando anche gli immigrati avranno diritto al voto!
Purtroppo quando gli immigrati avranno il diritto al voto saranno gia tutti italianizzati nell’animo
La zoticheria, il provincialismo, l’inciviltà, l’ignoranza, la disonestà, il pressapochismo e la grossolanità
di cui è capace il popolo di questa penisola ha la forza di un potentissimo virus e ti si insinua dentro in
pochissimo tempo tanto che non ti rendi nemmeno più conto di quanto sia assurda la gente e la vita in questo stato
perchè ci si scorda cos’è la normalità e si da per scontato che l’allucinante realtà che si vive qui sia una cosa
comune, umana e inevitabile.
“la zoticheria, il provincialismo, l’inciviltà, l’ignoranza, la disonestà, il pressapochismo e la grossolanità
di cui è capace il popolo di questa penisola ha la forza di un potentissimo virus e ti si insinua dentro in
pochissimo tempo tanto che non ti rendi nemmeno più conto di quanto sia assurda la gente e la vita in questo stato” attenzione a non dare per scontato che noi italiani siamo tutti uguali. non credere che a noi faccia piacere vivere in questo modo, ma i mezzi che abbiamo per cambiare le cose sono a dir poco scarsi… piu probabilmente nulli. la gente di questo stato combatte ogni giorno come puo una situazione che peggiora di giorno in giorno e non credere che si diverta. certo, ci sono anche quelli che si comportano male ma credo che non siano solo italiani… cerchiamo almeno di avere rispetto per chi in italia non sa come fare a migliorare le cose. e fidati, non siamo pochi.
Certo che a sentirsi identificati con un articolo di questa caratura, c’è poco da gioire ad essere italiani.
Quì si tira in ballo la nostra cultura machista più che mediterranea, cattolica più che laica. Con tutti suoi difetti.Per non parlare dell’opportunismo della Chiesa con la C maiuscola.
Si può parlare di controcultura promossa da mediaset da ormai 20 anni, con il risultato che vediamo, dove permettiamo che valori come l’onestà e la solidarietà hanno lasciato il posto al successo a tutti costi ed al personalismo. Dove lo Stato è nemico del cittadino e gli evasorui sono giustificati.
Bel messaggio alle generazioni future. Complimentoni.
Il calcio a cominciato ad adare male quando è sceso in campo il Nano, vi ricordate, giocatori strapagati e comperati a suon di miliardi ecc. ecc. e, le altre squadre, se non volevano morire gli son dovute andate dietro e, i risultati si sono visti e ancora si vedono!
In modo diverso ma la stessa cosa stà succedendo da quando sto pornonano è sceso in campo, nella politica, con risultato il che ora, non il calcio, ma l’Italia stà andando in malora, ed è il caso di dire che “sì, era meglio quando si stava peggio”. Riflettete gente riflettete e poi buttate a mare la Bestia nana!
Bisogna proprio leggere i giornali esteri, per VEDERE SCRITTE… come stanno le cose in Italia.
Sono assolutamete d’accordo, non fà una grinza.
@ Giorgio
il tuo commento mi ha fatto ridere, veramente.
Hai trovato un analogia azzeccatissima.
Tutto quel che fanno muovere, ruota e porta verso le aziende del gruppo fininvest, dalla vendita dei diritti televisivi alla pay-tv alla pay-per-wiew.
E pensare che io sono milanista.
Dall’epoca di Nereo Rocco però.
vero, e da quando c’è lui odio il calcio (non quello di Rivera) ma quello di Galliani, Moggi & C.
con i loro intrallazzi e i loro soldi, odio la politica, odio questa “itaglietta”, non ne posso più!
Vorrei vederlo sodomizzato all’inferno…. aiuto quest’essere mi/ci
ha cambiato in peggio!
Pensare che pure io stimavo il vecchio Milan, avevo simpatie di destra, e “A M A V O la vecchia I t a l i a !! che ora non esiste più! sob”
E pensare che alla discesa in campo io l’hò votato, poco tempo dopo me sono vergognato così tanto che al solo pensarci, ancora oggi mi vengono i brividi.
Io sono sempre stato Juventino ma da Sportivo ammiravo pure il Milan, di Rocco, dopodicchè il calcio a cominciato a non essere più calcio. Quello ha rovinato tutto davvero.