Il Vaticano protesta perché l’Italia approva l’uso della pillola abortiva

[The Guardian]

Chi la utlizzerà si scomunicherà da solo, dice ufficialmente il Vaticano
Il governo Berlusconi cauto sull’etica sessuale

Il Vaticano e i politici cattolici oggi hanno reagito con sgomento alla decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco di approvare anche se in modo limitato l’uso della pillola abortiva Mifepristone, che è disponibile nella maggior parte d’Europa sin dagli anni ‘90.

Gli esponenti del Vaticano hanno affermato che le donne che prenderanno la pillola si scomunicheranno con le loro stesse mani, come lo saranno i medici che la prescriveranno e il personale infermieristico che lo somministrerà.

A causa dell’alta proporzione di obiettori di coscienza nei confronti dell’aborto nel Sistema Sanitario Italiano – qualcosa come il 70% – è probabile che l’uso della pillola sarà circoscritto.

Dopo una sessione animata, a quanto si dice, della durata di quattro ore, finita giovedì sul tardi [30 luglio 2009, ndt], l’assemblea dell’Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA, ha votato per l’approvazione dell’uso del Mifepristone con quattro voti a favore ed uno contrario. È stato deciso però che la pillola dovrà essere somministrata solo in ospedale durante le prime sette settimane di gestazione. Conosciuta anche come RU-486, il Mifepristone è già in uso in alcune regioni italiane in prova.

L’arcivescovo Rino Fisichella, capo degli esperti del Papa nelle questioni etiche, l’Accademia Pontificia per la Vita, ha detto: “Il fatto di prendere una pillola può essere meno traumatico per la donna, ma non cambia la sostanza. È sempre aborto”. Ha aggiunto che le conseguenze per un cattolico, la scomunica automatica, sono “identiche a quelle per l’aborto chirurgico”. Nonostante il continuo sgomento del Vaticano, l’aborto è permesso su richiesta dal 1978, sebbene solitamente nei soli primi 90 giorni di gestazione.

Per il governo di Silvio Berlusconi e i suoi sostenitori questo è stato un momento delicato per qualsiasi dichiarazione riguardante l’etica sessuale. Le registrazioni effettuate da una prostituta, che afferma di aver trascorso la notte col Primo Ministro italiano, sposato e di 72 anni, hanno spostato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla sua apparentemente dissoluta vita sessuale. In una di queste si può sentire un uomo d’affari (che, a quanto si dice, portava donne alle feste a casa di Berlusconi) avvertire una di loro che il Primo Ministro non usa mai il preservativo.

Berlusconi non ha commentato immediatamente la decisione dell’agenzia.
La reazione degli altri politici italiani va al di là delle linee di partito, anche se la maggior parte delle critiche vengono dalla destra, dominata dal partito di governo Popolo delle Libertà (PdL).

Una portavoce del sindaco di Roma precedentemente neofascista, Gianni Alemanno, ha detto: “In realtà si tratta di infanticidio, legalizzato per la modesta somma di 14 euro alla scatola”. Un Ministro del governo Berlusconi, Stefania Prestigiacomo, ha però detto che approva l’uso del Mifepristone “sotto controllo in ospedale”.

Livia Turco, in precedenza Ministro della Salute nel governo di centro-sinistra quando le prove cliniche cominciarono due anni fa, ha detto che il farmaco era stato sottoposto ad un “rigoroso processo investigativo durante il quale gli aspetti medici e la compatibilità del Mifepristone con la legislazione italiana sono stati valutati scrupolosamente”. Paola Binetti, un membro dello stesso partito, ha però bruscamente criticato l’approvazione di quello che ha definito un “aborto fai da te”.

Il Mifepristone ha altri usi medici e può essere usato come contraccettivo d’emergenza se preso dopo il rapporto sessuale ma prima dell’ovulazione. Il suo principio attivo è stato scoperto da ricercatori francesi nel 1980. Il farmaco è commercializzato negli Stati Uniti come Mifeprex e nel resto del mondo come Mifegyne. Il farmaco non è legale in Irlanda e in Polonia.

[Articolo originale "Vatican protests as Italy approves use of abortion pill" di John Hooper]

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