L’Italia proibisce la prostituzione di strada

[Svenska Dagbladet]

Il governo italiano ha approvato una discussa legge che proibisce la prostituzione sulle strade. Sia le prostitute che i clienti possono finire in carcere e ricevere multe – una legge dura in prospettiva europea.

Il governo italiano di centro-destra del primo ministro Silvio Berlusconi ha approvato giovedì la proposta di legge che proibisce la prostituzione all’aperto in luoghi pubblici. Con ogni probabilità, la legge passerà anche in parlamento.

Le prostitute e i loro clienti dovranno sparire da strade e parchi, secondo la legge. In caso contrario rischiano fino a quindici giorni di carcere e multe fino 3000 euro, quasi 30000 corone svedesi. Le prostitute che sono controllate da sfruttatori non verranno punite.

- Punendo la prostituzione di strada diamo un duro colpo al mercato della prostituzione. Vogliamo rendere più difficile la prostituzione e combattere le organizzazioni criminali che ottengono profitti ripugnanti usando queste donne come schiave, dice il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna al quotidiano La Repubblica.

Ma la proibizione della prostituzione non riguarda l’attività svolta in case ed appartamenti. La prostituzione è permessa in Italia, mentre il mercato sessuale dei protettori è illegale. I critici pensano che la legge rischi perciò semplicemente di occultare la prostituzione, spostandola dalle strade all’interno delle case.

- Il problema non scompare, viene solo spostato. Per gli operatori sociali e la polizia diventerà ancora più difficile entrare in contatto con le prostitute ed aiutarle, dice Oliviero Forti dell’organizzazione umanitaria cattolica Caritas.

Anche Livia Turco, responsabile delle questioni sociali del partito di opposizione Partito Democratico, è critica e ritiene che con questa legge sarà più difficile per le donne uscire dalla prostituzione.
- Ancora una volta, i più deboli della società saranno sacrificate sull’altare della propaganda, dice alludendo agli sforzi fatti da Berlusconi per compiacere gli elettori.

Tra i critici c’è anche Carla Corso, fondatrice del comitato italiano per i diritti delle prostitute. Corso attacca il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna per il fatto di agire contro il lavoro del sesso ”dopo che lei stessa ha usato il suo corpo per arrivare dov’è oggi”. La trentaduenne Carfagna ha in precedenza lavorato come modella topless e posato per calendari.

Diverse organizzazioni cattoliche lodano però Carfagna per il suo coraggio nel combattere il mercato del sesso. Lei intanto assicura che ”non si tratta di una lucidata all’immagine delle città, ma della prostituzione come allarme sociale”, secondo il quotidiano Corriere della Sera.

La legge è parte della battaglia di Berlusconi contro la criminalità e l’immigrazione illegale, così come della promessa di mettere ordine in Italia. Il paese ha grossi problemi legati alla prostituzione, che è diventata più visibile nei luoghi pubblici, da quando 50 anni fa i bordelli sono stati formalmente proibiti. Nelle decadenti periferie di grandi città come Milano, Venezia e Roma le strade sono e strade sono infestate dalla prostituzione sia di sesso femminile che maschile (piene di prostitute e prostituti). Molti sono minorenni e sempre di più sono le vittime straniere del mercato del sesso.

Si ritiene che nel paese siano presenti tra 50000 e 70000 prostitute, di cui un terzo sono straniere, principalmente africane e dell’Europa dell’est. Il 70 per cento circa lavora sulle strade e si ritiene che circa il 20 per cento sia minorenne, secondo il comitato di assistenza sociale del parlamento.

Comunque Carfagna non ha intenzione di reintrodurre i bordelli né di permettere particolari quartieri a luci rosse o di legalizzare cooperative di prostitute come in Germania o in Olanda. La prostituzione di minorenni sarà però punita più duramente. I clienti possono essere condannati ad un massimo di quattro anni di carcere e a multe fino a 6000 euro. Gli sfruttatori possono ricevere fino a dodici anni di prigione e multe tra 15000 e 150000 euro. Le prostitute minorenni sprovviste di cittadinanza italiana verranno rimpatriate.

[Articolo originale "Italien förbjuder gatuprostitution" di Gunilla Von Hall]

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