[Die Welt]
Il governo vara dure leggi contro gli immigrati irregolari – una mossa pericolosa per l’economia
Milano – Alberto Comuzzi ha tutta l’aria di essere uno che rispetta la legge. Sulla sua scrivania ci sono diverse edizioni della Bibbia, al muro è appesa un’immagine aerografata di Gesù Cristo che porta la croce sul Golgota. Comuzzi, 59 anni, è redattore della rivista “Jesus” e un buon cristiano. Eppure per lo Stato è un criminale.
Una volta a settimana, infatti, a casa di Comuzzi viene un uomo dello Sri Lanka, che chiameremo Anshu. Anshu si occupa per quattro ore della suocera di Comuzzi e riceve 40 euro in contanti. Lavoro in nero, una prassi per migliaia di famiglie italiane.
Sono le persone come Comuzzi che rappresentano un problema per il governo italiano. Il governo di centro-destra di Silvio Berlusconi ha varato un pacchetto sicurezza che dovrebbe complicare la vita agli immigrati e ai loro datori di lavoro. L’immigrazione illegale diventa ufficialmente un reato. In questo modo il governo intende combattere un fenomeno che colpisce l’Italia più di altri paesi dell’Unione Europea.
Secondo le stime dell’istituto di studi sociali ISMU di Milano, sono 650.000 gli stranieri che vivono in Italia senza permesso di soggiorno. Lavorano presso famiglie, in ristoranti, nell’industria tessile, nelle imprese di pulizie e nel settore edile. I lavoratori irregolari sono però strettamente integrati nella rete economica italiana.
Soprattutto nell’ambito dei lavori domestici l’Italia dipende fortemente dalla forza lavoro straniera. In un paese in cui per lungo tempo era normale che ad occuparsi degli anziani fossero le donne della famiglia allargata, e in cui i servizi statali di assistenza a domicilio sono insufficienti, le famiglie moderne sono oggi costrette a dipendere dall’assistenza privata.
Gli italiani sono spesso restii ad accettare impieghi nell’ambito dell’assistenza o delle pulizie, e rappresentano solo un decimo dei lavoratori di questo settore. Secondo l’IRS, Istituto per la Ricerca Sociale, il 43% dei restanti 700.000 lavoratori stranieri nel settore delle pulizie casalinghe vive illegalmente in Italia. Molti provengono da paesi come l’Ucraina, l’Ecuador o il Perù.
Finora sono stati fatti diversi tentativi di inquadrare gli immigrati irregolari in un rapporto di lavoro regolamentato. L’ultima volta il governo di sinistra di Romano Prodi aveva innalzato la quota annuale di permessi. Alla fine però non è bastato. Anche Anshu ha fatto domanda per un permesso di soggiorno regolare due anni fa. Evidentemente senza successo. A un anno e mezzo dalla richiesta non ha ancora ottenuto nessuna risposta.
Il governo ammette di non poter cacciare tanto facilmente gli immigrati come Anshu, perché metterebbe in difficoltà molte famiglie italiane che dipendono dai lavoratori come lui. Così ha annunciato che in futuro regolarizzerà quegli stranieri che lavorano nel settore dell’assistenza o dei lavori domestici presso privati.
A settembre dovrebbero ottenere un permesso di lavoro a patto che possano dimostrare di essere impiegati presso una famiglia. La famiglia deve pagare un’imposta di 500 euro. Si stima che in questo modo tra i 300.000 e i 500.000 stranieri potrebbero conseguire un permesso di soggiorno regolare.
La nuova sanatoria dimostrerebbe quanto l’Italia sia ancora lontana da una solida politica sull’immigrazione, afferma Maurizio Ambrosini, esperto di migrazioni all’Università di Milano. Il governo ha affermato più volte di voler agire con maggiore decisione contro gli immigrati irregolari. E ogni volta ha dovuto ammettere che non serve a niente.
E’ difficile introdurre in Italia una rigida politica sugli stranieri. Dipende dal clima culturale, secondo Gian Carlo Blangiardo, professore di politiche migratorie all’Università di Milano Bicocca. Ogni tentativo di applicare coerentemente la politica sull’immigrazione è oggetto di discussione. In Italia le leggi sono già sufficientemente rigide, solo che raramente vengono applicate. In confronto ad altri paesi in Italia il numero di immigrati irregolari è più alto, ma è anche vero che il numero degli espulsi è inferiore. Nei primi dieci mesi del 2008 hanno dovuto lasciare l’Italia in 6.000 – in Francia gli espulsi sono stati 25.000 in tutto l’anno, in Germania circa 8.300.
L’Italia rappresenta un mercato del lavoro particolarmente invitante per gli irregolari. Molti arrivano in Germania con un visto turistico e da qui si spostano in Italia, spiega Laura Zanfrini, esperta di lavoro e migrazioni all’Università Cattolica di Milano. In Italia è più facile trovare un lavoro in nero, i controlli sono scarsi. In alcune regioni del Sud nel 2005 il lavoro nero in agricoltura e in edilizia era al 30%, secondo l’Istat.
Anche Anshu lavora poco lontano, in un’impresa di pulizie per edifici. Prende 1200 euro al mese, in nero, senza trattenute né tasse. Controlli? Finora nessuno.
Nessuno degli esperti crede che il problema si risolverà con la nuova legge che trasforma l’immigrazione irregolare in un reato. Nel peggiore dei casi gli irregolari rischiano una multa. Ma non per questo lasceranno il paese. “E’ solo un’intimidazione per gli immigrati” dice Ambrosini.
Allo stesso tempo i proprietari di case rischiano di vedersi confiscati gli appartamenti affittati ad irregolari. Questo potrebbe far salire gli affitti che gli immigrati devono pagare. La qualità delle abitazioni è tuttavia spesso disastrosa: a Milano la polizia ha recentemente scoperto una minuscola cantina a cui si accedeva tramite una botola. Sotto ci dormivano 28 persone.
Il paese si trova ora di fronte a un dilemma. Dal punto di vista umanitario è giusto regolarizzare gli immigrati, afferma Blangiardo. “Ma questo manderebbe un segnale sbagliato all’estero”. L’Italia dimostrerebbe ancora una volta che l’immigrazione irregolare alla fine viene premiata con un permesso di lavoro regolare. Negli ultimi 22 anni il paese ha regolarizzato gli immigrati clandestini in cinque occasioni. La speranza di nuove sanatorie ha attirato sempre nuovi immigrati. Così il numero degli stranieri che vivono illegalmente in Italia è raddoppiato in seguito all’innalzamento delle quote voluto del governo Prodi nel 2008.
Blangiardo vorrebbe che l’Italia, in generale, fosse più rigida sugli ingressi, perché anche gli immigrati che vorrebbero entrare legalmente in Italia sono tanti. “L’Italia è in grado di assorbire 200.000 immigrati all’anno, mentre 500.000 come l’anno scorso sono troppi”, spiega l’esperto di fenomeni migratori, che mette in guardia da gravi problematiche sociali: già ora la criminalità è in aumento e un terzo dei reati è opera di stranieri; questi ultimi costituiscono il 37% della popolazione carceraria, un livello mai raggiunto prima.
Secondo il parere della Zanfrini, studiosa di migrazioni, per combattere l’immigrazione clandestina il governo deve combattere innanzitutto il lavoro nero. Inoltre dovrebbe investire nei servizi di assistenza a domicilio. “L’Italia è uno dei paesi con la popolazione più anziana”, spiega. Finché l’Italia non risolverà la questione dell’assistenza sanitaria, la domanda di lavoratori stranieri a basso costo resterà alta.
Al momento, però, non sembra che l’Italia stia facendo qualcosa di concreto. “L’azione del governo si limita a pure retorica”, dice Ambrosini. I politici non vorrebbero danneggiare i loro elettori che assumono immigrati irregolari. Così il redattore di “Jesus”, Comuzzi, ha raggiunto con il governo Berlusconi quel che non gli era riuscito con il governo Prodi: può darsi da fare perché Anshu ottenga un permesso di lavoro regolare. I 500 euro per la pratica li paga volentieri – così non sarà più un criminale.
[Articolo originale "Die italienische Zwickmühle" di André Tauber]




















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Un’altra conquista.
Avanti cosi e l’impero sara sempre piu splendente.
Di’ la verità, hai le mani in pasta vero?
O è spazzatura o è un militare o è di forza nuova.
In ogni caso stiamo parlando della medesima cosa in tutti e tre i casi.
“il 43% dei restanti 700.000 lavoratori stranieri nel settore delle pulizie casalinghe vive illegalmente in Italia”
cosa intendi, porto?
che dobbiamo avere sempre piu’ clandestini, che cosi’ lavano di piu’ e l’impero diventa sempre piu’ splendente?
Ho un sogno che un giorno, svegliandomi, non trovo più “stranieri” in giro, ognuno a casa sua, polacchi in Polonia, marocchini in Marocco ma anche baresi a Bari e milanesi a Milano.
Tutti sarebbero contenti, soprattuto i leghisti, e poi? Chi lavora? Chi fa le pulizie, il macellaio, la badante, il cameriere? Chi popola alcune città o paesi? Chi versa i contributi per le pensioni? Chi compra/affitta case? E, soprattutto, dove?
Io sono della provincia di Torino, peraltro piemontese al 100% e chi lo è sa che è ormai specie rara e se c’è una cosa che adoro della mia città, sono i quartieri multietnici come porta palazzo e san salvario. Visitare per credere.
ma sulla base di cosa è legittimo chiedere 500 euro per il permesso di soggiorno? questa è una misura anticrisi? se la prendono con gli stranieri perchè non possono votare e dunque non possono esercitare il diritto di voto che spetterebbe ad ogni cittadino? mah
le crisi finanziarie nei paesi capitalisti di solito avvengono perche’ c’e’ uno squilibrio nella distribuzione della ricchezza verso chi vive di rendita.
aumentare le tasse agli stranieri, che costituiscono per lo piu’ la classe lavoratrice piu’ povera in un momento di crisi e’ esattamente il contrario di cio’ che si dovrebbe fare. guardate cosa fecero roosvelt e keynes per uscire dalla crisi del 1929 e forse capirete.
il governo ha bisogno di soldi e qundi si rifa’ su chi non puo’ votare. provvedimento spot.
che il governo non abbia soldi lo si e’ visto con il provvedimento della social card: perche’hanno distribuito una carta di debito, invece che dare qualche soldo in piu’ nelle pensioni? sarebbe stato piu’ facile da organizzare e sarebbe costato di meno. perche’ il governo italiano manca di liquidita’ e va a debito. se ha bisogno di liquidita’ tartassa chi non puo’ votare.