Skip to content

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

Le prigioni italiane sono nuovamente stracolme

Pubblicato Mercoledì 10 Settembre 2008 in Svizzera

[Neue Zürcher Zeitung]

Due anni dopo la liberazione anticipata di numerosi detenuti, le prigioni italiane sono di nuovo stracolme. Per questo, il ministro della giustizia Alfano propone l’introduzione di “braccialetti elettronici” per una parte dei detenuti, e l’estradizione di detenuti stranieri.

Le 205 prigioni italiane sono di nuovo stracolme. E questo malgrado il fatto che appena due anni fà, il parlamento aveva ratificato una legge molto dibattuta per un condono generale, in modo da poter scarcerare anticipatamente 27′000 degli allora oltre 60′000 detenuti. Nel frattempo il numero di detenuti è di nuovo cresciuto ad oltre 55′000, oltrepassando in modo consistente il limite di capacità regolare di 43′000 detenuti. Le autorità temono che il numero potrebbe salire a 67′000 già durante l’anno prossimo, superando il limite massimo previsto solo per casi d’emergenza di 63′000 detenuti. Per più di un terzo dei nuovi detenuti, si tratta di persone recidive, che erano state liberate in seguito alla legge appena descritta, che ha inoltre provocato un improvviso aumento nel numero di rapine di banche e di altri delitti. Questa amnistia parziale era stata decisa dal precedente governo Prodi, era però stata sostenuta anche dalla maggiorparte dei membri del centro-destra diretto da Berlusconi.

Un’ altra amnistia camuffata?

Per sgravare la situazione delle prigioni, in cui peraltro si temono rivolte dei prigionieri, Alfano ha proposto in questi giorni di munire i detenuti con meno di due anni di pena residua di un “braccialetto elettronico” per poi metterli agli arresti domiciliari. Questo renderebbe possibili di rilasciare in un tratto 4100 dei detenuti italiani dalle prigioni. Per i 3300 degli oltre 20′000 detenuti stranieri Alfano punta ad un rimpatrio ed intende stipulare degli accordi con i relativi paesi d’origine.

Non solo l’opposizione, ma anche una parte della maggioranza contestano le proposte di Alfano. Il leader dell’opposizione, Walter Veltroni, sospetta che il ministro della giustizia punti ad’una riduzione della pena camuffata, che riguarderà migliaia di detenuti. Alcuni esponenti della Lega Nord, partito che si era gia opposto all’amnistia parziale due anni fà, temono che i “braccialetti elettronici” non sarebbero abbastanza sicuri, ed aggiungono che bisognerebbe assicurarsi, che dei criminali stranieri non possano ritornare in Italia dopo la loro estradizione.

Tanti critici, tra cui il precedente ministro della giustizia Roberto Castelli della Lega Nord, sostengono, che l’introduzione dei “braccialetti elettronici” sarebbe inoltre troppo costosa e che invece bisognerebbe finalmente concentrarsi sulla costruzione di nuove carceri. Poiché, anche due anni dopo la contestata amnistia parziale, la costruzione di nuove carceri è stata ripetutamente promessa ma mai iniziata. I piani erano stati bloccati da problemi di budget, ostacoli burocratici e negligenze, ma anche da obiezzioni locali contro i relativi progetti.

[Articolo originale di Nikos Tzermias]

Gli ultimi commenti.

  1. Giovedì, 18 Settembre 2008 alle 1:39 pm, Steven World Now ha scritto :

    Ecco a cosa è servito l’indulto! Adesso tutto mi è più chiaro… -_- Piuttosto invece D costruire altre carceri ne recuperassero qualcuna tra quelle diroccate e abbandonate in giro per la nostra penisola! Ottimo articolo complimenti ;)

  2. Mercoledì, 17 Settembre 2008 alle 3:07 pm, Massimo ha scritto :

    Ho sentito bene??!?! Braccialetti?! Si ritorna a parlare ancora di braccialetti?!?! Ma non li avevano già introdotti una decina d’anni fa con pessimi risultati? Se per il momento l’unica soluzione proposta dal nostro Ministro della Giustizia Angelino Jolie è questa… Siamo a posto!!!

    Io ritengo di non avere i titoli per poter fare il Ministro (pur tuttavia non riesco a capire come abbia fatto la Carfagna…), ma da umile e costruttivo cittadino avrei qualche proposta per il Pidiellino-ministro sul problema sovraffollamento carceri:

    Personalmente intendo il carcere come un luogo dove chi ha commesso delle azioni da codice penale debba essere rinchiuso tanto tempo quanto il giudice lo reputi necessario. Stando in carcere il soggetto viene privato di molte libertà, cosa che non credo faccia piacere a nessuno; ora: seguendo questo mio personale ragionamento devo dire di essere assolutamente contrario ai braccialetti elettronici in quanto permettono ai criminali (se stanno in carcere, in linea di massima hanno commesso reati importanti) di poter vivere la propria vita con i confort di cui potevano disporre anche prima di entrare in carcere.
    Per questo motivo per me l’unica via d’uscita per il momento è la costruzione di nuove carceri.
    Se questo governo volesse veramente costruirle non ci sarebbe alcun problema per quanto riguarda le cosiddette ‘obiezzioni locali contro i relativi progetti’… pasti guardare con quale azione tirannica ha risolto il problema della discarica a Pianura!

    Sul fatto che i carcerati costano alla comunità sia in termini sociali che economici non v’è dubbio, tuttavia entrambi questi aspetti potrebbero essere migliorati, basti guardare, per fare un esempio, la splendida realtà del carcere di Parma (mi sembra fosse questo) dove buona parte dei detenuti lavora guadagnando qualcosa per il momento in cui avranno terminato la pena: questo si potrebbe estendere a tutte le carceri, in questo modo si annullerebbe il costo di mantenimento dei prigionieri (attraverso il lavoro essi pagano la loro ‘permanenza’ nel carcere, che per il momento è a carico degli onesti cittadini) e si andrebbe anche ad incidere, diminuendo, il numero delle recidive per molti tipi di reati (tra cui il furto).
    Per le persone che hanno subito una condanna maggiore ai 3 anni si potrebbe anche istituire una sorta di scuola professionale (con tanto di diploma) che insegni loro lavori che una volta usciti potrebbero mettere in pratica: si pensi ai cuochi, panettieri, operai specializzati, ecc…
    Se per vari motivi, quale penso per esempio la discriminazione (è noto che se un’azienda deve assumere, difficilmente gli ‘ex-galeotti’ hanno probabilità identiche alle persone con la fedina penale immacolata), l’ex-carcerato avesse difficoltà a trovare un posto di lavoro che valorizzi le proprie conoscienze lavorative, lo Stato potrebbe incentivare imprenditori ad erigere aziende che assumano come manodopera esclusivamente carcerati.
    Per fare un semplice esempio: se in carcere la persona si specializza come operaio nella costruzione di pannelli termici, fotovoltaici, o affini ed una volta terminata la pena questo viene assunto in questa azienda, si ha un duplice vantaggio:

    1) proporre alla persona una valida alternativa alla delinquenza
    2) costruire strumenti che in un futuro non molto lontano saranno obbligatori per le nuove abitazioni

  3. Martedì, 16 Settembre 2008 alle 9:17 pm, Wil Nonleggerlo ha scritto :

    Continua la gigante presa in giro mediatica dei provvedimenti berlusconiani: da un lato si invoca ordine, sicurezza, severità … ma dall’altro mancano gli uomini, i mezzi, i finanziamenti e gli strumenti.

    Basta farci prendere in giro, basta. La questione intercettazioni, immigrazione clandestina, prostituzione … tutti finti proclami che non sfociano poi in niente di concreto.

    Ottimo, questo articolo lo segnalo subito, grazie.

    Wil

  4. Martedì, 16 Settembre 2008 alle 5:00 pm, Marco ha scritto :

    Questa settimana ero in viaggio per la svizzera. Ho dormito in un albergo a 3 stelle con prima colazione e cena con 80 € al giorno! Ogni detenuto ci costa, nonostante i tagli, le strutture obsolete e fuori norma ed i tagli al personale e sottopagato, circa 250€ al giorno!!!
    Che coi convenga convenzionarci con qualche catena alberghiera?
    Una ‘guardatina’ alle voci spesa ce la darei comunque. Com’è che diceva Andreotti?

  5. Lunedì, 15 Settembre 2008 alle 5:57 pm, augusto ha scritto :

    Non capisco se è un problema di budget,di negligenza amministrativa,o ancora di obiezioni locali contro i relativi progetti.

    Siamo sempre alle solite,effettuare un rimpatrio quanto costa?
    E questo costo può essere divisibile con il paese natio e la comunità europea?

  6. Lunedì, 15 Settembre 2008 alle 5:14 pm, Sergio ha scritto :

    ‘ma anche da obiezioni locali contro i relativi progetti.’
    Come? Si vuole più sicurezza, ma non le carceri?
    E i detenuti dove li mettiamo? Al rogo?

Invia un commento

La tua email non sarà mai resa pubblica. * indica un campo richiesto.
*
*