Beppe Grillo combatte per la liberta’ di stampa italiana

[Neue Zürcher Zeitung]

Raccolta di firme per tre nuovi referendum

Venerdì Beppe Grillo ha lanciato la raccolta di firme per tre nuovi referendum che dovrebbero garantire la liberta’ di stampa in Italia. Con una manifestazione il comico si e’ scagliato non solo contro il potere mediatico di Berlusconi, ma anche contro le sovvenzioni pubbliche ai giornali.

Venerdì scorso l’Italia ha ufficialmente festeggiato la Liberazione dal periodo del fascismo. Il comico genovese Beppe Grillo invece ha festeggiato questo momento a modo suo, cioe’ con il «V2-Day», il secondo Vaffanculo-Day. L’intrattenitore barbuto però non ha avuto affatto voglia di scherzare. Sulla Piazza San Carlo di Torino ha dichiarato la lotta contro il «fascismo dell’informazione» e ha lanciato tre proposte di referendum. Le iniziative, per le quali sono state raccolte firme anche in altre 400 citta’ del paese, chiedono l’abrogazione dell’Ordine dei Giornalisti (che e’ stata imposta a suo tempi da Mussolini), l’abolizione delle sovvenzioni pubbliche ai giornali, così come l’abrogazione della legge Gasparri sulla televisione, che è entrata in vigore durante il secondo governo di Berlusconi (2001-2006).

Vittoria solo grazie al potere mediatico?

Tra i politici italiani solo l’ex-magistrato e presidente del partito “Italia dei Valori” ha festeggiato il V2-Day insieme a Beppe Grillo. I rapresentati del Partito Democratico (PD), con cui Di Pietro si e’ alleato nella campagna elettorale, non hanno neanche nominato il nome di Beppe Grillo. Tanti membri del Partito Democratico non riescono a perdonare a Grillo di aver uguagliato il loro candidato Veltroni a Berlusconi e di aver incitato a non andare a votare. Grillo e Di Pietro invece hanno rinfacciato a Veltroni di non aver attaccato abbastanza i conflitti d’interesse e il potere mediatico del Cavaliere.

Anche il giornalista Marco Travaglio ha dichiarato sul palco del V2-Day a Torino che l’Italia soccombe ormai da troppo tempo ad un “regime” di Berlusconi. Travaglio e’ inoltre convinto che é il potere mediatico di Berlusconi responsabile per la sua vittoria. Secondo lui durante la campagna elettorale Berlusconi ha controllato due terzi della televisione statale e il 100% della televisione privata. Una quota che potrebbe continuare a crescere adesso che Berlusconi e’ nuovamente al potere. Inoltre Travaglio ha precisato che Berlusconi ha avuto il suo successo economico solo grazie alla Mafia.

La dichiarazione di Travaglio per cui Berlusconi abbia vinto le elezioni solo grazie ai media non viene condivisa né dai membri del Partito Democratico, né dai Comunisti e né dai Verdi. Loro invece credono che la sconfitta sia legata al fatto che la Sinistra non si sia occupata dei bisogni e delle preoccupazioni dei cittadini. Per lo stesso motivo, secondo la loro opinione, tanti lavoratori questa volta hanno votato per la Lega Nord, il partito populista di destra. A questo proposito si dovrebbe anche ricordare che durante la campagna elettorale esistono leggi restrittive che garantiscono una parita’ di apparizione dei canditati in televisione. Queste leggi sono state varate dal centro-sinistra, che ha governato 9 degli ultimi 15 anni.

Murdoch in Italia piuttosto di sinistra

La constatazione di Travaglio che durante il governo Prodi due canali su tre della televisione statale RAI sarebbero stati controllati da Berlusconi rappresenta una distorsione dei fatti. E poi é anche imprecisa la raffigurazione di Travaglio secondo la quale Berlusconi, grazie a Mediaset con i suoi tre canali, possegga tutta la televisione privata. Esistono anche i due canali della Telecom Italia (La7 e MTV) e la televisione via satellite della compagnia Sky Italia, che oramai fa le stesse cifre di affari come Mediaset. Anche se Sky Italia appartiene ad un imprenditore conservatore di nome Rupert Murdoch che ha dato molto spazio alla sinistra in Italia. Proprio Travaglio e’ una delle figure piu’ presenti nella trasmissione serale «contro corrente».

L’orientazione di Sky non sorprende, dato che Murdoch e Berlusconi sono concorrenti accaniti. L’australiano Murdoch ha per esempio querelato Berlusconi per concorrenza sleale davanti all’UE. Questo fatto fa ricordare, quanto accuratamente si dovrà osservare ogni movimento di Berlusconi d’ora in poi. Mediaset e la televisione statale RAI, dove i posti vengono distribuiti secondo la forza dei vari partiti, continuano a dividere tra loro il 90% del fatturato di pubblicita’ televisiva. In piu’ il cavaliere non ha esitato durante il suo secondo governo a far sparire dagli schermi giornalisti scomodi a lui. Lo stesso Berlusconi si e’ anche dichiarato varie volte a favore dell’abrogazione della legge che garantisce la parità di apparizione dei candidati in televisione durante una campagna elettorale

[Articolo originale di Nikos Tzermias]

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11 commenti per Beppe Grillo combatte per la liberta’ di stampa italiana

  • Rodolfo

    E’ ora di finirla!!!!! ma quale potere mediatico!! la realtà è che il nostro Premier ha realmente le” mani che odorano di santità” e ci sono anche le prove: ancora prima dell’insediamento del governo l’Alitalia sta in via di risanamento, gli italiani sono più ricchi anche perchè non ci sono più rincari, e a Napoli è sparita l’immondizia. E’ sicuramente così, i giornali e le televisioni non ne parlano più!!!

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