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L’influenza discreta della Chiesa italiana

Pubblicato Martedì 2 Settembre 2008 in Francia

[Le Monde]

Quei due hanno gli occhi che brillano. Presenti da quattro giorni, Gianpietro e Caterina, una coppia di Treviso, percorrono i corridoi della 29° edizione del “Meeting per l’amicizia tra i popoli” e credono di assistere ad un miracolo. “E voi, avete visto questa folla?”, chiedono, ansiosi.” E questa gioventù! E gli sguardi! “

Un miracolo a Rimini, intramontabile stazione balneare dell’Adriatico, il cui nome evoca piuttosto il dolce far niente e la crema solare che un mistero della fede? Chiuso sabato 30 agosto da un intervento di José Manuel Barroso, il Presidente della Commissione Europa, il meeting di Rimini, uno dei più grandi ritrovi di cattolici che si possano vedere, ha battuto ancora una volta tutti i record.

In una settimana, quasi un milione di visitatori ha partecipato a dibattiti, colloqui, esposizioni, concerti. Circa 3.000 volenterosi hanno pagato vitto ed alloggio per condurre i fedeli in questo labirinto di sale d’esposizione, dove, nel passato, sono stati visti Giovanni Paolo II, Madre Teresa, il Dalai-Lama, il Cardinale Ratzinger prima che divenisse Papa, Lech Walesa, Eugene Ionesco, Andreï Tarkovski e molti altri.
Ancora quest’anno, i politici italiani di tutti gli schieramenti hanno sfilato a dozzine. Rimini, bisogna esserci. Ogni giorno, una rassegna stampa è stata preparata dalle centinaia di giornalisti presenti: 100 pagine, solo di articoli di stampa cartacea. Di colpo, le grandi imprese non si sono fatte pregare per saldare la fattura da 10 milioni di euro necessari all’organizzazione di questo evento.

Ma il meeting di Rimini è anche la parte più visibile di un iceberg chiamato ‘Comunione e Liberazione’, un movimento ecclesiastico fondato da Don Luigi Giussani (1922-2005). Vicina alle gerarchie ed ai valori della Chiesa italiana, Comunione e Liberazione ha un obiettivo: educare all’apprendimento della fede cristiana. E una strategia: infiltrare i luoghi del potere, ossia l’impresa, per mezzo della Compagnia delle Opere, così come la sfera politica, specialmente il centro ed il Partito delle Libertà (PdL) di Silvio Berlusconi.

“Abbiamo dei membri che fanno politica, ma non abbiamo la vocazione a farla” spiega Don Stefano Alberto, un membro della prima ora di Comunione e Liberazione. “E ancora, non ci sono che quattro o cinque deputati dei quali io sono certo che sono dei nostri.” “Una dozzina, non di più”, spiega a sua volta Mario Mauro, vice presidente del Parlamento Europeo.

Ministri? “Si, sicuramente,” aggiunge un deputato, che cita Angelino Alfano, il guardasigilli, autore della legge sull’immunità per Silvio Berlusconi, e Mariastella Gelmini, il ministro dell’istruzione. Senza parlare di Roberto Formigoni, il potente presidente della regione Lombardia.

Pochi nomi, ma visibili ed influenti, queste personalità politiche portano il messaggio ufficiale della Chiesa. Ogni settimana, il deputato Maurizio Lupi (PdL), organizza un incontro, all’interno dello stesso Montecitorio, l’Assemblea nazionale italiana, dei colleghi membri di Comunione e Liberazione e dei simpatizzanti. Una riunione bi-partisan dove si elaborano le sintesi, le strategie per le lotte, principalmente quelle che riguardano la scuola libera, che la Chiesa vorrebbe imporre al più presto nel calendario del governo.

“VALORI NON NEGOZIABILI”

Comunione e Liberazione, braccio politico della Chiesa? L’ipotesi fa ridere di gusto Mario Mauro: “Non ha bisogno di noi. Dalla scomparsa della Democrazia Cristiana a seguito dell’operazione Mani Pulite” l’elettorato cattolico si è suddiviso su tutto il ventaglio. La Chiesa e’ presente in tutti i partiti” Comunione e Liberazione, una ” libera massoneria cattolica”? Un deputato del Partito Democratico (Centro-sinistra) ” Si, sarebbe piuttosto qualcosa del genere.”

“Perchè tutto il mondo dovrebbe fare politica, e noi no?” domandano i membri di Comunione e Liberazione. Una rivendicazione appoggiata dal Cardinale Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana durante il suo intervento all’apertura del meeting di Rimini, il 24 agosto. “Loro vogliono una Chiesa che resti chiusa dentro la Chiesa. E’ un nostro diritto partecipare alla vita politica”. Loro? Tutti coloro che in Italia, essenzialmente la sinistra radicale, vorrebbero che la Chiesa non oltrepassasse il perimetro delle sue parrocchie.

Il tema scelto per questa 29ma edizione del meeting di Rimini: “O protagonisti o nessuno” poteva anche leggersi come la rivendicazione della Chiesa italiana a partecipare al dibattito politico. Ma facendo forza sui suoi “valori non negoziabili” (interruzione volontaria della gravidanza, fecondazione artificiale, cellule staminali, eutanasia), la ricerca del consenso è difficile. “E’ un po’ delicato discutere con loro” dice con un eufemismo Sandro Gozi, deputato del Partito Democratico, presente anche lui a Rimini.

Ma di tutto questo, Gianpietro e Caterina, non hanno visto nulla. “Dite soprattutto che è straordinario,” supplicano prima di scomparire.

[Articolo originale di Philippe Ridet]

Gli ultimi commenti.

  1. Venerdì, 12 Settembre 2008 alle 10:02 am, stecca66 ha scritto :

    Effettivamente dopo l’esperienza del cilicio,quando te lo infilano questi diventa una passeggiata.

  2. Venerdì, 12 Settembre 2008 alle 4:06 am, diciamola ha scritto :

    «E’ un po’ delicato discutere con loro»

    Eh sì, discutere con le maggioranze silenziose, quelle che poi contano alle urne, è proprio una cosa delicata, soprattutto per chi proviene dalla rumorosa e inconcludente storia della sinistra italiana, fatta di baccano, scelte sbagliate e conformismo.

    Quanto apprezzo, io, noncognitivista riguardo alla questione teologica, i cattolici italiani, quando li devo paragonare con le folle urlanti della sinistra.

    A sinistra sono convinti che urlando convincono qualcuno … peccato che non ci riescano mai.

    Questi altri qui, fastidiosi cattolici infarciti di idee letteralmente senza senso - Dio, la Madonna, Babbo Natale, Gesù Bambino, la Befana - silenziosamente, senza farsi vedere o sentire, si infilano dappertutto. Mamma mia che gioia! È una di quelle cose che ti fa esultare: «esiste una giustizia a questo mondo».

  3. Giovedì, 11 Settembre 2008 alle 5:43 pm, stecca66 ha scritto :

    ‘…Abbiamo dei membri in politica, ma non abbiamo vocazione a farla…’

    Giusto; od in alte sfere,altrimenti un se ne fà nulla…

    Ma allora se c’è una giustizia divina Angelino Alfano dovrebbe andare all’inferno,lui e il suo lodo.
    Ah già non corre pericolo alcuno, il suo principale odora di santità.

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