Le “scuse” dell’Italia alla Libia, sua ex-colonia

[Le Monde]

Durante una visita lampo effettuata a Bengasi sabato 30 agosto, Silvio Berlusconi ha messo fine a quarant’anni di difficili relazioni con la Libia, ex-colonia italiana dal 1911 al 1943. “E’ mio dovere, in quanto capo del governo, di esprimervi, a nome del popolo italiano, il nostro rammarico e le nostre scuse per le ferite profonde che vi abbiamo causato” ha detto il Presidente del Consiglio. “Si tratta di un momento storico durante il quale degli uomini coraggiosi attestano la sconfitta del colonialismo” ha dichiarato da parte sua Muammar Gheddafi, alzando la mano in segno di vittoria.

Gli storici stimano a 20 000 il numero di libici uccisi dagli italiani per avere fatto resistenza e a 100 000 quello dei deportati, soprattutto nel deserto della Sirte dove perirono in 40 000 a causa delle epidemie e delle esecuzioni. Le scuse dell’Italia si accompagnano a un accordo di amicizia e cooperazione (preparato dai governi precedenti, fra cui quello di Romano Prodi) in virtù del quale l’antica potenza coloniale si impegna a versare alla Libia 5 miliardi di dollari (3,4 miliardi di euro) per i prossimi 25 anni a titolo di risarcimento. Questi investimenti ricadranno su progetti di infrastrutture, in particolare la costruzione di un’autostrada costiera dalla frontiera tunisina a quella egiziana, e di un “grandissimo numero” di abitazioni.

L’accordo tra il Presidente del Consiglio italiano e la guida della rivoluzione libica è stato firmato nel luogo simbolo della colonizzazione, cioè il giardino di un antico palazzo del governatore italiano di Bengasi. Berlusconi aveva in precedenza salutato il figlio dell’eroe della resistenza libica contro l’occupazione italiana, Omar Mokhtar, fucilato su ordine di Mussolini. Inoltre l’Italia ha riportato a Bengasi la Venere di Cirene. Questa splendida statua senza testa del II secolo d.C., scoperta nel 1913 da alcuni archeologi italiani in Libia e successivamente esposta a Roma, ha fatto il viaggio nell’aereo del Presidente del Consiglio. In Algeria diversi giornali hanno evidenziato, domenica, che le “scuse” italiane contrastano nettamente con la posizione francese relativa alla sua ex-colonia. Nicolas Sarkozy “non vuole sentir parlare” di pentimento, ha ricordato il quotidiano L’Expression.

COOPERAZIONE ANTI-IMMIGRAZIONE

Al di là dei simboli e della rinconciliazione, Berlusconi è venuto a cercare in Libia una cooperazione efficace contro l’immigrazione clandestina. Tripoli, che finora si era rifiutata, ha accettato delle pattuglie congiunte nel Mediterraneo, come la sorveglianza via satellite della frontiera sud, dalla quale entrano numerosi migranti africani. Berlusconi spera anche che la Libia fornirà “più” gas e petrolio. “E’ di migliore qualità” ha dichiarato senza far mistero dello sfondo commerciale nell’accordo di amicizia.

Dopo il 7 ottobre 1970 e il “giorno della vendetta” quando gli ultimi italiani furono cacciati dalla Libia, i governi italiani hanno cercato di appianare il contenzioso con l’ex-colonia. Con risultati contrastanti. A febbraio 2006, Roberto Calderoli, ministro della Lega Nord, provocò una sommossa anti-italiana a Bengasi sfoggiando una T-shirt illustrata con una caricatura di Maometto. Furono uccisi undici manifestanti.

[Articolo originale di Philippe Ridet]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

2 commenti per Le “scuse” dell’Italia alla Libia, sua ex-colonia

  • anteo

    spero che se ne occupi amnesty international: i due contraenti non brillano per rispetto dei diritti umani.
    Più che un rimborso dei danni sembra un congruo finanziamento a Gheddafi.

  • Interscambio 2007 Italia-Libia:1638 Milioni di euro(fonte ICE/MAE)
    Libia Settembre 2008:Gara di privatizzazione industrie gas,carta,plastica,casearia,fruttain scatola elettrodomestici(Fonte ICE)
    Nel 1970, 20.000 italiani sono stati espulsi e privati dei loro beni in violazione dell’accordo internazionale del 1957(L. 843/1957), risoluzione ONU 388/1950, art 35 Costituzione Italiana. L’italia ha promesso di risarcire, ha erogato irrisori indennizzi falcidiati dalla svalutazione in cambio della cessione dei diritti sulle proprietà in attesa di accordi internazionali.
    Sono passati 38 anni…..i 20.000 aiutano lo Stato a risolvere il problema scomparendo in modo naturale.
    http://www.tripolini.it Massimo Russo

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>