[The Telegraph]
Due dei più importanti politici italiani hanno acceso il dibattito sul passato torbido del paese e sul suo incerto futuro dopo aver espresso solidarietà per l’era fascista di Benito Mussolini.
Il combattivo sindaco di destra di Roma ha rifiutato di condannare i mali del fascismo, mentre il Ministro della difesa del paese ha reso omaggio alle truppe fasciste che hanno combattuto con i nazisti mentre resistevano allo sbarco degli anglo-americani della seconda guerra mondiale.
Il Ministro, Ignazio La Russa, stava parlando ad un evento che segnava il sessantacinquesimo anniversario della resistenza di Roma all’occupazione nazista nel 1943 e il ruolo giocato dai partigiani anti-fascisti. Ma ha anche rievocato la divisione di paracadusti “Nembo” appartenente alla fascista “Repubblica di Salò” di Mussolini, che ha combattuto a fianco dei tedeschi contro gli alleati.
“Tradirei la mia coscienza se non ricordassi gli altri uomini in uniforme, come quelli della Nembo dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana, i quali, dal loro punto di vista, combatterono credendo di difendendere il loro paese” ha detto il Ministro.
Centinaia di soldati e civili italiani morirono nel settembre 1943, subito dopo la firma di un armistizio fra gli alleati e l’Italia, nel tentativo di fermare l’occupazione di Roma da parte dei tedeschi.
Le osservazioni scottanti condannate dai policiti di sinistra, hanno nfiammato la discussione a proposito dei commenti del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il quale ha affermato che, nonostante le leggi razziali approvate da Mussolini nel 1938 fossero sbagliate, sarebbe troppo semplicistico condannare il fascismo nella sua interezza come un “male assoluto”.
“Non lo credo e non l’ho mai creduto: il fascimo fu un fenomeno più complesso” ha detto Alemanno, 50 anni, una volta leader leader della sezione giovanile di un partito neofascista, al quotidiano Corriere della Sera durante un viaggio in Israele che includeva una fermata al monumento Yad Vashem Holocaust a Gerusalemme. “Molte persone si sono iscritte al partito in buona fede e non mi sento di affibiargli quella definizione”.
Deputati dell’opposizione e leader della comunità ebraica hanno accusato il sindaco di cercare di riscrivere uno dei capitoli più oscuri della storia italiana.
Walter Veltroni, leader dell’opposizione e predecessore di Alemanno come sindaco di Roma, ha detto che in segno di protesta darà le dimissioni da capo della commissione incaricata di costruire un museo a Roma dedicato alle vittime dell’Olocausto. Ha detto che non può più lavorare per la commissione perchè anche Alemanno ne è membro. “Prima delle leggi razziali, il fascismo cancellò la libertà dei cittadini che non ne condividevano i punti di vista. C’era solo un partito in parlamento e i sandacati erano stati cancellati” ha detto Veltroni.
Il presidente delle Comunità Ebraiche italiane, Renzo Gattegna, ha detto che è difficile separare la malvagità delle leggi antisemite di Mussolini da quella del regime fascista stesso.
Un sopravvissuto italiano di Auschwitz, Piero Terracina, ha aggiunto: “Senza fascismo non ci sarebbero state alcune leggi razziali. Fu una malattia contagiosa.” Quando ad aprile Alemanno vinse le elezioni del comune di Roma divenne il primo sindaco di destra della capitale dalla seconda guerra mondiale.
La sua elezione, unita a quella del magnate dei media Silvio Berlusconi alla presidenza del Consiglio nello stesso mese, ha acceso un dibattito riguardante la deriva dell’Italia verso destra, in un clima di xenofobia, sfiducia negli immigranti e panico per il crimine.
Un importante giornale cattolico il mese scorso ha suggerito che il “bel paese” starebbe vivendo una rinascita del fascismo.
Dalla salita al potere cinque mesi fa, Alemanno ha promesso di avere la mano pesante sul crimine, di espellere 20 mila immigranti illegali e di radere al suolo 85 baraccopoli abitate da zingari rumeni attorno alla capitale. Una volta leader giovanile del neo-fascista Movimento Sociale Italiano, è oggi membro di Alleanza Nazionale, un alleato chiave nel governo di Berlusconi. Fu arrestato in gioventù per aver scagliato una bottiglia molotov contro l’ambasciata sovietica a Roma e più tardi fu assolto. Sfida le controversie indossando una croce celtica attorno al collo, in Italia un simbolo dell’estrema destra.
I suoi sostenitori insistono che è evoluto da giovane fascista agitatore a maturo conservatore di centro-destra e Alemanno ha detto all’inizio di quest’anno di essere stanco delle “continue ricerche del suo lato oscuro”. Ma la sua elezione ad aprile è stata accolta da folle di sostenitori, frai i quali skinhead che intonavano “Duce! Duce!” e sollevavano le braccia nel saluto fascista – immagini che hanno sconvolto molte persone in Italia e all’estero.




















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« … concepii profonda ammirazione per il grand’uomo a sud delle Alpi che, pieno di fervido amore per il suo popolo, non venne a patti col nemico interno dell’Italia ma volle annientarlo con ogni mezzo. Ciò che farà annoverare Mussolini fra i grandi di questa Terra è la decisione di non spartirsi l’Italia col marxismo ma di salvare dal marxismo, distruggendolo, la sua patria. A petto di lui, quanto appaiono meschini i nostri statisti tedeschi! E da quale nausea si è colti al vedere queste nullità osar criticare chi è mille volte più grande di loro! »
(Adolf Hitler, Mein Kampf, cap.XV. trad.: Andrea Irace)
Del resto alcuni:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Silvio-riscrive-la-storia/2038993//0
credono che Hitler fosse solo un leader controverso, mica poi tanto negativo, saran stati i comunisti mangia bambini a dipingerlo cosi’…
Stalin stesso imparo’ molte cose dai metodi del nemico\amico Hitler, in particolare per lui fu illuminante il ministro della propaganda Goebbles. Herr Doctor e`uno ’statista’ sempre attuale:
“…Bisogna forgiare e limare le persone fino a quando saranno diventate schiave, questo è uno dei compiti principali della radio tedesca.”
Discorso di Goebbels, ministro della propaganda della Germania nazista, agli intendenti delle società radiofoniche nella primavera del 1933