Berlusconi, “la retorica dell’uomo della Provvidenza”

[L'express]

Berlusconi-Mussolini? La filosofa Michela Marzano(*) vede delle analogie.

Silvio Berlusconi è l’incarnazione moderna del fascismo?

Sì e no. Il fascismo in quanto tale non può essere applicato alla realtà attuale. Detto questo, si rilevano alcuni tratti inquietanti, rafforzati in questi ultimi anni, in Berlusconi e nel suo governo. Come Mussolini, utilizza la retorica dell’uomo della Provvidenza.

Campione autoproclamato dell’antipolitica e dell’antipartito, si presenta negli anni ‘90 come l’uomo nuovo, questa volta animato da una logica manageriale. Altra analogia, la logica dell’amalgama. Mussolini aveva costruito un consenso attingendo ai valori tradizionali e costruendo un discorso teso verso l’avvenire (il futurismo, la rigenerazione della razza…).

Berlusconi si rivolge ai cattolici (blocca la ricerca sulla bioetica) pur avendo una vita scandalosa. Fa un discorso neoliberale pur giocando la carta nazionalista. E poi c’è questo ritorno della donna decorativa. Nella televisione come nella vita: “Sii bella e stai zitta”. Non c’è altro destino per la donna se non quello di essere la compagna dell’uomo.

Infine, come nell’epoca fascista, si vede quest’esaltazione del corpo sportivo, curato, venerato come un’icona. Risultato, si passa da una politica dell’argomentazione ad una politica dell’emozione, fondata sulla demonizzazione dell’avversario, tanto del nemico esterno (gli immigrati clandestini, contro i quali sono state legalizzate le ronde) quanto di quello interno (i giudici, la sinistra radicale).

L’Italia non è tuttavia alla vigilia di uno sprofondamento nel totalitarismo…

Tutti questi discorsi penetrano nella società. Malgrado le sue menzogne, il popolo gli dà ancora credito. Controllo dei media e dell’editoria, declino dell’informazione, silenzio degli intellettuali – che temono di essere privati della parola pubblica: i contropoteri non funzionano più.

Perché quest’attrazione ricorrente degli italiani per l’uomo della Provvidenza?

L’Italia è una nazione ancora giovane, dall’unità fragile. Siccome questo paese non ha mai conosciuto una vera democrazia liberale, nutre diffidenza nei confronti della classe politica. E’ un sentimento di abbandono che fa sì che il popolo sia pronto ad ascoltare qualsiasi discorso che sia indirizzato direttamente a lui.

(*) Ricercatrice al Centro di Ricerca Senso, etica e società (Cerses) all’Università Paris-Descartes. Ha recentemente pubblicato “Il Fascismo, un ingombrante ritorno?” (Larousse, 184 p., 17 euro).

[Articolo originale "Berlusconi, "la rhétorique de l'homme providentiel"" di Jean-Michel Demetz]

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2 commenti per Berlusconi, “la retorica dell’uomo della Provvidenza”

  • Valerio

    Alla domanda “L’Italia non è tuttavia alla vigilia di uno sprofondamento nel totalitarismo…” la risposta fa pensare a “Purtroppo lo è!”, però penso che mr. b non ha bisogno di cambiare la forma istituzionale dello Stato quando lo controlla, lo limita, lo imbavaglia e lo compra sempre meglio! Con il consenso che ha, grazie al fatto che la destra vuole andare al potere e lui raggiunge l’obiettivo anche per Fini(che sembra avere idee diverse da lui su alcuni aspetti), non ha bisogno di un colpo di stato: infatti lo ha già portato a compimento in vent’anni di politica e altri 15 da imprenditore corruttore pure prima grazie alle sue aziende, ai giornali e soprattutto alle tv!!! Ce n’eravamo accorti anche noi delle somiglianze con Mussolini, ma almeno quello prima era socialista e qualche bonifica delle paludi l’ha fatta! Invece Silvio La Trottola Berlusconi si fa soltanto i fatti suoi e degli amichetti suoi corrompendo tutta la società e la cultura italiane!

  • valerio

    @omonimo
    calma con i complimenti. mussolini non ha fatto nessuna bonifica. la bonifca la hanno fatta i miei nonni e i miei zii e i loro cugini (e piu’ di uno e’ morto saltando sulle bombe della prima guerra).
    mussolini non penso sapesse nemmeno il significato di badile.

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