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Autore di articoli quasi profetici, nei quali descrive il governo di Berlusconi come un sultanato moderno, il prestigioso intellettuale Giovanni Sartori definisce il premier italiano come un leader che “fa quel che vuole, ottiene ciò di cui ha bisogno e non fa distinzione tra pubblico e privato”.
Giovanni Sartori (Firenze, 1924) è uno dei pochi intellettuali italiani a pronunciarsi sulla valanga di rivelazioni che girano attorno al primo ministro Silvio Berlusconi a proposito delle feste a base di sesso e droga. Due mesi fa Sartori ha pubblicato un libro dal titolo profetico, Il Sultanato, che raccoglie gli articoli scritti per il quotidiano Il Corriere della Sera. Scetticamente, Sartori scarta l’ipotesi che gli scandali possano avere ripercussioni politiche per il sultano. “Se si dimette, lo processano, perciò il suo governo non può cadere. Il partito ha bisogno di lui, la Chiesa anche. Invece gli italiani non sanno neanche che cosa sta accadendo perché guardano soltanto la televisione”, afferma.
Domanda: L’idea alla base del libro è che l’Italia di Berlusconi non è né una dittatura, né una democrazia, bensì un sultanato.
Risposta: Ho deciso il titolo prima che uscissero le notizie sulle feste e le veline e l’ho scelto bene, anche se alcuni sultani erano più violenti di Berlusconi. Disponevano di brigate di nani saltimbanchi che assassinavano i nemici. In ogni caso, è un regime di corte, un harem.
D. E in cosa assomiglia ad una dittatura?
R. Berlusconi non è un dittatore come quelli del XX secolo perché non ha cambiato la Costituzione, anche se ha tentato di svuotarne il contenuto dal di dentro con lo scopo di indebolire il Parlamento. Tuttavia gli italiani che lo votano affermano: “Siamo contentissimi del nostro dittatore”. Lo definisce l’idea della corte: fa quel che vuole, ottiene ciò di cui ha bisogno, non fa distinzione tra pubblico e privato, il piacere del potere lo gratifica. Si colloca a mezza via tra un dittatore e qualcuno che non lo è. È il padrone all’antica, il proprietario della fattoria.
D. Gli usi dell’harem l’hanno sorpresa?
R. No, il sultano fa ciò che gli pare e piace. Sapevamo che le donne gli sono sempre piaciute. Fa parte del personaggio: il lusso, le grandi feste, le minorenni. Ancora non ci sono le prove, però è assolutamente verosimile, coincide con il profillo del personaggio.
D. Veronica Lario ha parlato di “vergini offerte al drago”
R. È sua moglie, perciò è logico pensare che sia al corrente di tutto. Ha sempre taciuto. Egli ha diversi meccanismi di pressione, e sono molto forti. Il primo di questi sono i figli. Se Veronica parla di nuovo, lui li può diseredare.
D. Crede che questa sarà la fine di Berlusconi?
R. Ora sarà più cauto e starà più attento. Continua ad avere l’appoggio del popolo e a vincere le elezioni. Dice: “Io sono così, e agli italiani piaccio, non ho intenzione di cambiare.” Per tutelarsi approverà la legge che limita le intercettazioni telefoniche, un fatto gravissimo perché danneggia l’attività della polizia contro la mafia, però a lui questi danni collaterali non sono mai importati.
D. Però la sensazione è che il marcio abbia solo iniziato a venir fuori.
R. Salteranno fuori foto e prove di tutti i tipi; però lui dirà che sono fotomontaggi e calunnie.
D. Il suo partito non gli crederà.
R. Il Popolo della Libertà è una massa clientelista più fedele della Democrazia Cristiana (DC). Tutti vivono sulle sue spalle: “papi” dà loro la pappa. Non si dissolverà tanto facilmente come la DC, perché ha più privilegi e più potere a livello locale. Le Regioni sono uno scandalo assoluto. È una rete feroce e vorace che conquista ogni volta più potere, un para-Stato che ha tutto l’interesse di continuare ad essere unito. Tutti salgono sul carro del vincitore e lui li lascia fare. L’unica cosa che gli interessa è mantenere intatto il suo patrimonio, il resto è una grande mangia mangia.
D. E Gianfranco Fini?
R. Fini è in pensione. Con la fusione dei due partiti, Berlusconi ha premiato i colonnelli nominandoli ministri. Quindi Fini non ha potere nemmeno sui suoi vecchi compagni di partito. Parla liberamente e come un anglosassone, però la sua carriera politica è costellata di errori e stupidaggini. Se un giorno arriverà a governare mi fiderò più del mio gatto che di lui.
D. Però intanto l’immagine internazionale del paese peggiora sempre di più.
R. Nel ’94 gli saltarono addosso, nessuno credeva che sarebbe durato, e si abituarono a lui. Non credo ci fosse una minor pressione internazionale. Lui dice che è tutto un complotto dei nostri comunisti, di Murdoch e de El Pais, e con questa favola va avanti. È molto furbo ed astuto. Fa visita ad Obama e si mette al primo posto nella lista degli amici. Manda più soldati in Afganistan, accoglie tre detenuti di Guantanamo e Obama non lo può trattare male.
D. Non è nemmeno possibile che si dimetta: perderebbe l’immunità.
R. Se si dimette, lo processano. Prima di dimettersi dovrebbe garantirsi l’immunità come Pinochet. Guardi il suo sorriso: è genuino, autentico. Non mente. Questo è ciò che traspare: “Io gliela dò a bere. Degli scandali il paese non sa assolutamente niente. La televisione non informa sui fatti, e l’80% degli italiani si mantiene informato attraverso la tv”. Controlla sei canali su sette, ed il settimo ha paura. E’ impossibile che le cose cambino, non c’è speranza.
D. La Chiesa non può far cadere il suo governo?
R. La Chiesa sta molto attenta, però lui la lascia comandare sempre di più. Non ci sono relazioni Chiesa-Stato, è un rapporto tra due poteri. È corrotta come gli altri. Per questo tace e lascia fare. È esattamente questo la Chiesa.
[Articolo originale "Vicios, tretas y mentiras de un sultán italiano" di MIGUEL MORA]

















Bravo Valerio. Aggiungerei che spesso da parte della sinistra si scade nel facile populismo parlando con veemenza di fascismo e dittatura mediatica berlusconiana. Ora, la situazione è più complessa. Il potere televisivo di Berlusconi non è pura propaganda di regime che consente a Berlusconi di vincere sempre. Qualche volta, infatti, vince anche il centrosinistra. Il ruolo del suo controllo sui media è molto più subdolo, meno palese (salvo in casi eclatanti come il TG4). La vocazione della stampa e delle televisioni non sarebbe infatti soltanto quella di informare, bensì anche quella di educare. Educare ad una scelta, critica e consapevole.
E’ questo che manca in Italia. Berlusconi attraverso i suoi canali (stampa ma soprattutto tv) riesce a minimizzare, bagatellizzare, distogliere l’attenzione della gente comune da temi rilevanti per tutto il paese. Si diffonde un sentimento comune del “chissenefrega, parliamo d’altro, c’è di peggio, è comunque sempre stato così” – si diseducano gli italiani estirpando in loro la volontà di approfondire questioni ed informarsi, confrontarsi. Mi riferisco non tanto al gossip, quanto ai temi di corruzione, connivenza con ambienti del crimine… E’ questo il vero scandalo: non tanto Fede che osanna Berlusconi, quanto il TG1 che non lo critica (uso il verbo non come sinonimo di “disapprovare”, ma di “sottoporre ad esame critico”).
@ Massimo. Condivido largamente la tua analisi storica sui perché della politica negli ultimi 15 anni, e ti confesso che un confronto su temi politici, come proponi tu, sarebbe il sogno di gran parte degli elettori di centrosinistra. Dico “sarebbe”, perché purtroppo la presenza stessa di Berlusconi in politica ci costringe innanzitutto ad affrontare il tema della legittimità di questo fatto. Mi spiego, facendoti una domanda semplice-semplice: se tu, da elettore di centrodestra, da persona estremamente intelligente quale sei, avessi di fronte a te, nero su bianco, le prove che Berlusconi è una persona disonesta, lo voteresti lo stesso? Non parlo di gossip, fatti privati o sentenze di giudici di sinistra, mi riferisco a qualcosa di incontestabile, innegabile, riconosciuto da tutte le parti. Lo voteresti lo stesso? Lui, come persona, al di là di ogni proposta politica? Lo voteresti?
Ti prego, rispondimi chiaramente, perché questa domanda non mi fa dormire la notte.
@massimo
beh la mia è senz’altro tanta roba, ma tu ne hai prodotta quasi tre volte tanto!
ok, , anch’io vado per punti. solo una piccola premessa che spero possa rendere la risposta meno lunga: siamo perfettamente d’accordo che la sinistra, dal pds di occhetto a oggi non è mai stata un’alternativa credibile.
1. non penso che il successo di sb del ’94 fosse dovuto a “una straordinaria coincidenza tra interesse personale ed interesse collettivo”; penso sia dovuto a un disorientamento dell’elettorato dovuto a mani pulite cui – come dici giustamente – sono venuti a mancare i referenti politici. con 50 anni di propaganda anti comunista alle spalle questa parte di elettorato era ancora ‘bloccata’. sb ha sapientemente sfruttato l’occasione e lo ha potuto fare grazie al suo potere mediatico e alla spregiudicatezza delle sue alleanze.
“Senza Berlusconi non ci sarebbe stata alcuna opposizione ad una sinistra uscita “miracolosamente” indenne da tangentopoli e la maggioranza (relativa) dell’elettorato non avrebbe avuto alcuna rappresentanza politica” come fai a dirlo? ci sarebbe stata un’opposizione diversa, senz’altro più debole e probabilmente avrebbe vinto la sinistra basta questo per considerare l’entrata in politica di sb un fatto di interesse collettivo? io penso di no.
2. hai ragione, in effetti nel ’94 i poteri forti sono disorientati come tutti quanti. una parte pensa di potersi ‘fidare’ della sinistra, molti non si fidano di sb, che si deve quindi lanciare in spericolate alleanze. come ho detto la vittoria elettorale è ottenuta senza dubbio grazie all’enorme potere mediatico ed economico (benché all’epoca pieno di debiti non credo si possa dubitare delle sue disponibilità) la su caduta in soli otto mesi ha un percorso completamente interno alla politica (come dici tu stesso, anche la ‘spintarella’ di d’alema). le televisioni cosa potevano fare in tutto ciò? dare spazio al padrone che urlava ai quattro venti al tradimento della volontà popolare, ed è quello che hanno fatto. a seguito di questi appelli cosa poteva fare la popolazione, scendere in piazza con i forconi? per fortuna non è successo.
nel ’96 perde malgrado le televisioni (sull’influenza di queste il tuo tertium non datur scusa ma mi fa sorridere, sembra un’equazione. comunque per accorciare ti rimando al commento di valerio) e comunque il centro sx per vincere – a dispetto del potere economico e mediatico del cav – deve imbarcare chiunque, cosa che in sé ha già il germe del fallimento. proprio questa debolezza della coalizione che per arrivare a fine legislatura deve cambiare governo quante volte 4; 5? non mi ricordo e non riesce a fare niente, neanche uno straccio di legge elettorale (ne ho già parlato nel primo post), figuriamoci toccare il conflitto di interessi.
è proprio in questo periodo che sb si rafforza e tesse tutte le sue trame. innanzitutto si tira fuori dai guai con le sue aziende (so che dovrei citare i dati, li ho da qualche parte ma non ho il tempo di cercarli, sorry). poi appare evidente a tutti che il carrozzone di centro sx non farà molta strada, e tutti cominciano ad allinearsi. certo, nei salotti buoni lo guardano ancora male ma si guardano bene dall’attaccarlo: hanno capito tutti che tornerà al governo e potrebbero avere bisogno… (vedi fiat). stessa cosa accade in rai. tre reti di proprietà che fanno propaganda sfiancante e tre reti pubbliche che navigano tiepidamente.
mi sembra che tu ti contraddica quando dici che sb dal 96 al 01 era in posizione di debolezza e poi affermi (giustamente) che nel 2000 fa eleggere in confindustria amato (uomo suo) “contro Callieri che era sponsorizzato niente meno che da Agnelli e dal gotha della grande industria italiana”. la forza acquistata da sb nei 6 anni di opposizione è evidente.
“Berlusconi costruisce la propria base di consenso e non lo fa attraverso le televisioni, ma attraverso un lungo processo puramente politico; ridisegna il partito, ricostruisce il rapporto con Bossi su una base politica vera, elabora un progetto politico in cui far rientrare stabilmente anche AN e UDC, definisce il target sociale cui fare riferimento e del quale costituirsi referente politico”
il partito non è tale, ma è una proprietà privata; il rapporto politico con gli alleati si basa sulla fedeltà al capo (leggi protezione giudiziaria) e piccoli contentini come il federalismo (bocciato) alla lega e la fedeltà al vaticano per UDC e AN.
nel 2001 vince per i motivi che hai detto tu, solo che la coerenza del programma non esiste. nel centro dx ognuno pensa al suo orticello e l’unico collante è lo strapotere del capo, senza il quale sb sarebbe già stato buttato fuori dalla politica da un pezzo, dai suoi stessi alleati. siamo sempre lì, la partita è truccata dai suoi soldi. anche questo (oltre alla capacità ‘politica’ del capo di promettere tutto e non dare niente) è alla base della longevità del suo governo. per il resto la sinistra non c’è più, vero.
“3. Perdonami, si può contestare (come è stato fatto) la formulazione della mia domanda, ma l’unica risposta ad essa è no; non c’è costituzione democratica al mondo che neghi ad un imprenditore (grande o piccolo che sia) i propri diritti costituzionali per il fatto di essere imprenditore.”
massimo, spero che in questa affermazione tu non stia giocando sull’uso del termine ‘costituzionale’, sarebbe una caduta di stile.
le leggi sul conflitto di interessi esistono eccome e visto che il centrodx si proclama così filoamericano possiamo farci un’idea di quella americana su questo sito:
http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dibattiti/conflitto/salerno.html
il sito è quello dell’associazione dei costituzionalisti, l’articolo – in italiano – è del prof. Michael B. Salerno (Professore aggiunto University of California, Hastings College of Law – Principal Deputy Legislative Counsel, California Legislature). all’interno ci sono i link ai regolamenti (in inglese).
sulla legge italiana del 57 nn so che dire. fatta quando il problema in italia non lo si intravvedeva neanche è bastato a sb spogliarsi da ogni carica delle sue aziende (così come ha dovuto intestare ‘il giornale’ a suo fratello, ‘il foglio’ a sua moglie e chissà quante altre cose) per non avere più alcuna incompatibilità. chissà perché mi ricorda tanto il gioco delle tre carte… comunque ciò non toglie che nel 94 sb aveva ancora cariche nelle sue aziende, per cui era ineleggibile.
ti confesso che questo è l’unico tuo punto che non riesco a capire: davvero pensi che il conflitto di interessi di sb non esista?
4. sui media e il tertium non datur appoggio le tesi di valerio (a parte le ultime due righe che non ho capito), mentre sui quotidiani non capisco cosa mi obietti: la maggior parte non sono favorevoli a sb? certamente sì. hanno un’incidenza anche solo lontanamente paragonabile alla tv? certamente no.
sulla legge elettorale: cambi discorso. l’ha fatta unilateralmente sotto il fuoco di sbarramento delle sue televisioni. le proteste ci sono state(e vorrei vedere!!) ma se l’avesse fatta prodi avrebbero fatto le barricate per strada aizzati dai telegiornali
sul DPEF per giudicare l’operato di tremonti cosa dobbiamo aspettare, un altro condono? mah
certo, di economia bisogna parlare con cautela. ti riporto solo una frase di boeri, quella che mi ha veramente shoccato:
“[…] Il secondo dato è la differenza fra l’ indebitamento tendenziale, il saldo di bilancio previsto se il Governo non fa nulla, e l’ indebitamento programmatico, il saldo di bilancio che tiene conto delle misure che il Governo ha intenzione di introdurre nella manovra di bilancio. Questo scostamento misura l’ entità della politica economica del Governo. Bene, il primo numero dice che il prodotto interno lordo, dunque i redditi degli italiani, caleranno del 5,2 per cento nel 2009. […] Il secondo dato è semplicemente zero: nel 2010 l’ indebitamento programmatico sarà esattamente uguale all’ indebitamento tendenziale. Questo significa che il Governo, pur di fronte a uno scenario definito da autorevoli membri dell’ esecutivo come una “catastrofe”, non intende intervenire sui saldi netti.”
stavolta sono stato anche più lungo, mi spiace.
Cercherò di essere meno lungo del solito…
@ Ghost, Valerio e Stefano
1) logiche: il mio “tertium non datur” non era riferito ad una frase generica del tipo: “SB vince perché ha le televisioni”, la conclusione logica del mio ragionamento era riferita ad una precisa formulazione del problema da parte di Ghost. Ha poste delle premesse: 1) “… la grande maggioranza degli italiani si informa dalla televisione ( una % dal 60 all’80) che è in mano sua”; 2) “…nella classifica della lettura dei quotidiani siamo agli ultimi posti in europa”; 3) “… il 40% dell’elettorato non è favorevole a sb” ) che fungono da inquadramento della tesi sostenuta: “…con un divario così piccolo l’influenza delle televisioni è determinante per il risultato elettorale”. Poiché la realtà storica degli avvicendamenti politici smentisce la tesi (SB le elezioni le ha perse due volte su 5 e vedremo le prossime), delle due l’una: o sono sbagliate le premesse o è sbagliata la tesi. Ribadisco: tertium non datur.
Paradossalmente proprio Valerio, dicendo che “ le televisioni sono elemento necessario, ma non sufficiente” a SB per vincere le elezioni sono a supporto di quel che ho sostenuto. Se le televisioni non sono sufficienti a determinare un evento ad evidenza non sono determinanti.
Se poi si vuol dire che sono uno dei tanti elementi che portano alla vittoria elettorale e si vuol sostenere che sono il più importante, allora è un altro discorso. Facciamolo pure, io non mi sono permesso di “interpretare” quel che Ghost aveva scritto, avendo ben delineato e circoscritto il problema l’ho preso alla lettera.
2) l’affermazione di Valerio “necessarie non sufficienti” è una affermazione apodittica che non si può né provare né confutare (tipo: “Dio c’è”.. eh, beato te che ci credi). Per provarne la veridicità o meno ci si dovrebbe trovare in assenza totale del mezzo televisivo, o della proprietà televisiva di SB o suoi parenti, amici, soci , fiduciari, ecc… (ipotesi attualmente inserita nel genere “fantascienza politico-sociologica”) e vedere se il risultato cambia. Il problema che anche in quel caso non se ne avrebbe la prova definitiva poiché non si capisce quale risultato debba cambiare visto che SB ha sia vinto che perso avendo le tv, quindi non sarebbe comunque una prova decisiva.
3) Valerio solleva il problema della mancanza di approccio quantitativo alla questione. Lo accontento subito: quando (seguendo alla lettera le vostre parole) “berlusconi controlla sei reti” perde, quando ne controlla tre, vince. Di questo passo potremmo ipotizzare che con zero televisioni non ci sarebbe partita per il centro sinistra.
Notazione generale sull’argomento: ma davvero non vi dà da pensare questo rapporto inverso tra numero di reti controllate da SB e risultati elettorali? Lo definite, necessario, determinante, vi appellate al lato quantitativo della cosa pensando alle sei reti su sette… e poi non vi siete accorti che vince quando questo elemento è in misura ridotta rispetto al potenziale? E proprio nessuna nessuna riflessione su questo fatto? Mah…
4)Sul fatto che l’entrata in politica di Berlusconi sia stata una evenienza positiva e abbia risposto ad un interesse collettivo, lascio che ha rispondervi sia l’onorevole Dario Franceschini: “[…] Sento il dovere di pen¬sare cosa succederà dopo la chiusu¬ra di un’epoca, che può essere o fi¬siologica, con la fine della legislatu¬ra, o traumatica. Abbiamo il dove¬re di pensare che dopo Berlusconi non venga azzerato l’orologio e non si ricominci tutto da capo; co¬me se il bipolarismo e l’alternanza di governo non fossero una con¬quista di tutti, che ha reso più mo¬derno e più semplice il paese, ma fossero legati solo all’esistenza di Berlusconi come leader o come av¬versario.” (intervista al corriere della sera dell’altro ieri. http://www.corriere.it/politica/09_luglio_23/franceschini_32a124f4-7748-11de-a20d-00144f02aabc.shtml . Credo non ci sia altro da aggiungere.
5) in merito alla legittimità della presenza di Berlusconi in politica vi rimando a Giuseppe D’Avanzo su “La Repubblica” (addirittura!):” Come sa che non è il diavolo, Repubblica non ha mai pensato che Silvio Berlusconi fosse o dovesse essere “un santo”. Sappiamo chi abbiamo di fronte: un leader politico eletto legittimamente e liberamente dagli italiani che ha oggi la responsabilità di guidare il Paese.” (http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-15/davanzo-passo/davanzo-passo.html ). Legittimamente e liberamente… Oddio, ma dove sono finiti tutti quelli etero-diretti dalle televisioni di SB (che poi… ditemelo un giornalista così bravo da convincermi a votare per SB contro la mia volontà)? Non si sarà spinto un po’ troppo in là?
6) la domanda postami da STEFANO; sarebbe facile dire subito: “certo che no!”, ma sarebbe altrettanto poco onesta. Non volendola prendere come domanda retorica e cercando di dare una risposta sincera, ti dico che dipenderebbe da due fattori: la gravità e turpitudine del reato in questione e dal comportamento dell’opposizione. Se l’opposizione basasse la sua campagna politica su questo (un po’ come ha fatto con la storia Noemi prima delle Europee) allora voterei certamente per SB, se l’opposizione facesse una campagna elettorale affrontando i problemi del paese, con elevatissima probabilità mi asterrei dal votare. Non ti dico che voterei per l’opposizione perché al momento trovo la cosa un po’ difficile, ma non mi rifugio neanche dietro al fatto che essere un elettore di centro-destra (per quanto vi possa sembrare incredibile), non significa identificarsi con SB. Il centro destra, fortunatamente, va ben oltre il cavaliere.
7) ghost scrive: “il partito non è tale, ma è una proprietà privata;”. A parte il fatto che è umanamente offensivo verso le migliaia di persone che hanno lavorato (gratis) alla costruzione e alla vita quotidiana di forza italia prima e del PDL adesso, derubricare tutto a “proprietà privata” di qualcuno, faccio comunque presente che non voler vedere la realtà dell’avversario nella pienezza della sua dimensione non solo politica, ma anche sociale, è ciò che ha impedito alla sinistra di fare una speculare riflessione sul proprio bacino sociale di riferimento e l’ha portata a creare dei semplici cartelli elettorali finalizzati a battere SB, anziché delle vere alleanze politiche finalizzate al governo del paese. E’ inutile che dite poi “ la sinistra fa schifo” se continuate a ragionare seguendo le stesse logiche.
“ …il rapporto politico con gli alleati si basa sulla fedeltà al capo (leggi protezione giudiziaria) e piccoli contentini come il federalismo (bocciato) alla lega e la fedeltà al vaticano per UDC e AN.”nel 2001 vince per i motivi che hai detto tu, solo che la coerenza del programma non esiste. nel centro dx ognuno pensa al suo orticello e l’unico collante è lo strapotere del capo”. Nel caso della protezione giudiziaria chi dovrebbe essere protetto è SB, non gli alleati, il rapporto di forza è rovesciato, quindi la tua affermazione sulla fedeltà al capo per il suo strapotere è contraddetta dalla tua stessa affermazione. Per quel che riguarda i “contentini” il federalismo non è tale come ne dimostra la riproposizione in questa legislatura, ma un reale progetto politico. Quanto al Vaticano… non capisco cosa c’entri; AN è più attenta al sociale che non al curiale e l’UDC s’è spaccata in tre per motivi personalistici (Follini è nel PD, Casini s’è fatto il suo partitino e Giovanardi è rimasto nel centro destra confluendo nel PDL), quindi ad evidenza i rapporti di SB con il Vaticano non hanno influito molto sul suo destino nell’alleanza di centro destra.
8) per quanto riguarda il conflitto di interessi, non mi sognerei mai di dire che è un problema inesistente, ma rimando a ciò che ho scritto in uno dei miei primi post, un conto è parlarne, un conto è trovarne una soluzione giuridicamente sostenibile, soprattutto nella realtà italiana (non Berlusconiana, italiana. Susanna Agnelli Ministro degli Esteri è solo un esempio facile da ricordare).
9) Tito Boeri avrebbe fatto meglio a farsi un altro caffè e a stropicciarsi ancora una volta gli occhi (o forse avrebbe fatto meglio a considerare maggiormente anche il parere di suo colleghi giornalisti economici, degli esperti di confindustria e dei sindacati, della Banca d’Italia, ecc…). Sul primo punto, accusano per anni il governo di fare stime con percentuali di crescita del pil troppo ottimistiche e quando il governo fa una stima prudenziale lo rimproverano? Opposizione preconcetta. Quanto al secondo punto, tenta di far passare l’immagine di un governo che non fa nulla, sta lì con le mani in mano, proprio il giorno in cui viene presentato il DL per la crisi con tutte le misure adottate? (che è una cosa diversa dal DPEF ) che dire: Intempestivo. Se consideriamo poi che Tremonti l’anno scorso ha voluto fare un DPEF triennale proprio al fine di non avere ogni anno variazioni nel dpef e avere poi assalti alla diligenza durante la discussione della legge finanziaria (che andrà a sparire), è ovvio che l’indebitamento programmato sarà simile a quello tendenziale. Per di più, in una situazione come l’attuale e con il nostro debito, il governo ha adottato misure che non aumentassero ancora deficit e debito (peraltro avremo un indebitamento primario di “soli” 5 miliardi di euro e un indebitamento netto di 81 miliardi di euro… come ha sottolineato Draghi pur apprezzando il DL crisi), come ad esempio i “tremonti bond” che sono serviti per garantire le banche senza regalare soldi pubblici agli istituti di credito come invece hanno fatto USA e GB.
Rimane comunque il fatto che la mia competenza in finanza pubblica è assai limitata e quindi, al di là di quanto ho potuto capire leggendo il DPEF (http://www.governoitaliano.it/GovernoAzione/politiche_economiche/manovra_2010/dpef_2010_2013.pdf ), tendo a ragionare sulla base di una pluralità di commenti di esperti in materia.
Constatato che è impossibile essere brevi, vi domando perdono e vi saluto. Io con oggi me ne vo in vacanza e, sperando di ritrovare il mio posto di lavoro al ritorno, auguro a tutti voi una buona estate. Ciao!
P.S. Chissà se villa Certosa è ancora aperta, dicono che d’estate lì circolino certe gnocche… :)