Silvio Berlusconi inveisce contro questo “piccolo giornale”. Che cos’ha contro il Guardian?

[The Guardian]

Secondo quanto riferito dal Guardian, Berlusconi ha fatto così tanta confusione nella preparazione del G8 a L’Aquila che la storica appartenenza dell’Italia a quel ristretto gruppo di nazioni è stata messa in discussione. Il Presidente del Consiglio ha liquidato la faccenda come “una colossale cantonata di un piccolo giornale”.

Si è intromesso poi il suo Ministro degli esteri, Franco Frattini, il quale personalmente spera che il Guardian “esca dai grandi giornali del mondo”, come se quello dei “grandi giornali” fosse un club e questo “piccolo giornale” ne fosse entrato a far parte falsificando le carte.

Viene da chiedersi quali siano i giornali che Frattini ammetterebbe nel club, dato che la maggior parte dei giornali europei (e tutti quelli italiani che non appartengono al Presidente del Consiglio) sono critici nei confronti di Berlusconi tanto quanto il Guardian; e che persino l’illustre New York Times ha accusato ieri il governo italiano di “imperdonabile negligenza nella pianificazione” del vertice. Se nemmeno il New York Times si qualifica come un “grande” giornale, deve trattarsi di un club davvero esclusivo.

Nel suo editoriale di ieri, il Guardian rimprovera il popolo italiano di aver continuato ad attribuire a Berlusconi un consenso quasi pari al 50% nonostante tutti gli scandali in cui è stato coinvolto, privati e pubblici. Aggiunge che, “finché gli italiani non cominceranno a esigere seri criteri morali dai loro leader, il Paese non sarà certo il miglior luogo in cui tenere importanti vertici mondiali”. Questo, a mio avviso, è un po’ ingiusto.

Non bisogna dimenticare che Berlusconi è salito per la prima volta al potere cavalcando l’ondata di sdegno provocata dalla corruzione e dall’incompetenza di governi di coalizione in perenne lotta. Sembrava offrire non solo la speranza di un governo onesto (la sua immensa ricchezza era considerata una ragione per ritenerlo incorruttibile), ma anche quella di un’amministrazione forte e compatta. E se, nonostante tutto, il suo ampio consenso rimane inalterato, è perché egli dà l’impressione di aver realizzato il secondo punto. Per quanto riguarda l’onestà, la gente non ha più fiducia nell’integrità dei suoi accusatori di quanta ne abbia in lui.

È pur vero, come egli stesso non si stanca di ripetere, che Berlusconi piace alla maggior parte degli italiani, che ammirano la sua energia e la sua fiducia in se stesso. Sarebbero felici di continuare a sostenerlo, ma ciò non vuol dire che lo faranno. Le sue “frequentazioni di minorenni”, che hanno spinto la moglie a chiedere il divorzio, nonché le accompagnatrici a pagamento che faceva arrivare in aereo per i suoi fine settimana di festa in Sardegna, non l’hanno danneggiato tanto quanto avrebbero danneggiato un Gordon Brown; ma gli sono già costati alcuni punti di consenso nei sondaggi d’opinione, punti che continuerà a perdere se la Chiesa Cattolica inizierà a esprimere la sua disapprovazione in maniera più esplicita.

E se fosse scoperto colpevole di comportamenti sessuali impropri, dei quali al momento non esiste alcuna prova, sarebbe la sua fine. Ma se aspettate con impazienza che tolga il disturbo, la cosa migliore è sperare in un altro terremoto durante il vertice a L’Aquila, dove si è verificata una scossetta incoraggiante proprio ieri mattina.

Sempre sul New York Times di ieri, l’editorialista David Brooks lamentava l’assenza di dignità nella vita americana, riferendosi alla perdita di quel riserbo e di quell’autocontrollo che in passato caratterizzavano il comportamento di figure pubbliche americane. Cita l’esempio di Mark Sanford, il governatore del South Carolina fuggito in Argentina per fare visita all’amante: una volta scoperto, si è lasciato andare a “uno sproloquio esibizionista persino nel momento di massima vergogna”. Cita inoltre la conferenza stampa in cui Sarah Palin ha annunciato le dimissioni da governatore dell’Alaska. In tale circostanza, per citare la ricercata espressione di Brooks, la Palin ha dimostrato di essere “ignara dell’arte dell’equilibrio e della costanza, che sono le basi dell’autorità e della fiducia”. Beh, è stata terribile, questo è sicuro.

Ma quel che più mi ha affascinato, nell’editoriale di Brooks, è il fatto che abbia scelto un piccolo libretto di George Washington come guida per un comportamento dignitoso. Si tratta di una lista di 110 “regole di civiltà e di decenza nel comportamento, in compagnia e in conversazione”, che Washington ha abbozzato a 13 anni, quando era in Virginia. Per anni ne ho posseduto una copia. Le regole non riflettevano il pensiero di Washington: erano infatti apparse in numerose forme e in diverse lingue già dalla fine del XVI secolo, quando furono diffuse fra i gesuiti, allora precettori della gioventù nobiliare di tutta l’Europa continentale. Eppure, come guida alle buone maniere, sono ancora sorprendentemente appropriate.

Eccone alcune: “non canticchiare tra sé e sé in maniera sommessa, in presenza di altri: non tamburellare con le dita o i piedi”; “se si tossisce, starnutisce, sospira o sbadiglia, non farlo rumorosamente, ma in privato”; “non urtare il tavolo o la scrivania dove qualcuno sta leggendo o scrivendo”; “se qualcuno viene a parlarvi mentre siete seduti, alzatevi”. E non si tratta solo di regole di buona educazione. Molte riguardano la modestia, il riserbo, il trattare gli altri con decenza, comprensione e rispetto. Washington, che le considerava un “codice morale”, le prese molto seriamente e cercò di attenervisi per tutta la vita. Proprio queste regole gli conferirono quella statura morale che lo rese un eroe agli occhi di molti. Comunque, quel che mi ha colpito, scorrendole di nuovo, è che non ce n’è quasi nessuna che Berlusconi non infrangerebbe.

[Articolo originale "Silvio Berlusconi has been railing against this 'small newspaper'. What is his problem with the Guardian?" di Alexander Chancellor]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

43 commenti per Silvio Berlusconi inveisce contro questo “piccolo giornale”. Che cos’ha contro il Guardian?

  • fab

    gli italiani sono diversi dagli inglesi e di conseguenza lo sono i loro rappresentanti politici

  • vincenzo

    si e’ vero noi siamo ladri, corrotti e corruttori,puttanieri,crediamo di essere furbi tiriamo i sassi e subito nascondiamo la mano,quindi e’ chiaro che se io sarei li farei lo stesso

  • Paolo V.

    Cari amici del Guardian la situazione in Italia mi sembra abbastamza chiara non solo a voi ma anche a chiunque riesca a ragionare su ciò che vive e vede,straniero o Italiano. Berlusconi possiede tre canali televisivi e ne controlla in larga misura altri tre.Tv e buona parte della stampa quindi sono sensibili alle sue lune. Il sistema istituzionale è in ilavori in corso per una reiscrizione piu consona al momento politico. L’opposizione politica è debole. I pochi giudici indipendenti sono in stato di assedio. La democrazia è in pericolo. E’ una storia già sentita: La Repubblica e Antonio Di Pietro ce la ripetono tutti santi giorni.
    Unitevi nel coro anche voi,fortunati ad essere indipendenti ci sareste di grande aiuto giusto per ristabilire quel briciolo di cemento per tenere insieme quel brandello di democrazia che ancora abbiamo.

  • marcus

    Ha paura di essere sputtanato
    Ha 73 anni,ditegli di “si” per farlo contento

  • quattromori

    noi italiani siamo tutti individualmete convinti che siamo sempre più bravi o più furbi dell’altro per questo ci siamo messi in mano al capo dei furbi che oltre al cervello, ha anche possibilità econonomiche che lo fanno ancora più intelligente, pensando ingenuamente che ci avrebbe fatto diventare ricchi come lui o partecipi delle sue ricchezze.niente di più sbagliato.Comunque siccome come ho detto prima siamo tutti “furbi” sia i furbi come i forti trovano sempre a breve termine il proprio abito a misura.

  • Daniela

    Beh non ha inveito, ha detto una sacrosanta verità, è un giornale che vale poco, se non pochissimo. Tutti gli articoli scritti dal Guardian sono stati smentiti dai fatti. C’è ancora qualcuno che ha il coraggio di negare la verità delle cose e difendere il Guardian? E poi, che ne sa il Guardian della moralità di Berlusconi? Dobbiamo dare credito ai pettegolezzi? Per noi è importante quello che fa in politica, non nella camera da letto. (se poi la signora Veronica non lo avesse piantato 15 anni fa, quando entò in politica, forse non avrebbe avuto bisogno di cercare compagnia altrove! Bella lezione le hanno dato le moglie degli altri primi ministri! La “signora” all’Aquila non si è mai vista!)

  • fab

    @Daniela

    quali sarebbero i fatti smentiti?

    quali i pettegolezzi?

  • Piero

    Gli italiani sono quello che sono sopratutto per colpa di quello che vedono.
    Si chiama ‘Sociologia della Comunicazione’.

    http://www.thanx.it/Web/Web-Writing/Teorie-influenza-sociale-dei-media.htm

  • valerio

    il problema in italia sono gli ideologizzati.
    quelli che difendono a prescindere un simbolo, per qualunque cosa faccia di male si trova una scusa, chiunque lo critichi non capisce niente, nel caso, chiudendo gli occhi quando si intravede la verita’, almeno finche’ qualcuno non trova una scusa. senza invece valutare che cio’ che conta sono esclusivamente le persone, in tutto quello che fanno.
    una volta c’era Dio, poi la Bandiera, la Patria, adesso come simbolo molti hanno messo una persona. e’ il culto della personalita’ (grazie al quale stalin visse PER 75 ANNI).

  • Daniela

    I fatti smentiti sono che l’Italia è stata perfettamente in grado di organizzare un evento di tale importanza in pochissimo tempo. Che l’agenda dei lavori non era affatto vuota. Che l’Italia non è stata e non sarà buttata fuori dal G8 come prospettato. Se volete vado avanti, ma credo che questo basti a parlare di pessimo giornalismo. I pettegolezzi sono quelli riportati da una signorina, tale D’Addario, che racconta di un Berlusconi assatanato in una camera da letto, quando tutto il mondo ha visto le difficoltà che il nostro premier ha nel fare 4 scalini. (o non lo avete notato????) Se poi una Arcuri, l’amica della stessa D’Addario, il travestito che conosce la D’Addario, negano che quelle feste fossero orgie organizzate, allora mi chiedo: di cosa stiamo parlando?? Il mondo sa che John kennedy cornificava costantemente sua moglie, ma è ricordato solo per quello che ha fatto e detto in politica. Ecco cosa conta veramente che uno sia un buon politico, se poi a letto fa i numeri…allora tanto meglio per lui!

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>