Oh, quel G8!

[The New York Times]

Le aspettative sono basse mentre mercoledì si apre il G8 di quest’ anno nella città terremotata di L’Aquila. Questo non per la mancanza di problemi urgenti, come un’economia globale barcollante e gli appetiti nucleari incontrollati dell’Iran. Un vertice di successo potrebbe anche dare la spinta necessaria alle negoziazioni internazionali per affrontare il riscaldamento globale e ravvivare le antiche promesse di aiutare le nazioni più povere del mondo.

Ma una programmazione inaccettabilmente negligente da parte del governo ospitante, l’Italia, e la debolezza politica di molti dei leader partecipanti lasciano poco spazio all’ottimismo. Se questa seduta giustificherà il tempo e lo sforzo sostenuti, il presidente Obama dovrà indicare il cammino. È ora che egli trasformi il credito diplomatico che si è guadagnato negli scorsi sei mesi in un capitale diplomatico.

Deve rinnovare la pressione sulla Germania perché investa in maggiori incentivi economici. All’ultimo incontro importante, il G20 di aprile a Londra, Obama decise di non insistere duramente, per il bene dell’unità internazionale. A distanza di tre mesi, l’economia mondiale si sta ancora indebolendo e solo uno sforzo comune da entrambi i lati dell’Atlantico può portare a una veloce ripresa.

Obama deve anche convincere gli altri leader a contenere pericolosi impulsi protezionisti. Per fare ciò, deve promettere di contenere tali impulsi anche a Washington, a partire dal suo stesso partito. Dovrà iniziare a usare il suo approccio più sfumato verso l’Iran per costruire quell’unità contro l’avventurismo nucleare che in maniera prevedibile era sfuggito a Gorge W. Bush. L’offerta di Obama di impegnarsi nelle trattative con Tehran è benvenuta, ma è solo la metà di una politica. Necessita di essere rinforzata con il deciso impegno da parte delle altre economie del G8, compresa la Russia, per imporre sanzioni dure e sensate se l’Iran rifiuterà di contenere i suoi appetiti nucleari.

Se c’è un tema nel quale gli Stati Uniti sono in ritardo rispetto agli europei è il cambiamento climatico. C’è comune accordo sugli obiettivi di emissioni di lungo periodo, ma l’Europa sta giustamente insistendo in maniera più pressante su maggiori riduzioni delle emissioni entro il 2020. Obama farebbe bene ad ascoltare il Congresso e a spingere verso più coraggiosi riduzioni di breve periodo, quando tornerà a casa.

La recessione ha colpito più duramente i paesi più poveri del mondo. Fortunatamente, molte nazioni ricche, a dispetto dei loro stessi problemi economici, hanno aumentato gli impegni umanitari nell’ultimo anno. Obama ha promesso di raddoppiare gli aiuti programmati dagli Stati Uniti entro il 2015. Ma agli aiuti da parte dei paesi del G8 mancano ancora 25 miliardi di dollari [18 miliardi di euro, NdT] dei 105 miliardi [75 miliardi di euro, NdT] che si erano impegnati a dare per il prossimo anno. Il vertice di questa settimana dovrebbe impegnarsi per raggiungere questo obiettivo – e ogni paese dovrebbe annunciare un contributo specifico per l’anno in corso e il prossimo.

Tradizionalmente, il paese ospitante stabilisce il tono, il tema e l’agenda di questi incontri. Ma il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, ha dedicato la maggior parte degli sforzi politici nelle scorse settimane a cercare di respingere le accuse da parte della stampa sul fatto che egli abbia candidato delle accompagnatrici a pagamento e ospitato delle minorenni poco vestite. Capacità di intrattenimento: forse. Di leadership: no.

Gli altri partecipanti sono stati meno pittoreschi, ma non più utili. Il Cancelliere tedesco, Angel Merkel, ha tergiversato nel mettere in atto incentivi fortemente necessari alla più grande economia europea. Il Primo Ministro britannico Gordon Brown, che aveva aiutato ad organizzare il sostegno per lo sviluppo africano nel summit del 2005 ospitato dal suo predecessore, Tony Blair, è inciampato malamente dal momento in cui è entrato in carica e sta mantenendo un basso profilo. Taro Aso, il Primo Ministro Giapponese, è tanto impopolare in patria quanto minato da una visione del mondo particolarmente ristretta e nazionalista, persino per gli standard provinciali del Giappone.

Il Primo Ministro Canadese, Stephen Harper, guida un debole governo di minoranza. Il Presidente russo Dmitri Medvedev lavora sotto l’ombra del suo mentore e Primo Ministro Vladimir Putin, che non è assolutamente un sostenitore della cooperazione internazionale. Il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, è politicamente dominante in patria, ma dopo più di due anni in carica, sembra non avere una politica internazionale coerente.

Ogni nazione rappresentata a L’Aquila ha un chiaro interesse in una più forte e veloce ripresa economica, nel fermare la costruzione di armi nucleari da parte dell’Iran, rallentare il riscaldamento globale e aiutare le nazioni più povere a prosperare. È compito di Obama ricordarglielo e spronarli.

[Articolo originale "Oh, That G-8"]

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7 commenti per Oh, quel G8!

  • gigi

    è giusto “un po’” a favore di Obama questo articolo…?
    ha spiattellato le negligenze di tutti, e si è perfino limitato sul criticare lo psiconano…!
    che la febbre berluscuina abbia raggiunto il New York Times?

  • zerb

    No gigi !!! Nessuno criticherà mai l’anfitrione. Semplicemente.

  • Andrej Kowalski

    meno male che gli americani ci salveranno dagli alieni…

  • Bruebacker

    Mah, effettivamente il giornalista ne ha veramente per tutti tranne che per Obama.

    Tuttavia, quando il giornalista sprona Obama ad usare il credito diplomatico acquisito per ottenere un buon risultato nel G8, non sembra essere così persuaso che ne sia capace.

    L’articolo, poi, mi sembra abbastanza lontano dalla proverbiale precisione dei giornalisti americani nello spiegare le proprie ragioni: si dice che il l’Italia ha preparato male il vertice, ma poi non si spiega il perchè: se sapesse il putiferio che ha scatenato in Italia !

  • fab

    @Bruebacker
    ti rispondo dal testo
    “Ma una programmazione inaccettabilmente negligente da parte del governo ospitante, l’Italia”

    praticamente non ha organizzato l’agenda ed e’ la stessa accusa fatta dal guardina, cioe’ mancanza di organizzazione

  • stefano cafiero

    Che vergogna, mi fate propio schifo.
    Questo è un gruppo di antitaliani?
    Siete rimasti con tanto di naso,
    Il G8 non é stato un fracasso
    e la spagna ignorante non è entrata
    al nostro posto.

  • cristiano

    @Stefano Cafiero, al contrario, siamo un gruppo di persone italiane altamente attaccate alla nazione che si informano e dialogano, convinti e speranzosi che un giorno il nostro paese possa tornare libero e competitivo, invece chi si disinteressa di politica, chi si è fatto complice di questo governo distruttivo e tuttora lo difende e chi ostacola la libera informazione è antiitaliano.
    Lei sig. Stefano dove si colloca?

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