[El Pais]
Ignazio La Russa rilascia queste dichiarazioni davanti a Napolitano durante la cerimonia che rende omaggio alla Resistenza dei partigiani
Il ministro della Difesa italiano, Ignazio La Russa, ha affermato che i soldati fascisti della cosiddetta Repubblica di Salò (1943-1945) che combatterono per impedire l’entrata degli alleati, “meritano rispetto” perché lottarono per difendere la patria.
La Russa ha fatto queste dichiarazioni davanti al Capo di Stato, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia per ricordare il 65° anniversario della difesa di Roma dalle truppe di occupazione nazista, data in cui si rende omaggio alla Resistenza dei partigiani.
“Andrei contro la mia coscienza se non ricordassi oggi i soldati come quelli della RSI (Repubblica Sociale d’Italia o di Salò), che dal loro punto di vista combatterono per la difesa della patria, opponendosi agli angloamericani e meritando tutto il rispetto,” ha detto La Russa.
La Repubblica Sociale Italiana, conosciuta come la Repubblica di Salò (località vicino al lago di Garda), fu creata dal dittatore Benito Mussolini nel nord Italia, mentre le forze alleate avanzavano dal sud del paese.
Da parte sua, il Capo di Stato ha chiesto agli italiani durante la cerimonia di rafforzare la memoria dei partigiani e ha affermato che la vera Resistenza furono quelli che “combatterono con la speranza di libertà e giustizia, inclusi i 600.000 deportati nei campi di concentramento tedeschi che rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò”.





Gli ultimi commenti.
Fini oggi rincara la dose
http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2008-09-13T150525Z_01_POL333392_RTRIDST_0_OITTP-FINI-ANTIFASCISTMO.XML
Sta interpretando la parte del doroteo, ma quanti ruoli ha assunto quest’uomo?
Tanto l’italiano non ha memoria perché come dice il nostro più grande statista: l’italiano medio è ‘è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco’ (S.B.)
Ma poi a cosa giovano queste polemiche degli statisti Alemanno e La Russa? Vogliono aiutarci a sentirci un po’ più putiniani, eredi del ‘glorioso passato fascista’???
@ Pietro1987
Carissimo, tu dici:
‘La Russa non tenta affatto di riabilitare la causa ma di rendere giustizia ai giovani caduti dell’Rsi.’
E qui non è esatto perchè la forma e il modo della frase di La Russa:
‘Andrei contro la mia coscienza se non ricordassi oggi i soldati come quelli della RSI che dal loro punto di vista combatterono per la difesa della patria, opponendosi agli angloamericani e meritando tutto il rispetto.”
Tu che sai meglio di me l’italiano, capirai che quel ‘meritano tutto il mio rispetto’ è un pò ambiguo: lo meritano per cosa? Perchè combatterono per la difesa della (loro) patria e contro gli angloamericani o per il semplice fatto di essere giovani italiani caduti?
Penso più la prima altrimenti avrebbe potuto dire qualcosa simile al mio commento 42:
“Onore a quei giovani combattenti di una causa, rivelatasi poi sbagliata, ma meritevoli comunque del nostro rispetto, in quanto giovani italiani caduti”
Che, guarda caso, è quanto ha detto Fini oggi!!
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/politica/alemanno-razziali/fini-13-set/fini-13-set.html
Fin dalla costituzione dei primi gruppi giovanili neofascisti ,nell’immediato dopoguerra,i rapporti tra questi e ambienti sia del tradizionalismo cattolico che della destra cattolica non mancano.
Nella primavera del 1946 viene promosso un dibattito, in un aula della Pontificia Università ‘Pro deo’ al Laterano,sul tema ‘Neofascismo e democrazia’.
Fu quello,per iniziativa di sacerdoti dirigenti di quell’università cattolica,il primo incontro ufficiale con i neofascisti.
Negli anni cinquanta i giovani militanti entrano in polemica con il MSI e tentano di riattualizzare il programma socializzante della RSI.
Mentre il MSI è filocattolico, i giovani missini cercano una tradizione europea precristiana ed extracristiana cioè un neopaganesimo.
Li affascina il simbolismo,la tradizione templare e quella ghibellina.
La loro evoluzione ha portato alla nascita di Ordine Nuovo,Avanguardia Nazionale,Fronte Nuovo,Forza Nuova,Fiamma Tricolore.
Alessandro so che il Mussolini socialista non amava Chiesa e clero. Ma il Mussolini fascista introdusse i patti lateranensi, è vero che erano per lo più accordi di convenienza, ma và riconosciuto che il fascismo era visto dalla Chiesa MOLTO BENE, anche perchè unica contrapposizione al bolscevismo in rapida espansione. Quindi formalmente il fascismo aveva grande rispetto per la Chiesa.
Conosco gli scritti di Gentile.
In ogni caso sono d’accordo con la maggiorparte delle opinioni che hai espresso. E’ vero che i valori che ho espresso non sono esclusiva del fascismo, ma, come ho detto nell’altro commento, sono un’esclusiva della destra attuale. E secondo me il riallacciamento al fascismo è inevitabile, perchè è durante il ventennio che si sono imposti come valori Nazionali.
Sul Giudizio morale, ti giuro che sapevo che mi avresti risposto esattamente così.
Io penso che la Storia sia analizzabile, ma non giudicabile a meno che non la si abbia vissuta; si può tentare di giudicarla e nel tentare di giudicarla non si può prescindere dall’immedesimarsi nel periodo, e comunque il giudizio che ne uscirà sarà poco attendibile poichè nessuno può sapere con certezza la strada che il fato gli farà percorrere durante il cammino nella selva della vita!(ovvero ciò che diventiamo è sempre in relazione all’ambiente in cui cresciamo, ai geni che abbiamo nel sangue, e alle casualità della vita.) Come fai a dire con certezza: ‘Io sarei stato con quelli’… ?
Dunque tentare di dare un giudizio morale sulla macrostoria è un’operazione che ha poco senso, che frutterà un giudizi poco attendibile e secondo me anche pericolosi del tipo ‘ tutti i tedeschi erano cattivi e nazisti’ o ‘ tutti i partigiani erano brave persone’…
Si possono tentare di giudicare i casi specifici (microstoria) col senno del poi e del se.
Per concludere mi fa piacere che rispetti anche i caduti del fascismo in quanto caduti, è quello che chiedevo anche ai sinistrti e sono stato preso a insulti sul forum da gente che non sà argomentare neanche un punto perchè non ha un minimo di cultura storica.
Se ci pensi La Russa ha chiesto semplicemente questo, come intitola l’articolo qui sopra: ‘rispetto per i soldati fascisti’.
Tu Alessandro, come me, li rispetti e questo ti fa onore.
Saluti
Dunque Pietro andiamo con ordine:
-Patria
-Famiglia
-Lavoro
-Rispetto e ammirazione per la propria Storia Cultura e Tradizione ed arte
-Rispetto per la Chiesa e per i preti
Nessuno di questi valori è esclusiva del fascismo e che quindi per difenderli non è ‘indispensabile’ riallacciarsi a quella esperienza. Ma se qualcuno vuol farlo, purchè si fermi li e non arrivi alle estreme conseguenze, qua siamo nella sfera soggettiva.
Sull’ultimo punto sono un pò critico perchè Mussolini nel suo piccolo si sarebbe sbarazzato volentieri di preti e chiesa. Se leggi ‘L’ideologia fascista’ di Emilio Gentile (peraltro allievo di Renzo de Felice) certi particolari emergono. Anzi mi sentirei di consigliarti l’intera opera di Gentile sul fascismo se ti interessa l’argomento. La trovo affascinante.
Passiamo alla seconda parte che mi pare più ‘pregna’. Microstoria e macrostoria. E’ vero che la storia della seconda guerra mondiale è fatta di storie individuali. Dobbiamo però separarle nel dare un giudizio morale. Da un lato la condanna verso un sistema politico non deve applicarsi su ogni singola persona che sotto quel sistema ha vissuto, lavorato, combattuto. Ma dall’altro il non condannare quelle persone non deve riabilitare il sistema politico in sè. Se su questo siamo d’accordo mi sta bene. Il rispetto per i caduti della RSI posso anche averlo. Come ti ho già detto si tratta di vittime della guerra. Anzi forse proprio per il rispetto che devo loro come giovani dalla vita spezzata condanno a maggior ragione il regime che li ha rovinati. Ma quest’ultima frase è assolutamente soggettiva.
Però la generalizzazione porta a riunire in un unico rispetto quelli che hanno attivamente collaborato. Che hanno compiuto crimini anche contro la popolazione italiana. E ce n’erano.
Io non condivido questa necessità di una storia condivisa perchè penso che la storia è stata quello che è stata e adattarla a fini politici non mi garba. Tuttavia è vero è stato fatto per anni. Se dovessi trovare una sintesi mi limiterei a ricordare quei soldati come vittime di una guerra assurda,magari con qualche distinguo. E presumibilmente la stessa cosa si dovrebbe fare con la resistenza. Han lottato per liberare l’Italia da un regime totalitario… con qualche distinguo.
Unica via percorribile prima di correre a riabilitare un regime dietro l’altro. In fondo entrambi i fenomeni erano figli di un tempo che mi sembra sia cambiato.
Due osservazioni:
sul perchè non si studiavano certi argomenti a scuola:
- difficilmente si arriva alla II GM (il mio prof almeno non ci arrivò);
- prof. poco aggiornati.
Il prof in malafede lo accetto ma non come regola. Il problema è che la maggioranza degli studi sullo stalinismo o su altri problemi come le foibe sono usciti tra la fine dei settanta e l’inizio degli ottanta. Se i prof non si aggiornano e se i manuali non si aggiornano in effetti è grave. Sul problema delle foibe direi che Pansa l’ha portato al grande pubblico, ma il silenzio degli storici non c’è mai stato esistono lavori risalenti agli anni che ho detto che sono stati ignorati, anche da Pansa, e mi chiedo perchè. Ma Pansa non è uno storico quindi gli si passa tutto.
@Diciamola:
mi dilungo ma penso di dover rispondere anche a te. Son d’accordo sul fatto che l’insistenza a riabilitare un sistema totalitario del passato porta per reazione a voler riabilitare la controparte. In un certo senso gli opposti estremismi si legittimano.
Mi lascia perplesso il ‘Vabbè ma difendete i comunisti…’
Regimi o movimenti? I regimi si son rivelati indifendibili. Ma i movimenti hanno contribuito (nel preciso contesto storico sia chiaro) al miglioramento delle condizioni di vita di molti lavoratori. Occhio alle affermazioni radicali. Come dice Pietro, la storia non è fatta di bianco e nero.
Saluti.
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