[El Pais]
Il primo ministro italiano deve pagare 25.000 euro al settimanale britannico per non procedere nella sua accusa di diffamazione
Il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha perso una causa per diffamazione che intraprese nel 2001 contro l’Economist, il quale aveva pubblicato una copertina intitolata “Perché Berlusconi non è adatto a governare l’Italia”. Il settimanale britannico ha informato oggi che il Cavaliere dovrà pagare 25.000 per i costi legali del processo, secondo quanto è stato deciso da un tribunale di Milano.
Nel Luglio 2001, Berlusconi presentò davanti al tribunale di Milano una denuncia contro il settimanale, accusato di averlo diffamato in un articolo apparso il 26 aprile di quell’anno intitolato “Una storia italiana” e nella cui copertina appariva il titolo “Perché Berlusconi non è adatto a governare l’Italia”.
In quell’articolo si criticava Berlusconi per essere al centro di un conflitto di interessi, si analizzava il suo impero commerciale e si numeravano i processi in corso contro di lui, un’edizione pubblicata poco prima delle elezioni che alla fine vinse.
Gli argomenti dell’Economist “rientrano pienamente nel diritto alla critica, garantito dall’articolo 21 della costituzione”, ha scritto il giudice Angelo Ricciardi, in una copia della sentenza fornita dal settimanale.




















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@Paolo
In che bel mondo da favola vivi, quasi quasi ti invidio. Comunque hai proprio ragione, il mago Forrest e’ proprio di sinistra e fa una satira feroce e corrosiva contro Berlusconi…
Ma sei mai stato all’estero? Sai cos’e’ la BBC ad esempio? Non si tratta di attaccare e criticare qualcuno in particolare ma di difendere la legalita’, i diritti di tutti e la Costituzione. Se proprio Berlusconi (e quelli come lui, anche nel PD) vogliono essere davvero lasciati in pace c’e’ un modo solo per farlo: smettere di rubare, smettere di delinquere, smettere di usare la politica per difendere i propri privilegi. Questo lo diceva spesso anche il mago Forrest, se non ricordo male.
Non vorrei far notare che in questo articolo si dice che l’Economist aveva ragione.
L’Economist ha scritto un articolo ‘Perchè Berlusconi non è adatto a governare l’Italia’.
L’articolo ‘una storia italiana’ contiene dati e prove verificabili.
L’articolo ‘una storia italiana’ si trova qui: http://italiadallestero.info/archives/663
L’Economist è un giornale conservatore e ha vinto una causa dopo essere stato querelato per diffamazione: ergo, le affermazioni contenute nell’articolo sono inconfutabili.
Il resto sono chiacchere da bar.
Caro Fabio, fai tenerezza…… Secondo te se non è stato ravvisato il reato di diffamazione, tutto quello che l’Economist ha scritto è vero?!?!?!?
Quindi per verificare se c’è diffamazione oppure no, è necessario accertare, con un SOLO processo che TUTTE le accuse mosse a Berlusconi sono infondate?????
In pratica basterebbe fare un processo relativo all’accusa di diffamazione per avere una sentenza INCONFUTABILE per tutte le altre accuse????
Ma daiiiii
Non ti viene il dubbio che forse sia stato accertato che quanto scritto sia ricompreso nel diritto di cronaca e che non sussistessero gli elementi per la diffamazione?
Eppoi questo è il primo grado, ce ne sono ancora 2……
D’altra parte, per voi comunistelli baste trovare qualcuno che spara contro Silvio ed è tutto oro colato!
Tra un pò, vedrete che il vostro amico Travaglio (che si è arricchito non poco grazie a Silvio) riuscirà a vendervi anche la propria cacca chiusa in un barattolo e con la scritta: merda di comunista!
Grazie Paolo, mi hai regalato uno spaccato dell’Italia allucinante. Mi fai iniziare la settimana meglio (all’estero). Ti consiglio comunque di rileggere bene quel famoso articolo dell’Economist. Tutto quello che scrivevano e’ vero ed e’ agli atti. Starebbe poi ai giudici valutare quei fatti e applicare la legge, non certo ai giornalisti o a noi. Su questo siamo daccordissimo. Sono un po’ meno in accordo semmai con un certo lodo Alfano, grazie al quale Lui non puo’ essere neanche indagato. Chissa’ come mai.
Per STEFANO
Il motivo del lodo Alfano è per evitare che durante un incontro a Napoli tra i ministri del G7 sulla criminalità (ricordi?) arrivino, da parte di una certa magistratura, avvisi di granzia idonei solo a sputtanare il nostro presidente del consiglio (e l’Italia)rivelatisi poi del tutto privi di fondamento…
Un antipasto del Bossi dei bei tempi:
http://www.brianzapopolare.it/sezioni/politica/berlusconi_mafioso_lega_2001feb16.htm
http://www.berluscastop.it/_und/silvio_it4.htm
E dai quei ‘comunisti’ dei magistrati che diventano tali quando c’è qualcosa che penzola sulla testa del nano:
Milano, 10 dicembre 2004. Sentenza del processo Sme, stralcio con unico imputato Silvio Berlusconi. È già miracoloso, innanzitutto, che si sia arrivati a una sentenza, dopo un processo lunghissimo che gli imputati e i loro avvocati-parlamentari hanno tentato di frenare e bloccare in ogni modo. Prima tentando di depistare le indagini. Poi disertando le udienze e allungando il calendario del dibattimento. Infine confezionando leggi su misura: quella sul legittimo sospetto, per spostare il processo altrove e arrivare alla prescrizione (tentativo bloccato dalla Cassazione); quella sull’improcessabilità delle cinque più alte cariche dello Stato (lodo Maccanico-Schivani, bocciato dalla Corte costituzionale).
La sentenza, comunque, è finalmente arrivata. Ecco che cosa dice.
1. Per il pagamento di 500 milioni di lire uscite dai conti di Berlusconi e arrivate al giudice Squillante, attraverso i conti diPreviti:
la sentenza afferma che il fatto è avvenuto, ma il reato è ‘corruzione semplice’ (negli anni in cui è stato commesso, una distrazione del legislatore, poi corretta, non ha previsto il reato di ‘corruzione in atti giudiziari’ per chi paga i giudici. Così la pena è più blanda e soprattutto la prescrizione scatta in soli 7 anni e mezzo (e non in 15). Così, riconoscendo all’imputato Berlusconi le attenuanti generiche, scatta la prescrizione.
2. Per i pagamenti ai giudici effettuati da Barilla:
assoluzione, ma con riferimento al secondo comma dell’articolo 530, dunque per insufficienza di prove. E con la formula ‘per non aver commesso il fatto’, che lascia intuire (lo sapremo dalle motivazioni) che il fatto però è stato commesso (dunque la corruzione c’è stata).
3. Per i pagamenti ai giudici visti da Stefania Ariosto (al circolo Canottieri Lazio, nel garage…):
assoluzione piena (è l’unico caso, su quattro); ma anche qui con la formula ‘per non aver commesso il fatto’, che lascia intuire (ma lo sapremo solo dalle motivazioni) che il fatto è però stato commesso ( e dunque anche in questo caso la corruzione c’è stata).
4. Per il pagamento al giudice Verde per la sentenza Sme:
assoluzione perché ‘il fatto non sussiste’ (è l’unico caso sui quattro); però anche qui si richiama il secondo comma dell’articolo 530, dunque l’insufficienza di prove (mentre nel processo principale Verde e Previti erano stati assolti, per questi pagamenti, con formula piena).
Palermo, 11 dicembre 2004. Sentenza al processo in cui Marcello Dell’Utri era imputato di concorso esterno in associazione mafiosa: condanna a 9 anni. Dunque il tribunale ha riconosciuto che il braccio destro (o sinistro) di Berlusconi è stato ed è uomo a disposizione di Cosa nostra. Fin dal 1974, quando fu chiamato a Milano da Berlusconi per risolvere (’privatamente’) il problema delle minacce d’estorsione e di rapimento che Berlusconi aveva ricevuto. Allora Dell’Utri si portò dietro, a Milano, un mafioso, Vittorio Mangano, che divenne la ‘garanzia’ di Cosa nostra in casa Berlusconi.
Così Dell’Utri ha messo Berlusconi nelle mani della mafia. Fino agli anni Novanta, in cui nasce Forza Italia, vista da Cosa nostra, dopo la stagione delle stragi e la dissoluzione della Dc, come il nuovo referente politico delle famiglie siciliane.
La condanna è personale e riguarda Marcello Dell’Utri (con il suo coimputato Tanino Cinà, condannato a 7 anni). Ma chiama pesantemente in causa Silvio Berlusconi: questo sarebbe stato messo da Dell’Utri nelle mani della mafia, fin dal 1974; e Forza Italia sarebbe stata spinta da Cosa nostra e salutata come una soluzione dai boss in difficoltà dopo l’esaurirsi della strategia stragista.
Che cosa succederebbe, a questo punto, in un Paese normale? Chiuso il capitolo giudiziario, che cosa risponderebbe una politica sana e una società civile sveglia?
@Paolo: Mi spieghi perchè allora negli Stati uniti NON ESISTE una legge pari al lodo Alfano?
VERGOGNATEVI.
Prima o poi la gente si accorgerà che li state prendendo per il culo. Ed allora se ne vedranno delle belle.
http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_02/quote_latte_protesta_allevatori_arcore_gemonio_zaia_3459e8d0-0704-11de-99a0-00144f02aabc.shtml
Per Marco 58:
hai mai visto negli usa dei giudici COMUNISTI che presso il loro Tribunale, con il braccio alzato urlano RESISTERE RESISTERE RESISTERE?
Negli Usa non è mai entrata nel governo una formazione politica con la falce ed il martello nel simbolo.
Da quelle parti, i COMUNISTI, erano (giustamente) dei perseguitati politici
@ Paolo
Negli U.S.A. Berlusconi non sarebbe mai diventato presidente della Nazione,sarebbe in GALERA da un bel pezzo!!
Anche e soprattutto senza bisogno dei giudici Italiani.
@ Marco 58
tutto bene? qui no
La piantate di giocare con questo troll ritardato che è ancora fermo ad una politica infantile da cabaret dove ci si sfida tra destra e sinistra?! Ma possibile che in Italia non esiste una politica adulta? Che lo scontro tra due fazioni di imbecilli arretrati abbiamo monopolizzato ogni questione mentre il resto del mondo va avanti?