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Berlusconi svende il patrimonio culturale italiano

Pubblicato Lunedì 1 Settembre 2008 in Svezia

[Svenska Dagbladet]

L’Italia non può più permettersi di prendersi cura dei tesori culturali del paese, e così si è cominciato a vendere o affittare regge e templi a soggetti privati. Le proteste sono forti da parte dei critici che accusano il governo di Berlusconi di smantellare il patrimonio culturale del paese.
Nel 2002, il governo di Berlusconi ha proposto di privatizzare parti del patrimonio culturale del paese. Una nuova società pubblica, Patrimonio dello Stato, ha compilato un’ampia lista di musei, regge, monumenti e statue - liste di prezzi incluse. L’iniziativa ha provocato indignazione negli ambienti culturali in tutto il mondo. I direttori di musei come il Tate e il Louvre hanno fatto appello al governo di destra italiano perché metta l’interesse della collettività al primo posto.
Durante il corto soggiorno del governo di centro-sinistra sembrava tirare un’aria nuova e si è investito nella cultura. Il primo ministro Romano Prodi parlava appassionatamente di sovvenzioni statali alla cultura piuttosto che di sponsor privati.
Ma adesso è tornato Berlusconi e la svendita dei tesori culturali è cominciata. A Verona stanno mettendo all’asta tre palazzi e un monastero, in modo che la città dell’opera si possa permettere un nuovo garage-parcheggio al di sotto di un centro di esposizione. In Sicilia pensano di affittare i famosissimi templi di Agrigento per un periodo di trent’anni. I responsabili di Pompei vogliono limitare il numero di visitatori per noleggiare parti dei resti archeologici a multinazionali come Google, Microsoft e Warner Bros. “Il 2008 è l’anno della grande svendita culturale”, ha scritto recentemente il quotidiano La Repubblica.
Il governo ha tuttavia promesso di non svendere gioielli culturali che appartengono all’identità culturale del paese. “Il Colosseo non è in vendita” hanno assicurato. Insomma, non aspettiamoci un cocktail party per pezzi grossi dell’industria alle Terme di Caracalla o una festa per bambini sulla Torre Pendente di Pisa.
Eppure molti si preoccupano del fatto che i ricavi provenienti dagli affitti dei tesori culturali non vengano usati per attrezzature, per la manutenzione e per nuovi scavi - cosa che sarebbe nell’interesse comune. L’avvertimento è che la commercializzazione dei tesori culturali possa distruggere il loro valore estetico e culturale. In particolare, gli italiani temono una “disneyficazione” americana di luoghi come Pompei.
L’incubo dei critici è che l’eccezionale patrimonio culturale italiano finisca nelle mani di privati, i quali potrebbero poi lasciar cadere in rovina regge e musei, oppure aumentare i prezzi dei biglietti rendendoli improponibili per la gente comune. Molti temono che gli investitori vengano fuori con idee come, ad esempio, organizzare una gay parade a Castel Sant’Angelo, il mausoleo dedicato all’imperatore Adriano.
-Voglio solo gridare e mi chiedo “quanto in basso cadrà l’Italia?”, domanda a Deutsche Welle Gottfried Wagner, storico e direttore d’orchestra, discendente di Richard Wagner che ha vissuto in Italia per 30 anni.
Wagner sostiene che l’Italia abbia prodotto i migliori artisti, compositori e architetti della storia mondiale, e che la svendita è un modo di calpestare il patrimonio culturale del paese, motivo d’attrazione per milioni di turisti.

Ma il budget italiano per la cultura si restringe costantemente con Berlusconi, che cerca di tenere in piedi la vacillante economia del paese. Le famiglie italiane dal canto loro non sono interessate a donare soldi per la manutenzione delle opere culturali.
-Gli investimenti economici nella cultura e nei musei sono crollati, così come l’interesse della politica nella cultura, secondo Salvatore Settis, uno dei maggiori archeologi italiani che si occupa della conservazione dei monumenti.

[Articolo originale di Gunilla Von Hall]

Gli ultimi commenti.

  1. Mercoledì, 10 Settembre 2008 alle 10:44 pm, Fabio Sciarra ha scritto :

    Ragazzi, ho letto i vostri commenti. Ma non vanno bene. L’informazione italiana non può riportare le vostre osservazioni critiche, le vostre angosce e tanto meno le vostre timide perplessità. Scusate, non siete funzionali alla tesi imperante (’in italia c’è molto benessere e l’economia è solida’ Silvio Berlusconi, oggi, da Londra alla notizia della crescita del PIL italiano allo 0,1%) Quindi dovete concentrarvi sull’unico vero dilemma che affligge il Popolo delle Libertà (e le notti di Veltroni) e dovrebbe tormentare anche tutti voi:
    Ma si dice Miraaacolo o… Miiiracolo?!
    Anzi, siate costruttivi. Perché non organizzate una bella petizione affinché si faccia una bella puntata di Ballarò, Primo Piano o- perché no?- un bello specialone di Porta a Porta su questo annoso dilemma? E, mi raccomando, lasciate stare quei vetero comunisti dei giornalisti stranieri: vi rovinano solo la salute.

  2. Martedì, 9 Settembre 2008 alle 6:29 pm, stecca66 ha scritto :

    Ciao Alessandro ben ritrovato,l’antidoto è spegnere la tv e tornare a parlarci.
    Di casa non esce più nessuno, perchè è più importante avere SKY e la Play.

    Che svendano i patrimoni non gliene frega a nessuno,ma se gli tocchi la Play o il campionato allora scendono in piazza.

  3. Martedì, 9 Settembre 2008 alle 9:17 am, Lara ha scritto :

    è vergognoso.

  4. Martedì, 9 Settembre 2008 alle 5:35 am, ernesto ha scritto :

    pietro87 vai a leggere l’articolo dell’economist e fammi un commento. Non dire stronzate come sei solito dire però

  5. Martedì, 9 Settembre 2008 alle 12:47 am, RaffRag ha scritto :

    Non vorrei essere profeta in patria, ma penso che ciò che ho trovato a Locri Epizefiri (http://raffrag.wordpress.com/2008/08/28/locri-epizefiri ) sia, in piccolo, quello che si può vedere dappertutto in Italia, vieppiù a Pompei. Un requiem per i beni culturali italiani.


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