Vertice del G8: caserme per Barack Obama, con un campo da basket buttato in mezzo

[The Guardian]

“Scusi, ma cosa sta facendo?”
Gli italiani si esprimono in modo così delicato. Anche questo, che imbracciava un fucile semiautomatico ed aveva una pistola assicurata alla coscia, in stile Rambo.

È una prova che il Guardian è riuscito ad entrare in quello che, fino a venerdì prossimo, quando finirà l’ultimo summit G8 dei leader mondiali, sarà il luogo più delicato ed intensamente controllato del mondo: il campo da basket di Barack Obama.
È stato creato, fuori dalla residenza temporanea del presidente (”Edificio P1″), come segno di gentilezza dal suo ospite, Silvio Berlusconi. E di nuovo si potrebbe pensare che il Presidente del Consiglio italiano fosse in debito con lui di una o due di queste gentilezze.

Dopo aver descritto il presidente degli USA come “abbronzato”, ha deciso che Obama e gli altri, che non vedevano l’ora di riunirsi sulle miti acque della Sardegna, dovranno incontrarsi nelle caserme in una zona terremotata.

Oggi c’è stata un’altra scossa di assestamento del disastro che, in aprile, ha causato quasi 300 morti. Il sisma, di magnitudo 3.6, ha fatto fuggire in strada gli impiegati del palazzo della regione e di altri edifici recentemente riaperti a L’Aquila.

I potenti della terra arriveranno in un aeroclub trasformato frettolosamente in aeroporto. Fonti ufficiali dicono che il nuovo Aeroporto dei Parchi, la cui torre di controllo è fatta di prefabbricati, può gestire aerei da 40 passeggeri al massimo.
Tuttavia è situato in una striminzita pianura in una valle circondata da montagne ed i primi aerei che atterreranno giovedì dovranno fare manovre mozzafiato per allinearsi con la pista. Una volta che i presidenti e primi ministri avranno superato questa piccola avventura, saranno condotti alle caserme attraverso un’area ancora visibilmente distrutta dal terremoto.

La strada passa attraverso il paese di Coppito, molti dei cui abitanti vivono in una tendopoli a lato della strada principale. Una delle prime cose che gli illustri ospiti potrebbero vedere è una casa che ha perso un’intera parete, rivelando così l’interno.
Anche se qualche attività è ripresa, i dintorni di L’Aquila sembrano una zona di guerra: camion di aiuti umanitari, elicotteri che fanno fracasso in cielo, edifici che sembrano bombardati, e bancarelle di negozianti che ancora non possono rientrare nei loro locali.

Le caserme, a 5 km dal centro di L’Aquila, devono essere stata una scelta imbarazzante per il brillante leader italiano. Ospitano una scuola di addestramento della Guardia di Finanza (motto: “Nec recisa recedit”-”Neanche spezzata retrocede”).
Questo è un ramo delle forze armate che dipende dal Ministero dell’Economia ed i cui compiti comprendono il controllo dell’evasione fiscale, un reato per cui Berlusconi, che nega l’addebito, è attualmente sotto processo. Non per la prima volta.

Sotto l’irregolare piazza d’armi si estende una rete di bunker. Si dice comprenda alcuni caveau della Banca d’Italia per custodire parte delle riserve nazionali.
L’area ha un altro collegamento con la crisi finanziaria globale che sarà l’argomento principale del G8: La Repubblica ha riferito ieri che, nel 2004, era stata venduta dall’ultimo governo Berlusconi ad un consorzio comprendente anche la defunta Lehman Brothers e la nazionalizzata Royal Bank of Scotland.

Visitando il luogo giovedì scorso, Berlusconi ha detto che sarebbe stato “tutto pronto con giorni d’anticipo”. Dato che i suoi funzionari non erano disponibili per una visita, The Guardian ha deciso di fare da sé.

Oltre una fila di guardrail c’era una zona che sembrava potesse essere pronta semmai per le 23.59 della sera prima dell’inaugurazione di mercoledì. C’erano operai che sollevavano muri in cartongesso, stendevano zolle di prato davanti agli alloggi dei delegati e spostavano mucchi di spazzatura dietro la sala congressi principale, che era un ammasso di teloni di plastica e cavi pendenti. E anche il campo da basket di Obama, a fianco di un edificio insignificante che serviva da foresteria, non è esattamente pronto per una partita.

La visita è stata interrotta da un militare della guardia di finanza e da un corpulento sergente con la barba che ci ha fatto cancellare le foto prima di allontanarci. La foto sotto? E’ un segreto del mestiere. Nec recisa recedit. Come diciamo al Guardian.

[Articolo originale "G8 summit: Barracks for Barack Obama, with basketball court thrown in" di John Hooper]

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23 commenti per Vertice del G8: caserme per Barack Obama, con un campo da basket buttato in mezzo

  • Francesco

    Più i giorni passano, più i governi si avvicendano, più gli scandali e i malaffari affiorano e più sono intimamente convinto che se quel deficiente di garibardi se ne fosse stato a casa sua, oggi, noi tutti, dalla Val Pusteria a Lampedusa, staremo molto -ma di molto- meglio.

  • valerio

    che berlusconi e’ uno solo e se l’italia fosse divisa in 6 o 7 pezzi, solo uno se lo beccherebbe!

  • Francesco

    No vabbè, io non ce l’ho col Berluska in particolare… Del resto se si è beccato quel popò di voti non deve essere proprio il peggiore.

    E’ solo che, provate a pensarci, ma da quando c’è stata l’annessione generale (io non la chiamo unità d’italia) la nostra penisola non ha più prodotto nulla di importante. A livello umano, politico, tecnologico, economico, scientifico. Migliaia di meridionali ammazzati dai Savoja e bollati come “briganti”, massicce emigrazioni di Veneti nei paesi dell’america latina per fuggire alla miseria del post Serenissima, il fascismo, le migrazioni interne forzate. La seconda guerra mondiale, i deportati, le donne “marocchinate”, la guerra delle bombe in Alto Adige, le brigate rosse e il tentato golpe fascista del ‘71.
    La P2, Andreotti, Craxi e tangentopoli, poi l’ascesa di Berlusconi, tangentopoli2, vallettopoli, calciopoli, vaginopoli, infiltrazioni mafiose negli apparati politici italiani, Falcone e Borsellino, ed ora eccoci qui: governati da una massa di vecchi da reparto di geriatria, una manciata di cavallone vogliose e disponibili e dietro uno stuolo di vescovi e papi bavosi, che manovrano i fili. Il resto del mondo sta meditando di buttare fuori l’italia dal G8 e intanto ci avviciniamo al “default” a grandi passi.

    Non è questione di “visione passatista” delle cose. Ma alla fin fine l’unica buona cosa che potrebbe fare l’italia, in 143 anni di agonia, è un bel divorzio dolce e ognuno per la sua strada. In un contesto Europeo. L’Europa è il futuro, l’italia è solo un progetto fallito.

    Una prece.

  • Pippo

    @Francesco
    Scusami ma la tua visione è di un catastrofismo esagerato, l’italia è stata ed è piena di grandi menti: montale, pasolini, dario fò, montanelli e molti altri. Anche la storia politica, piena come dici te di momenti oscuri, ha avuto momenti importanti: i referendum per il divorzio, tangentopoli in cui il marcio della prima repubblica è venuto fuori, perfino il fascismo ha fatto qualcosa di buono dando la possibilità di cacciare i savoia. Sicuramente si poteva fare molto meglio l’italia, probabilmente un federalismo sul lungo andare sarebbe stata migliore, però non l’indipendenza di ogni regione che fu il motivo principale della nostra debolezza e sudditanza straniera dal 1500 fino all’unione italiana e non credere che oggi sarebbe molto diverso, cambierebbero solo i modi.

    Poi se mi permettete credo che il male più grande dell’italiano è la rassegnazione, la rassegnazione di noi di sinistra a un sistema che sembra invincibile, e di chi vota berlusconi: “perché da lui te lo aspetti anche di essere fregato ma se lo fà anche la sinistra allora perdi ogni fiducia” testuali parole di un mio amico che lo vota e io penso che tra i suoi elettori ce ne sono molti così. Forse siamo fermi ancora nel 2009 ai Guelfi e ai Ghibellini e incapaci di parlare di cose vere…

    scusate lo sfogo ma quannò ce vò ce vò come si dice dalle mie parti

  • Francesco

    @Pippo
    Non credo di avere una visione esageratamente catastrofista. Ho fatto solo un bilancio.
    Tu mi parli di grandi menti, Montale che era pure senatore a vita… Ma Pasolini non aveva molto a che fare con l’italia: del resto fondò la “Academiuta di lenga furlana”. E comunque non si può dire certo che, in vita, l’italia abbia valorizzato Pasolini, anzi…
    Stessa cosa per Dario *Fo*, oggigiorno c’è più di un italiano che si sollazzerebbe a vederlo schiattare, senza contare che nell’italica televisione lo si vede col contagocce.
    Montanelli, quando si mise contro la discesa in campo del Cavaliere del Cialis (alias Sig. Tessera P2 N°1816) praticamente s’era segato le gambe da solo. E comunque, nonostante la letteratura ed il giornalismo siano nobile arte, servono anche cose più concrete. Le Poesie, gli scritti e gli articoli aiutano marginalmente l’economia ed il lustro di una nazione, o meglio, stato nel caso dell’italia.

    Il referendum per il divorzio è stato un bene, come per tutti i referendum promossi dai Radicali nei ‘70. Tuttavia tu, sbagli e di grosso a dire che “tangentopoli in cui il marcio della prima repubblica è venuto fuori”, io direi che il marcio è affiorato. Ma la maggiorparte dei farabutti corruttori degli anni ‘80 ancora siedono nel parlamento o nel senato, tranne quelli che sono schiattati, beninteso.

    Io rimango dell’idea che l’unione italiana è stata la sopraffazione dei Savoja, delle loggie massoniche e degli interessi di pochi. Sopra il volere di decine di popolazioni diverse che ancora oggi rimangono orfane e sotto una nazione-matrigna che ha fatto (e ancora fa) più male che bene

    Oh, quasi dimenticavo, tu dici che “perfino il fascismo ha fatto qualcosa di buono dando la possibilità di cacciare i savoia”, ti ricordo che durante il fascismo molte popolazioni della penisola sono state brutalizzate, per non parlare poi della seconda guerra mondiale. L’idiozia del mussolini nel voler seguire quel pazzo di hitler ha catapultato nella miseria ancor più nera la penisola. Per non parlare dei gerarchi, fuggiti con le fedi nuziali che le “italiche donne” hanno donato alla “patria” durante l’autarchia.
    Per non parlare delle migliaia di donne stuprate dai legionari francesi durante la fine della 2a guerra. Tutti questi sacrifici per cacciare i Savoja? Ma i Savoja sono ancora in italia! Com’è sta storia? Ti sei reso conto che alle ultime elezioni Europee c’era un tale EMANUELE FILIBERTO DI SAVOJA che s’era presentato nelle file dell’UDC (il partito di Casini-Sperminator) ?

    L’italia è solo un’espressione geografica e le scellerate idee dell’800 non possono e non devono rovinarci la vita ancora oggi, nel 2009.

  • Pippo

    @Francesco
    Quello che tu dici su Pasolini, potrebbe essere vero per molti altri artisti non italiani: Edgar Allan Poe era considerato un pazzo prima della morte, più recentemente Picasso, Philip K. Dick e molti altri, tutto si può dire tranne che sia un’esclusiva italiana di non saper in pieno apprezzare i geni, anche perché fortunatamente non abbiamo tutti le stesse idee. Ho voluto parlare di arte perché è una cosa che mi sta a cuore, però volendo si può allargare alla scienza, all’architettura, ecc… con persone che hanno avuto il coraggio di restare o tornare.
    Sulla prima repubblica hai ragione non è uscito fuori tutto, però ha dato un breve momento collettivo di sete di giustizia, poi le cose sono andate a finire in maniera poco chiara come purtroppo succede spesso in italia.
    Sul fascismo hai male interpretato la mia ironia, che il fascismo abbia fatto precipitare nel baratro un paese già di suo debole non ci sono dubbi.
    Vero però mi consola la loro capacità di fare figure di m***a, nonostante casini e i suoi amici pseudo cattolici, buon sangue non mente…
    Tornando sull’unità io la vedo in maniera diversa si sono sfruttati a vicenda: i savoia per allargare il territorio, i borghesi e parte della popolazione per raggiungere la tanto agognata unità nazionale e per avere un governo più forte, perché come sempre l’interesse economico c’è. Poi come ho detto prima poteva essere fatta molto meglio sia dal punto di vista etico ma anche semplicemente politico, ma più di questi risultati non sono riusciti ad ottenere e i problemi di allora si sentono pure oggi.
    Ma meglio uniti con mille problemi che rimanere deboli e frammentati in un mondo finto buonista.

    Probabilmente dopo tutto questo lunga difesa mi avrai preso per una specie di estremista nazionalista, però pur sapendo i molti difetti di questo paese, mi piace anche ricordarmi i suoi pregi e di quanto ha contribuito nella cultura occidentale, sennò per cosa ci lamentiamo?

  • valerio

    @pippo
    montale, pasolini, dario fò, montanelli e molti altri. tutte grandi menti. letterarie pero’.
    e gli scienziati? fermi se ne andato per il fascismo. la montalcini ha preso il premio nobel quand’era in americca. rubbia costruisce centrali elettriche in spagna. marconi e’ andato in inghilterra. meucci in america. il microchip l’abbiamo inventato in italia, ma chi ha avuto il coraggio di svilupparlo?
    in effetti l’italia non ci ha dato tanto.
    miseria i primi 50 anni, mussolini per altri 20, la prima repubblica per altri 50 ha fatto bene solo per i primi 20, adesso altri 20 di berlusconi…

  • Francesco

    Il primo microprocessore (intel 4004) è stato inventato da un Veneto (come me!), Federico Faggin, ovviamente nei laboratori Intel in america…
    Poi Faggin decise di aprire una sua azienda di microprocessori (sempre in america), la Zilog. Ed inventò il processore Z80 che è stato uno dei più usati negli anni 80. Avete presente lo ZX81, lo Zx Spectrum, l’MSX, i sistemi Videotel della Philips ma anche il Sega Master System, il Gameboy… Tutti con la cpu Z80.

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