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Da lontano, questa vernice beige un po’ spenta che lo ricopre fa pensare ad una casa popolare. Da più vicino, si pensa piuttosto ad un curato condominio di periferia. Quattro piani, circondato da un prato, vetri blindati, si presenta così questo edificio funzionale e privo di fascino che ospiterà, dall’8 al 10 luglio, le notti dei capi di Stato e di governo del G8.
Il palazzo dei presidenti domina l’area di 55 ettari della caserma della Guardia di finanza, di fronte alle montagne, ed è il simbolo di questo G8 “low cost”, trasferito dall’isola della Maddalena, in Sardegna, dove doveva tenersi, a l’Aquila, in Abruzzo. E’ lì che, il 7 aprile alle 3 e 32, un terremoto ha causato la morte di circa 300 persone, privato più di 50 000 della propria abitazione, e distrutto il centro storico della città. “Sarà un G8 solidale, spiega Guido Bertolaso, commissario dell’avvenimento, segretario di Stato e presidente della protezione civile. Le tende dei rifugiati più vicine sono a 300 metri in linea d’aria.
Questa idea folle, la si deve a lui. Silvio Berlusconi, il presidente del consiglio italiano, non ha fatto altro che incaricarsene politicamente. Guido Bertolaso racconta: “Fino al 7 aprile, ignoravo tutto di questo luogo. Non sapevo nemmeno che esistesse. Dopo due o tre giorni, ho capito che avevo trovato un tesoro.” Questa scuola, costruita secondo le norme antisismiche, è praticamente l’unico edificio pubblico che il sisma ha totalmente risparmiato, al punto che tutti i servizi amministrativi e tutte le unità di soccorso vi si radunano.
Il capo della protezione civile continua: “Ho proposto a Berlusconi di spostare qui il G8 in segno di solidarietà all’Abruzzo. Mi ha detto: E’ una pazzia”. Il capo del governo, allora al massimo della sua popolarità, ha saputo lasciarsi convincere, persuaso che la sua audacia gli avrebbe valso la riconoscenza degli italiani e della comunità internazionale. Ciò che il segretario di stato non dice, lo scrive la stampa italiana: se tutto è pronto per accogliere le delegazioni in Sardegna, la messa in sicurezza dell’area sembra problematica. Ad esempio, l’idea di far dormire Barack Obama su una nave ancorata al largo fa innervosire i servizi di sicurezza americani.
Questa scuola protetta da alte mura e da inferriate è ritenuta una delle più sicure della Penisola. La Banca d’Italia vi ha addirittura depositato alcuni dei suoi fondi…. La scossa di 6,3 gradi del 7 aprile non ha fatto cadere che qualche metro quadrato di intonaco, crepato uno o due muri dell’edificio. Un’inezia. Il luogo è stato ispezionato dai più grandi sismologi e architetti, perlustrato dagli emissari dei paesi invitati prima di essere dichiarato “idoneo al G8″.
Tuttavia, secondo la stampa, gli americani hanno chiesto misure di sicurezza supplementari in caso di evacuazione in seguito ad un sisma. “Abbiamo i nostri protocolli, taglia corto Guido Bertolaso. Valgono per tutti, ma possiamo adattarci. Io dormo qui tutte le notti da due mesi, e non sono preoccupato”. Per prudenza, numerosi paesi hanno mantenuto alcune prenotazioni in alcuni grand hotel di Roma. Caso mai…
All’interno del muro di cinta della caserma, 500 operai lavorano giorno e notte da tre settimane. Il cantiere è percorso da uomini con il casco che trasportano chilometri di cavi, di tubi. Da una parte, un operaio dà una mano di vernice su un muro dopo che un montacarichi l’ha un po’ graffiato. Da un’altra parte, un giardiniere srotola metri quadrati di prato. Si ridipingono di verde i marciapiedi davanti alla caserma. Si piantano alberi. Si tagliano le erbacce lungo la strada. Barack Obama avrà il suo campo di basket; Nicolas Sarkozy, il suo percorso di jogging. La piscina coperta, per contro, è inaccessibile: un pavimento è stato posto sulla vasca per accogliervi la stampa. Idem per il campo da tennis e di calcio. L’aula plenaria? L’ex palestra. Costo della ristrutturazione: 50 milioni di euro.
Di norma ospita 2 500 allievi, così la scuola della Guardia di finanza potrà accogliere un po’ più di 1 000 persone: i capi di Stato e le loro delegazioni, limitate a 25 persone per paese e per istituzione. I collaboratori in più – 500 solamente per Barack Obama – dormiranno negli hotel della costa adriatica o a Roma. Il resto di questi inquilini provvisori è composto da ufficiali di sicurezza, cuochi, collaboratrici domestiche. Le camere sono state ristrutturate. Letti, scrivanie, capezzali, poltrone sono griffati “made in Italy”. Una volta terminato il G8, sono destinati ad ammobiliare alcune delle centinaia di case in costruzione nei dintorni de l’Aquila.
E’ la parola d’ordine ufficiale: fare tutto affinché la città e i suoi dintorni traggano profitto da questo appuntamento. Seducente. Commovente al punto da provocare in alcune persone un riflesso di solidarietà economica. I doni sono ben accetti per rimettere a posto alcuni dei capolavori distrutti della città. Per rendersi conto dei danni, i capi di Stato non avranno che 3 chilometri da percorrere per accedere al centro della città, o qualche metro da fare per visitare un laboratorio di restauro installato in un edificio dietro a quello dove si terranno le assemblee plenarie.
Ma, per alcuni dei 50 000 rifugiati che vivono nelle tende blu della protezione civile da più di due mesi, i soldi spesi e il tempo consacrato all’organizzazione del G8 sono altrettante risorse di cui essi non disporranno. Il culmine? Una gigantesca operazione di comunicazione per dire al mondo che il sisma sarà presto un cattivo brutto ricordo. Un aeroporto ampliato? Ce ne sono già tre in un raggio di 80 chilometri, dicono. Ad una strada luccicante di asfalto posato recentemente dove transiteranno le auto ufficiali, oppongono le centinaia di case ridotte ad un ammasso di pietre. Gli organizzatori insistono, al punto da sembrare sospetti: “Il G8 non mette tra parentesi il lavoro effettuato per la rinascita della città. Sono due cose totalmente separate.”
I comitati di cittadini che si sono arrabbiati dopo il sisma parlano di un’altra realtà. Descrivono la promiscuità nei campi, le aspre liti di vicinato. Il nervosismo. L’ozio di coloro che hanno perduto il loro lavoro ed allo stesso tempo la loro impresa. La disperazione all’idea di restare ancora per lunghi mesi in questa situazione provvisoria di cui non vedono la fine. Il centro della città è stato parzialmente riaperto. Ma solo un’ora al giorno a gruppi di 50 persone sotto scorta dei pompieri.
Una forte scossa, lunedì 22 giugno, ha provocato nuovi timori. “Siamo tornati due mesi indietro. La gente si domanda se siamo alla fine di un ciclo sismico o all’inizio di un altro”, spiega il sindaco de l’Aquila, Massimo Cialente. Ogni replica sembra allontanare l’obiettivo della ricostruzione della città. Per ora, lo Stato non ha sbloccato che 1,3 miliardi di euro per l’emergenza: il pagamento delle tende, le notti negli hotel, la costruzione di nuove case. Ma la ricostruzione – quella che permetterà agli abitanti di ritornare nei loro paesi e di riprendere la vita di prima – dovrà attendere. E’ previsto l’arrivo di altri sette miliardi entro il… 2032.
Pertanto, Stefania Pezzopane, presidente del centro sinistra della provincia, sostiene che “questo G8 è il benvenuto”. “Abbiamo bisogno prima di tutto di attenzione, spiega. Oggi la concorrenza è dura. Una città può uscire di scena velocemente.
Massimo Cialente sostiene, anche lui, il G8, anche se è dispiaciuto per non esserne stato associato. “Il mondo non ha ancora veramente capito cosa è successo qui”, racconta. La sua fascia tricolore è pronta, nel caso in cui un capo di Stato volesse avventurarsi tra le rovine. Avendo perso la sua casa, si dice pronto ad accogliere Barack Obama nel suo camper pieno di infiltrazioni d’acqua. “E anche Michelle”, aggiunge.
[Articolo originale "Secousses à L'Aquila en vue du G8" di Philippe Ridet ]
















Spiace che i francesi di Le Monde non abbiano parlato della Sardegna, con le opere incompiute e i fondi scippati…
Ho letto su un altro blog che Obama e la Merkel non hanno intenzione di stare alla caserma, e faranno i loro incontri a Roma e forse a sorpresa alla Maddalena. E’ confermata sta cosa? No, perchè mi sta scappando da ridere!
Sono schifato da Berlusconi!
Quando si fa il passo più lungo della gamba…….il rischio è alto.
Terremoto = passerella privata per l’immagine di decisionista del premier = ci sono io, ci penso io
G 8 = Vedete cosa sono riuscito a fare
Domanda: aveva chiesto il parere degli abruzzesi ? E se sì, cosa gli avevano chiesto? Soono curioso di sapere la verità.
G8 “low cost”, viene definito. Perchè i soldi spesi per La Maddalena li scarichiamo su un altro evento?
…[Barack Obama avrà il suo campo di basket; Nicolas Sarkozy, il suo percorso di jogging. ...... Costo della ristrutturazione: 50 milioni di euro.]…..
Quanta voglia che ho di dire: ” Abruzzesi che lo avete votato, eccovi accontentati”, ma nessun italiano merita di essere preso in giro in questa maniera, men che meno chi ha subito una disgrazia come il terremoto.
E qualcuno si scandalizza di un parere della Serracchiani………..andiam bene !!!!!
@zerb
lo dico io: ”Abruzzesi che lo avete votato, eccovi accontentati”
se uno non si sveglia neanche dopo aver battuto la testa…