Il lato oscuro del Cavaliere

Kathimerini

Non c’è più un’edizione del telegiornale in cui manchi Silvio Berlusconi. Un tempo, per i suoi rapporti con la magistratura italiana. Recentemente, per la sua avventurosa vita privata. Tuttavia, è fuori discussione la sua capacità unica di affascinare gli elettori italiani. Va ricordato che è stato eletto per tre volte Presidente del Consiglio, sebbene i media internazionali lo considerino un mix fra un demagogo e un buffone con abbondante cerone sulla faccia. Il giornalista Dimitris Deliolanis tenta di dare una risposta a queste importanti questioni nel suo nuovo libro «Silvio Berlusconi, vita e politica» (ed. Kastaniotis). Deliolanis non è un osservatore esterno della vita politica italiana. Vive a Roma da quando è adolescente. Ci ha studiato e ci lavora. Scrive di suo pugno, ma per il pubblico greco. Lo scrittore mostra che dietro l’immagine pubblica di un politico sui generis, si celano innumerevoli segreti e pericolosi legami. La nascita delle imprese di Berlusconi (prima nel campo edilizio e poi in quello televisivo) rappresenta un mistero. Lui stesso si è creato l’immagine di uomo che si è fatto da sé, che ha lavorato duro e che ha lottato contro i poteri forti dell’economia.

Come si evince dal libro, utilizzò sin dall’inizio prestanomi e società fantasma. Mafiosi pentiti hanno ammesso come l’impero di Berlusconi sia stato costruito con i soldi di Cosa Nostra. Berlusconi è stato anche membro della famigerata loggia massonica P2. L’impero del “Cavaliere” è nato ed è sopravvissuto grazie al sostegno fornito da gruppi di potere occulti e non. Hanno creato e sostenuto colui che ha poi rapidamente ottenuto il monopolio della televisione privata in Italia.

La discesa in campo di Berlusconi nel 1994 fu solo un atto di sopravvivenza. A seguito dell’inchiesta giudiziaria Mani Pulite perse infatti i propri appoggi politici. Il suo gruppo era pieno di debiti. Berlusconi si impegnò in prima persona a proteggere politicamente il suo impero. Ci è riuscito usando i mezzi che lui stesso conosceva bene. Per vendersi come politico organizzò una campagna pubblicitaria senza precedenti, basata sul bombardamento televisivo. Nel giro di quattro mesi un nuovo politico e un nuovo partito presero il comando.

Oggi (anche a causa del fallimento del governo di centro-sinistra di Prodi), la popolarità di Berlusconi si è rafforzata. Il Presidente del Consiglio ha dimostrato che può permettersi di dire e fare (quasi) tutto, senza correre alcun rischio. L’immagine dell’uomo d’affari anti-politico che si è sacrificato per salvare l’«impresa Italia», dell’incorreggibile donnaiolo, del furbo sempre in grado di sfuggire alla legge, del burlone che scherza amichevolmente con i potenti della Terra, ha conquistato la maggioranza degli italiani, soprattutto gli strati sociali più bassi. Deliolanis non ritene che Berlusconi sia Mussolini, ma sottolinea che ha creato un regime fondato sul culto della sua personalità e che calpesta sistematicamente valori e istituzioni. Si tratta di un fenomeno italiano, che affonda le proprie radici nella storia del paese.

[Articolo originale "Η σκοτεινή πλευρά του Καβαλιέρε " di Startos Ligeros]

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Traduzione di:
Stefano
Revisione di:
Marianna