[Time]
Uno dei vantaggi di governare da solo e’ quello di scegliersi le feste nazionali. Il colonnello libico Muammar Gheddafi ha inventato un po’ di feste per la sua nazione nord-africana da quando ha preso il potere con un colpo di stato nel 1969. Tre anni fa, quando i negoziati con l’Italia a proposito dei risarcimenti per la dominazione coloniale di Roma erano ad un punto morto, ne ha aggiunta un’altra: il 7 ottobre divenne il “Giorno della Vendetta Contro gli Italiani”.
Adesso, con un atto di rimorso senza precedenti da parte di una ex potenza coloniale europea, l’Italia si e’ formalmente scusata per le ingiustizie compiute durante i suoi 30 anni di dominazione in Libia all’inizio del secolo scorso, e ha accettato di pagare 5 miliardi di dollari di risarcimenti a Tripoli. Gheddafi ha prontamente dichiarato il 30 agosto - giorno in cui e’ stato firmato l’accordo - il Giorno dell’Amicizia Libico-Italiana.
Forse dovrebbe essere chiamato il “Giorno di Silvio”. Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi e Gheddafi, che condividono un certo miscuglio di durevolezza e imprevedibilità, hanno firmato l’accordo sotto una delle caratteristiche tende del deserto di Gheddafi nella citta’ costiera di Bengasi, mentre si scambiavano battute e si mostravano le foto dei rispettivi nipotini.
Berlusconi insiste che la Libia si e’ pian piano riavvicinata alla comunita’ internazionale, e che la sostanziosa somma di denaro include una grossa porzione di progetti di investimento di cui beneficeranno le compagnie italiane, fra cui una grande autostrada in cantiere da molto tempo per unire l’Algeria alla Tunisia e l’Egitto. Gheddafi ha anche annunciato che l’Italia ricevera’ un trattamento preferenziale per quanto riguarda il petrolio e le riserve di gas del suo paese, e ci ha infilato la restituzione di un’antica statua di Venere portata a Roma durante il colonialismo, come segno di amicizia.
Forse piu’ cruciale per gli elettori a casa, Berlusconi ha ricevuto un impegno scritto da parte di Gheddafi che il suo paese farà di più per fermare l’ondata di immigrati illegali che attraversano il Mediterraneo partendo dalle coste libiche, la maggior parte dei quali sbarca sulle coste italiane.
Ma non tutti sono stati favorevolmente colpiti. “Gheddafi e’ un dittatore,” ha scritto Romano Bracalini sul quotidiano L’Opinione. “Si e’ rinforzato politicamente e puo’ cantare vittoria. Questo non e’ un giorno di cui andare fieri per la Repubblica italiana.”
L’accordo crea anche un nuovo e interessante precedente. L’Italia ha anche trascorso tempo in Eritrea, Somalia ed Etiopia, che adesso potrebbero esigere simili indennizzi.
Ex colonie di altre potenze europee potrebbero avere motivi per studiare l’accordo della Libia. Il giornale algerino Liberté, per esempio, ha fatto un appello al presidente francese Nicolas Sarkozy di “tenere conto dell’esempio italiano”. Il giornale L’Expression ha aggiunto che “genocidio, tortura e crimini contro l’umanità sono certamente esistiti in Algeria. Sono stati l’espressione della Francia coloniale e del suo contingente millitare e sono durati per 132 anni.” Le Potential, un quotidiano congolese, ha spedito un messaggio simile al governo del Belgio che in passato ha governato il paese.
L’accordo della Libia con l’Italia fa parte del suo sforzo continuo di riconciliarsi con l’Occidente. In luglio, ha raggiunto un accordo finale di risarcimento con le famiglie delle 270 vittime del bombardamento, nel 1988, di un aereo di linea americano sopra Lockerbie, in Scozia, di cui fu accusato il regime di Gheddafi. Questo accordo sembra aver portato alla normalizzazione dei rapporti diplomatici con Washington e ad un’inaspettata visita del Segretario di Stato Condoleeza Rice alla fine di questa settimana. A qualcuno interessa una “Giornata per Condy”?





Gli ultimi commenti.
L’accordo è importante per i vari motivi diretti ed indiretti di ritorno economico e non solo con la Libia, le scuse per il male inflitto nel passato dovute. Intanto i 20.000 italiani cacciati dalla Libia nel 1970 aspettano ancora un equo risarcimento. I loro beni (400MLD di allora) furono confiscati come risarcimento per le colpe del governo italiano. L’accordo italo-Libico del 1956 (Legge 843/1957) e la risoluzione ONU 388/1950 violate senza nessuna conseguenza. Per saperne d più http://www.airl.it mentre per capire l’impatto emotivo della vicenda, specie sui bambini di allora: http://www.tripolini.it
Cordiali saluti
Massimo Russo
Ragioniamo: perché fare una cosa del genere, senza precedenti? L’atto di bontà non convince nessuno, questo è chiaro. Quali sono dunque i motivi?
Vediamo:
- aziende italiane si occuperanno dell’uso di questi fondi per la costruzione delle opera
- l’Italia riceverà un trattamento di favore per petrolio e gas
- arriveranno meno immigrati? Non lo so, ma non credo sia questo tra i motivi principali dell’accordo.
In ogni caso sembra un accordo ragionevole. Siamo sicuri che non ci sia davvero nient’altro? Vale la pena di indagare.
Ancora: i giornali italiani non ne hanno quasi parlato eppure la cosa è grossa, perché? 5 billioni di dollari sono tanti e in questo momento non possiamo permetterceli direi. Questo fatto dimostra il controllo presente sui mezzi d’informazione in Italia.
Invia un commento