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Italia: Roma risarcisce la Libia per il periodo coloniale

Pubblicato Domenica 31 Agosto 2008 in Germania

[Die Zeit]

40 anni dopo la fine dell’epoca coloniale in Libia, il capo del governo italiano ha approvato il risarcimento e si è scusato pubblicamente “per i danni recati”. Al paese nordafricano vanno cinque miliardi di dollari americani. Tramite questo gesto, Berlusconi si augura di ottenere vantaggi economici.

L’Italia vuole risarcire la Libia per il periodo coloniale con cinque miliardi di dollari americani (3,4 miliardi di euro). L’importo verrà versato sotto forma di investimenti in infrastrutture del paese nordafricano, come ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un incontro avvenuto sabato con il presidente libico Muammar al-Gheddafi. “A nome del popolo italiano, vorrei porgere le scuse ed esprimere il rammarico per ciò che successe molti anni fa” ha dichiarato Berlusconi a Bengasi, a circa mille chilometri ad est dalla capitale Tripoli.

Stando all’accordo, saranno versati 200 miliardi di dollari ogni anno. Secondo Berlusconi, con il risarcimento si porrà fine a “40 anni intrisi di incomprensioni: l’Italia riconosce completamente i danni recati alla Libia anche sul piano morale”. Tra le altre cose, i soldi saranno investiti nella costruzione di un’autostrada costiera che collegherebbe la Libia con le confinanti Tunisia ed Egitto.

Con il risarcimento Berlusconi spera in vantaggi economici

I rapporti tra Roma e Tripoli sono stati molto tesi per parecchi anni. Gheddafi, salito al potere nel 1969, espulse nel 1970 i 25.000 italiani residenti in Libia dall’epoca coloniale. Per molto tempo entrambe le parti hanno cercato una soluzione di risarcimento per la politica coloniale italiana. Durante l’occupazione della Libia, l’Italia impiegò gas tossici e durante gli oltre tre decenni di periodo coloniale furono deportati in Italia migliaia di libici.

Berlusconi vede il risarcimento anche come una possibilità di aumentare i rifornimenti di gas ed olio dalla Libia. Spera anche in una più stretta collaborazione contro l’onda di profughi diretti in Italia, come è stato reso noto domenica da La Repubblica. La maggior parte degli immigrati arrivano in Italia dopo esser passati per la Libia e il Mediterraneo.

Ammesse responsabilità per l’attacco di Lockerbie solo per porre fine alle sanzioni

Nel frattempo il figlio del capo di Stato libico, Saif al-Islam al-Gheddafi, ha spiegato che il governo libico si è preso la responsabilità dell’attentato di Lockerbie solo per normalizzare i rapporti con l’Occidente e per porre fine alle sanzioni contro il suo paese. In un’intervista andata in onda sull’emittente britannica della BBC, ha ammesso “di aver giocato con le parole” nella lettera scritta al Consiglio di sicurezza mondiale, nella quale la Libia “si è addossata la responsabilità delle azioni dei propri impiegati. Cosa si può fare? Senza scrivere la lettera, non ci saremmo mai liberati delle sanzioni.”

Nell’esplosione di una bomba, depositata presumibilmente da agenti segreti libici su un Jumbo della compagnia aerea statunitense PanAm, avvenuta in volo sopra la cittadina scozzese di Lockerbie, morirono in tutto 270 persone. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha applicato delle sanzioni contro la Libia. Le sanzioni furono annullate soltanto nel 2003, dopo che Tripoli si prese la responsabilità dell’accaduto.

Soltanto di recente la Libia ha accordato ai familiari delle vittime dell’attentato di Lockerbie e di quello avvenuto nella discoteca berlinese La Belle (1986 - tre morti), un risarcimento di 800 milioni di dollari. Saif al-Islam al Gheddafi, il quale ha condotto il negoziato, ha riferito alla BBC che i familiari si sono comportati in modo “avido” e “materialista”. ”Credo abbiano speculato sul sangue dei loro figli e delle loro figlie”. Saif al Islam al-Gheddafi è da tempo il favorito per la successione a suo padre. Tuttavia, qualche giorno fa ha dichiarato di volersi ritirare dalla politica.

[Articolo originale]

Gli ultimi commenti.

  1. Sabato, 27 Settembre 2008 alle 10:41 am, Massimo Russo ha scritto :

    Interscambio 2007 Italia-Libia:1638 Milioni di euro(fonte ICE/MAE)
    Libia Settembre 2008:Gara di privatizzazione industrie gas,carta,plastica,casearia,frutta in scatola elettrodomestici(Fonte ICE)e per il resto basterebbe cercare sul web.
    Nel 1970, 20.000 italiani sono stati espulsi e privati dei loro beni in violazione dell’accordo internazionale del 1957(L. 843/1957), risoluzione ONU 388/1950, art 35 Costituzione Italiana. L’italia ha promesso di risarcire, ha erogato irrisori indennizzi falcidiati dalla svalutazione in cambio della cessione dei diritti sulle proprietà in attesa di accordi internazionali.L’Italia ha rinunciato a pretendere il rispetto degli accordi precedenti firmandone uno nuovo.
    Sono passati 38 anni…..i 20.000 aiutano lo Stato a risolvere il problema scomparendo in modo naturale.
    http://www.tripolini.it Massimo Russo

  2. Venerdì, 5 Settembre 2008 alle 9:37 am, Francesca7 ha scritto :

    certo…perchè noi ‘navighiamo’ nell’oro e quindi possiamo permetterci di risarcire tutti! facciamo beneficenza! evviva!

  3. Giovedì, 4 Settembre 2008 alle 5:26 pm, Fabri ha scritto :

    Questa è la tipica decisione che ho sempre sperato non avvenisse. A fronte delle tante decisioni buone che, secondo il mio punto di vista, sono state prese, questa pareggia il conto pesando come un macigno sulle negative.
    Secondo la logica utilizzata, infatti, dovremmo stare dietro a rompere le scatole a tedeschi, francesi, spagnoli e compagnia per i loro dominii in Italia nei vari secoli (Napoleone, Borboni ecc…).
    Poi stiamo buoni buonini ad aspettare che loro ci presentino il conto per colpa dell’impero romano. Poi la Grecia dovrà risarcire il sud Italia, ricordiamolo…

    Chissà se ci sono ancora i primi sapiens sapiens in giro, potrebbero volere anche loro qualche eurino…

  4. Giovedì, 4 Settembre 2008 alle 4:59 pm, Antonio Macchi ha scritto :

    E agli abissini niente?

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