[Financial Times]
I sostenitori di Silvio Berlusconi negano che ci sarà un fuggi fuggi – una corsa verso l’uscita – sulla scia dei molto pubblicizzati scandali intorno alla sua vita privata, ma i più importanti alleati all’interno della coalizione di centro-destra italiana contemplano già un futuro politico senza il loro leader di lungo corso.
Sicure fonti governative, parlando in modo anonimo, sottolineano che non credono che il settantaduenne magnate dei media e tre volte Presidente del Consiglio rassegnerà presto le dimissioni. Nonostante ciò, ministri in posizioni chiave iniziano a preoccuparsi della possibilità che nuove dannose rivelazioni possano portarlo a chiedere le dimissioni.
“È uno scenario completamente nuovo. Le cose stanno cambiando,” ha affermato un funzionario, guardando indietro agli ultimi due mesi da quando è emersa l’amicizia di Berlusconi con una diciottenne aspirante modella e le successive dichiarazioni di sua moglie, Veronica Lario, che ha deciso di divorziare dall’uomo che “frequenta minorenni”.
Un collaboratore di Berlusconi – mantenendo la posizione ufficiale che gli “scandali” sono una macchinazione e una cospirazione dei partiti di opposizione, dei giornali e dei magistrati politicamente schierati – ha affermato che il governo teme che i magistrati annuncino un’indagine ufficiale sul Presidente del Consiglio proprio mentre ospiterà i leader mondiali in occasione del G8 del mese prossimo.
C’è ancora il ricordo del 1994, quando un tribunale ha notificato a Berlusconi che era sotto indagine per corruzione mentre stava tenendo una conferenza sul crimine all’ONU. Il suo governo è caduto un mese dopo quando la Lega Nord ha lasciato la coalizione.
I ministri stranieri del G8 in preparazione al summit iniziano questa sera un incontro di due giorni in Italia.
Berlusconi ieri ha risposto alle continue rivelazioni in un’intervista a Chi, che fa parte della sua schiera di riviste. Ha detto di non ricordare il nome o il volto di Patrizia D’Addario, la quale pare sia tra le donne pagate da un uomo d’affari per partecipare alle feste nelle residenze private di Berlusconi e abbia trascorso nella sua casa di Roma la notte delle elezioni del presidente degli Stati Uniti a novembre dello scorso anno. Berlusconi ha dichiarato di non avere mai pagato una donna per fare sesso.
Mentre avvenivano le intercettazioni delle telefonate di Giampaolo Tarantini, un imprenditore della sanità sospettato di corruzione nell’assegnazione di contratti nel settore, i magistrati nella città portuale di Bari hanno iniziato ad investigare sulla possibilità che avesse ingaggiato prostitute.
Tarantini ha negato le accuse, affermando di avere pagato loro solo le spese. Berlusconi ha affermato che Tarantini gli era stato presentato l’anno scorso come un rispettabile imprenditore.
I ministri temono che le dichiarazioni della D’Addario di avere fotografie e registrazioni del suo incontro con Berlusconi potrebbero rivelarsi vere e dannose o che le accuse contro Tarantini si possano estendere. Le dinamiche chiave sono cambiate, dicono le fonti governative. Primo, c’è la sensazione che le ambizioni di Berlusconi a diventare, da Presidente del Consiglio, Capo dello Stato, siano state infrante. Secondo, le elezioni europee di questo mese hanno mostrato che gli elettori si stanno allontanando. Infine, l’immagine internazionale dell’Italia è stata danneggiata, e la Chiesa cattolica sta facendo pressione.
Malgrado la sua immagine di anfitrione miliardario che vizia gli amici con regali e feste suntuose, gli alleati lo dipingono come isolato, senza nessuno che osi dargli consigli personali. Nella sua malinconica intervista a Chi, Berlusconi ricorda che nell’ultimo anno ha perso sua madre e sua sorella, e che ha perso la moglie che amava.
Carismatico e ricco, Berlusconi è la colla che ha tenuto unita la sua variegata coalizione. Non ha un evidente successore. Il suo nuovo partito, il Popolo della Libertà, non ha un sottosegretario. I ministri si schierano su posizioni diverse. Coloro il cui futuro dipende dalla sopravvivenza di Berlusconi sono i difensori più accesi – tra loro Maurizio Sacconi (Lavoro), Claudio Scajola (Sviluppo Economico) e Franco Frattini (Esteri). Le donne scelte da Berlusconi – tra cui Mara Carfagna (Ministro delle Pari Opportunità) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente) – gli sono leali, ma trovano difficile parlare nelle attuali circostanze. Poi ci sono figure chiave che sono state in silenzio o hanno preso le distanze, vedendo un futuro oltre Berlusconi e sperando che ci sia una ordinata successione.
Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, è il più vicino a Berlusconi e sta già da ora agendo da Presidente del Consiglio, seguendo gli affari mentre il suo capo è costretto a combattere con i propri problemi. Giulio Tremonti, Ministro delle Finanze, ha il vantaggio di avere stretti legami con la Lega Nord. Gianfranco Fini, portavoce del Parlamento, sta coltivando un’immagine da statista rispettabile.
Ma come un potentato del Medio Oriente che non può accettare di lasciare le scene, i funzionari vedono un serio ostacolo alle dimissioni, oltre alla nota testardaggine di Berlusconi. La sua immunità dalle azioni giudiziarie, garantitagli dalla sua larga maggioranza in Parlamento, dura solo finché mantiene la carica.
[Articolo originale "Berlusconi whispers grow louder" di Guy Dinmore]




















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Se l’obbiettivo è la Consulta
I bene informati sostengono che il vero obbiettivo della campagna di discredito condotta da alcuni giornali nei confronti di Silvio Berlusconi non punta genericamente a schizzare di fango l’immagine del Presidente del Consiglio ma sia diretta a conseguire un risultato molto più preciso. Secondo costoro le manciate di sterco accortamente lanciate all’indirizzo del Cavaliere secondo un programma ed una ben calibrata scansione temporale, mirerebbero a creare le condizioni per la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale. La rimozione dello scudo difensivo del Capo del Governo spingerebbe tutte le Procure politicizzate od in cerca di fama a scatenare vecchie e nuove iniziative giudiziarie nei confronti del Cavaliere. Ed a quel punto, tra il crepitio dei gossip a carattere sessuale ed il bombardamento degli avvisi di garanzia, Berlusconi non potrebbe far altro che salire al Colle e rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. È difficile dire se questo sia un complotto o un semplice disegno strategico. Ed, in fondo, è del tutto irrilevante stabilirlo. Di importante, semmai, c’è che si tratta di un progetto niente affatto fantasioso ma terribilmente realistico. E che la sua natura è totalmente e completamente eversiva. È certamente realistico, infatti, prevedere che la Corte Costituzionale possa rimanere influenzata dalla valanga di discredito che viene quotidianamente gettata in faccia al leader del Pdl. La Consulta, si sa, non è un organo immune all’influenza politica. Inoltre è composta da persone che, pure volendo resistere ai propri personali orientamenti politici, difficilmente possono rimanere immuni dal comune sentire del proprio ambiente. Quello, per intenderci, dei grandi burocrati dello stato, della nomenklatura inamovibile e privilegiata che ha sempre guardato con raccapriccio l’ “intrusione” nella politica nazionale di un “alieno” e plebeo come Berlusconi.
In questo ambiente si può perdonare tutto. Tranne l’ostentazione. Così il Cavaliere, che invece fa dell’ostentazione (anche delle proprie conquiste femminili) la principale arma di comunicazione diretta con l’elettorato, rischia molto. Chi ha elaborato il disegno complottistico (così si uniscono le due diverse definizioni) conosce perfettamente il clima da Sinedrio farisaico che spesso si forma all’interno della Corte Costituzionale. Calcola che difficilmente i Grandi Sacerdoti della Repubblica democratica saranno in grado di non subire l’influenza de “La Repubblica” debenedettiana e scalfariana. E sa che se mai la Consulta dovesse bocciare sul serio il Lodo Alfano il passaggio dell’assalto delle Procure delle dimissioni e dell’apertura della crisi sarebbe automatico. La natura eversiva e golpista del disegno complottistico è fin troppo evidente. Ancora una volta si tenta di ribaltare e cancellare per una strada estranea alle normali regole democratiche una scelta compiuta in piena libertà dal corpo elettorale. Ed i componenti della Corte Costituzionale farebbero bene a non dimenticare mai che in un sistema democratico conculcare la sovranità popolare è un reato mentre godersi la vita può essere a mala pena un peccato. Ma oltre che gridare al golpe è bene anche cercare il modo più opportuno per evitarlo. E questo modo, da parte di Silvio Berlusconi, è solo quello di moltiplicare ed accelerare al massimo la propria azione di governo. Per dimostrare di essere, in questa fase politica, il motore portante della “macchina-Italia”, l’unico in grado di assicurare la tranquillità e la stabilità del quadro politico, cioè i requisiti indispensabili per uscire dalla crisi. Non basta la carta degli impegni concreti, delle realizzazioni pratiche, della soluzione dei problemi e dell’avvio delle grandi riforme? Bene, in quel caso non rimarrebbe che il ricorso alle urne. Subito, senza dubbi ed esitazioni di sorta!
Arturo Diaconale
… Di importante, semmai, c’è che si tratta di un progetto niente affatto fantasioso ma terribilmente realistico. E che la sua natura è totalmente e completamente eversiva. …
Tipo la natura del progetto della P2, giusto?
Nel numero in edicola venerdì scorso, L’espresso (gruppo De Benedetti) ci informava che Silvio (Berlusconi) e Gianni (Letta) sono ancora insieme, ma separati “da una invisibile cortina di sfiducia”, perché il secondo – Gianni – a cena a casa di Silvio avrebbe deciso di non farsi vedere più.
La cosa, nel bailamme di questi giorni, passa inosservata: le agenzie la ignorano, gli altri giornali non la riprendono. Insomma, una voce come un’altra, manco troppo plausibile.
Ieri però, da oltre Manica, il Sunday Times – evocando beninformate, anonime e molto presunte fonti interne al governo italiano – ci ha fatto sapere che tra Gianni e Silvio qualcosa si è rotto. La prova? Che il primo declinerebbe gli inviti a cena del secondo. Apriti cielo! A cominciare dal sito on-line di Repubblica, passando per tutti gli altri, fino ad arrivare ai quotidiani di stamattina, la notizia era ormai oro colato.
Repubblica in particolare (gruppo De Benedetti) puntando al recupero, esibisce a pagina 11 la pistola fumante, a firma del corrispondente da Londra: Gianni Letta, sottosegretario e più fidato collaboratore di Silvio Berlusconi, ha preso le distanze dal premier e rifiuta i suoi inviti a cena. Sicuro? Sicurissimo, lo scrive il Sunday Times!
Resta il dubbio su quale dei colonnelli del Pd salterà su questa volta sventolando la stampa estera e accusando Berlusconi di esporre l’Italia al pubblico ludibrio. Ma il meccanismo ormai è piuttosto scoperto: i giornali del gruppo Debendetti riportano voci, fonti anonime, sospetti, sussurri di palazzo, finti virgolettati. Il giorno dopo la stampa inglese ormai specializzata, traduce (spesso male, ricordare il Signore nel senso del Padreterno scambiato per Berlusconi da Times?) ripubblica con tanto di sopracciglio alzato e il giorno dopo qui Italia tutto viene preso come Vangelo. D’altronde è la stampa anglosassone no?
Io,con tutto il rispetto,vorrei pregare i due commentatori che mi hanno preceduto,di ascoltare alcune delle intercettazioni fatte a quella “povera vittima”di complotti attaccata da tutti i giornali(ma quando mai !)e da tutte le tv (come sopra),prima che vadano fuori legge.Uno che crede cecamente alle sue parole , e’una congiura,e’ spazzatura ,fango gettato addosso, potrebbe fidarsi ingenuamente.Poi,pero’,le parole che si sentono,quelle non si possono negare !
O vuoi vedere che anche questo eversivo di microfono del telefono congiura contro di lui distorcendo quanto dice ?
Ragazzi,non scherziamo !
Luca
@ alberto
cosa ne pensi di questo ? Inverosimile ?
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/consulta-la-cena-segreta/2102905&ref=hpsp
Alberto, qui ti smentisci da solo oltre a ridicolizzarti nuovamente. Dici che la stampa estera copia quella italiana il giorno dopo, ma questo sito ci dimostra invece che semmai e’ la stampa estera ad essere avanti e anche di molto!
Quasi tutti gli articoli in questo sito riportano notizie che nenanche sono nei giornali italiani. I principali giornali stranieri hanno uno o piu’ corrispondenti a Roma e questi prendono le notizie cosi’ come le prendono (o dovrebbero prenderle) quelli italiani.
Trova altri specchi su cui arrampicarti.
da quando ci sono i 2000 nuovi sbirri cybernetici, guardacaso, appaiono sempre + commenti filogovernativi in giro per la rete
@gigi
cosi’ fai un complimento ai nostri troll berlusconiani. Secondo me neanche li assolderebbero per fare i disturbatori professionisti.
Pensa che c’e’ chi copia e incolla ad un articolo tradotto dal Financial Times un articoletto di Arturo Diaconale…
Ognuno fa riferimento a chi si merita
@Stefano
… Financial Times … articoletto di Arturo Diaconale…?
Questo il TUO giudizio!
Io propongo: Arturo Diaconale … articoletto del Financial Times!
Della serie: le idee non valgono a seconda di CHI le scrive!
ma si si che si riconoscono in molti blog questi dipendenti Publitalia messi a fare interventi filo berlusconcini.. lo sappiamo .. lo sappiamo, patetici che sono! che devono fare per guadagnarsi lo stipendiuccio, chissà che contratto hanno? a progetto forse?
mi ricordo solo la prima pagina del Giornale (editoriale a firma Belpietro) con un spazio bianco e titolato grosso modo così : “qui avremmo mostrato la foto che ci hanno impedito di pubblicare” a proposito degli incontri di Sircana.
Ricordo che TUTTA l’opinione pubblica disse che la vita privata di Sircana riguardava Sircana e lio solo.
Ricordo che Cesa, allora capogruppo UDC, propose una mozione per aumentare i rimborsi dei parlamentari per pagare l’alloggio alle loro famiglie a Roma, perchè altrimenti il povero Mele, sentendosi sol, era costretto ad invitare escort nella sua stanza….
Purtroppo non ricordo altri attacchi simili, strumentali e beceri quali quelli subiti dal Cav. Berlusconi….
La stampa estera non credo sia mi stata in Italia e non si renda conto della vergognosa campagna denigratoria nei confronti del premier ma del resto alla sinistra non è rimasto altro…….
veramente le foto di sircana furono pubblicate…
il “povero mele” era (o è) un puttaniere cocainomane…
poi l’attuale premier oltre che puttaniere, è anke un maniaco sessuale che non si fà problemi a mostrare i suoi genitali alle ragazzine…. per quanto riguardo la cocaina poi,non penso faccia differenza orami… però alla luce della repressione in atto, è proprio un atteggiamento ipocrita… meno male che c’è la stampa estera e questo sito che ci fornisce le traduzioni….
Nn ti ricordi che Sircana ammettendo l’errore diede il permesso di divulgarle e le foto vennero publicate? Mi sembra che la tua memoria funziona solo quando ti conviene;tra l’altro nn mi sembra che i “compagni di avventure” di Sircana e Cesa abbiano poi preso posto in parlamento o in qualche fiction RAI, dunque in quei casi ci si potrebbe effettivamente appellare alla privacy… e poi è normalissimo che un Presidente del Consiglio richiami maggiormente l’attenzione internazionale rispetto ad un portavoce o al capogruppo di un piccolo partito! E’ normale ke un personaggio pubblico del calibro di Berlusconi sia sotto i riflettori, tanto più se uno ha un “curriculum” come il suo!!! Se nn facesse una cazzata dopo l’altra le toghe rosse eversive e golpiste nn avrebbero niente a cui appellarsi…
@arthur: dici bene, ammettendo l’errore.
il problema è un altro,
in italia c’è la censura(tg1 ecc) e la disinformazione(tg4 ecc),
e le notizie bisogna andarle a cercare all estero.
in tv ormai c’è solo propaganda
E poi quanto può essere credibile uno che mette il Cav. davanti al nome di Berlusconi?
P.S. Nel commento precedente intendevo Mele, nn Cesa…