[Kathimerini]
Due modelli diametralmente opposti per affrontare l’immigrazione clandestina in Europa
Mentre l’Italia di Silvio Berlusconi scivola verso misure sempre più estreme per la lotta all’immigrazione clandestina, o almeno per dare l’impressione di affrontarla, la Spagna di José Luis Rodríguez Zapatero adotta un modello diverso e più liberale con lo stesso obiettivo. In un teso incontro con il suo omologo italiano, il ministro spagnolo del Lavoro e dell’Immigrazione Celestino Corbacho lo scorso anno sintetizzò la loro differenza di approccio affermando: «Voi criminalizzate, noi sorvegliamo».
Nell’ultimo decennio la Spagna ha registrato una rapida crescita del numero di immigrati, che hanno trovato occupazione nel fiorente settore edilizio e adesso che la crisi sta colpendo duramente il paese, gli stranieri sono i primi a perdere il posto di lavoro. La disoccupazione, di per sé, ha portato molti immigrati a tornare a casa. Degli 800.000 rumeni che vivono in Spagna si stima che 80.000 siano rimasti senza lavoro e di questi la metà sarebbe già tornata in Romania.
Inoltre, per agevolare il rientro dei disoccupati latinoamericani nei loro paesi, la Spagna dallo scorso anno sta offrendo loro incentivi finanziari. Invece di ricevere l’indennità di disoccupazione ogni mese, gli viene fornita tutta insieme per un importo pari a 10.000 euro, a condizione che ritornino alla loro patria e che non tornino in Spagna nei successivi tre anni. Circa 5.000 immigrati disoccupati hanno beneficiato del programma per ricominciare una nuova vita in patria e molti di più sono coloro che vorrebbero beneficiarne ma non possono perché legati al mutuo delle loro abitazioni. Sempre per colpa della crisi del mercato immobiliare, non sono in grado di vendere i loro appartamenti e sono così costretti a rimanere in Spagna, anche se disoccupati.
Nel 2005 la Spagna aveva portato avanti un ampio programma per la legalizzazione degli immigrati, offrendo 600.000 permessi di soggiorno agli immigrati lavoratori, i quali così pagano regolarmente i loro contributi rafforzando i fondi pensione e le entrate fiscali. Le sei sanatorie di immigrati che si sono succedute dal 1985, vanno di pari passo con l’aumento delle multe volte a colpire il lavoro nero. Con la più recente legge sono aumentate ancora di più le multe ai datori di lavoro che impiegano immigrati privi di documenti e sono state rese più severe le condizioni per il ricongiungimento familiare. Allo stesso tempo, però, è stato concesso il diritto di voto alle elezioni comunali a mezzo milione di immigrati latinoamericani ed è stato stabilito l’obbligo dello Stato a fornire gratuitamente assistenza legale agli immigrati e l’educazione ai loro figli, indipendentemente dal fatto che i genitori abbiano i documenti o meno.
Pesanti multe
Al contrario, l’Italia ha deciso l’anno scorso di condannare gli immigrati a una condizione di miseria e di mettere anche a rischio la salute pubblica con un provvedimento che prevede che i medici debbano denunciare alle autorità coloro che cercano assistenza medica senza avere i documenti. La nuova legge non è diretta contro i trafficanti, ma contro gli immigrati stessi, affermando che chiunque sia trovato illegalmente nel paese debba pagare una multa fino a 10.000 euro. La legge prevede l’istituzione di «ronde di cittadini», che pattuglino le strade anche con stemmi di aquile sulle divise, come le camicie nere di Mussolini. In seguito all’accordo con la Libia, il governo Berlusconi ha cominciato a «rispedire» in Africa le barche con gli immigrati clandestini senza dar loro alcuna possibilità di presentare una domanda di asilo. Se davvero l’obiettivo è la riduzione del numero degli immigrati e non il sensazionalismo, questo metodo completamente illegale non è neanche molto efficace. Stando alle cifre ufficiali, il 95% degli immigrati clandestini non arrivano in Italia sulle barche dal sud, ma con diversi altri mezzi dai paesi dell’est, spesso camuffati da turisti.
[Articolo originale "Ελεγχος στην Ισπανία, εξαθλίωση στην Ιταλία" di Evridiki Bersi]




















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stefano,li hai contati tu?dove sta ’sto 95%?
pino,non mi pare di aver mai detto che la brambilla è un’ottima ministra,anzi,mi fa pena lei ed il “magic italy” dei tamarri,però prima di parlare voglio vedere come lavora nel settore..magari piace ai burini di tutta europa(tamarri o no,basta che portino ricchezza alla popolazione).bondi è un uomo molto intelligente ed anche se di qualcosa non ci capisce un ciufolo,nessuno al mondo è onnisciente,non è così stupido da non circondarsi di un ottimo staff da coordinare.ora il turismo andrà,come prevedibile,a rotoli,non perché noi siamo degli incapaci ma per il semplice motivo che gli stranieri non hanno soldi da spendere.
Per quanto riguarda le percentuali di immigrazione clandestina,la maggior parte avviene via terra, ma è meno noto mediaticamente per varie ragioni, il tutto è elencato qui in questo documento pdf(i dati citati sono del ministro dell’interno – si arriva fino al 2006):
http://www.cespi.it/PDF/mig-mare.pdf
Per quanto riguarda invece la situazione attuale italiana circa il problema dell’immigrazione, mi piacerebbe avere la sicurezza di Pietro.
Partendo dal sito che lei(Pietro) ha segnalato per parlare dei problemi di immigrazione in Spagna sono passato alla situazione italiana, e leggendo mi sembra che se gli spagnoli non possono essere tranquilli, noi non è che siamo messi meglio…
Per farsi un idea basta vedere gli articoli:
http://www.meltingpot.org/rubrica99.html
Damiano, se invece di scrivere e basta prestassi piu’ attenzione all’articolo potresti vedere che e’ il giornalista a riportare questo dato basandosi sui dati ufficiali. Se proprio non ci credi guarda anche questo giornale comunista:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200905articoli/43824girata.asp
Oppure il solito wikipedia che continui a non considerare:
http://it.wikipedia.org/wiki/Immigrazione_clandestina
Nel paragrafo “L’immigrazione clandestina in Italia” ti spiega con dati del ministero del 2006 che il 60% degli immigrati entrano regolarmente (senza barconi o sotterfugi) ma non se ne vanno quando scade il visto, il 25% entra dai paesi Schengen (cioe’ da nord) e solo il 15% (nel 2005-2006) entrava dal Mediterraneo (Ancona, Puglia e Sicilia). I dati piu’ aggiornati riducono ancora questo valore fino a circa il 5% e questo ben prima dei gesti criminali compiuti dal nostro governo.
Colpire l’immigrazione proveniente dal sud e’ relativamente piu’ facile in questo momento perche’ sempre meno persone stanno comunque utilizzando quella rotta in quanto pericolosa, poco pratica e costosissima. Solo gli allocchi come te cascano in queste trappole mediatiche-populiste. Se le possono permettere in Italia perche’ la maggioranza dei cittadini non e’ affatto informata e non riesce ad analizzare l’intero problema dell’immigrazione o a fare un semplice ragionamento elementare.
invece gli allocchi come te credono a queste storielle.
l’italia si stava rovinando l’immagine per quei baracconi che arrivavano dal mare,se poi adesso passano dalla turchia e dai balcani,arrivando in tir in tutta l’europa occidentale,cosa pretendi dal governo?noi gli accordi con la libia li abbiamo fatti,adesso ci pensasse bruxelles (che paghiamo per grattarsi le pxxle) a responsabilizzare ankara e fare,per una buona volta, una politica a riguardo visto che non sono mai in grado di far nulla di concreto quei buoni a nulla.
noi i nostri confini del sud li stiamo proteggendo civilmente,senza bisogno delle navi da guerra come la spagna,di più non si può fare…anche perché alcuni paesi a grande emigrazione,come la romania,sono entrati in europa e vige l’accordo di circolazione senza frontiere di schengen.ringraziate l’europa anche per quest’altra genialata di schengen.
A me va molto bene il sistema che è stato adottato in Italia . Gli altri facciano quello che gli pare , ma non giudichino . Vorrei ricordare che l’Olanda ha chiuso le frontiere per due anni a Rumeni e Bulgari . E nessuno ha protestato . Come mai ?