Noemi ha causato la guerra mediatica

[Journalisten]

Adesso è guerra in Italia, guerra mediatica. Le armi le hanno prese da un lato quella parte della stampa italiana avversa a Silvio Berlusconi e dall’altro i canali TV, i quotidiani e le riviste dello stesso Berlusconi.

La stampa critica nei confronti di Berlusconi gode di forti alleati soprattutto in Gran Bretagna, Germania e Francia. Ciò ha portato il quotidiano Il Giornale, di proprietà di Berlusconi, a denigrare tutta la stampa estera.

Veniamo accusati di passare gran parte del nostro tempo in ristorantini e sulle terrazze dell’intelligentia di sinistra, di usare le nostre conversazioni, accompagnate da un bicchiere di spumante sul far della sera, come fossero accurate analisi politiche e di condirle poi rimaneggiando ciò che scrivono quotidiani di sinistra quali La Repubblica o l’Unità.

Dunque, che cosa c’è in ballo in questa guerra? Una donna, ovviamente. Una Lolita della zona di Napoli sospettata di essere l’”amichetta” di Silvio Berlusconi. Si è venuto a sapere che si conoscono il 26 aprile quando la ragazzina, di nome Noemi, compiva 18 anni. Quel giorno, Silvio Berlusconi si è improvvisamente materializzato al suo compleanno di periferia, portando con sé una collana del valore di 60 000 corone [circa 6000€, N.d.T.].

Si è fatto fotografare con tutti gli invitati, compresi il cuoco e una prozia, per poi scomparire verso le sue pressanti faccende di governo. Prima però si è assicurato del fatto che le foto fossero pubblicate in esclusiva da Chi, settimanale della casa editrice di sua proprietà, la Mondadori.

L’improvvisata di Berlusconi a Noemi ha portato sua moglie a chiedere il divorzio. Tra le altre cose, dice di non poter vivere con un uomo che “frequenta” minorenni.

Da allora, il nemico mediatico giurato di Berlusconi, il quotidiano La Repubblica, ha servito ogni giorno ai suoi lettori nuove rivelazioni sull’affare Noemi. Il giornale pubblica quotidianamente anche dieci domande aperte per Silvio Berlusconi. Come ha conosciuto la famiglia di Noemi? Che tipo di relazione ha con Noemi e da quando la conosce?

Da allora, il nemico mediatico giurato di Berlusconi, il quotidiano La Repubblica, ha servito ogni giorno ai suoi lettori nuove rivelazioni sull’affare Noemi. Il giornale pubblica quotidianamente anche dieci domande aperte per Silvio Berlusconi. Come ha conosciuto la famiglia di Noemi? Che tipo di relazione ha con Noemi e da quando la conosce?

Se ciò è vero, vengono confermate le informazioni fornite dal fidanzato. Ci sarebbero insomma sia un testimone credibile che prove fotografiche del fatto che Berlusconi nel suo tempo libero se la spassa con minorenni. Nel frattempo, un magistrato di Roma ha sequestrato le foto.

Prima o poi qualcuno dovrà prendere una decisione e permettere oppure proibire la loro pubblicazione. I cannoni della guerra mediatica continuano a tuonare all’orizzonte. Stranamente però è come se non centrassero mai l’obiettivo. In una società così profondamente spaccata e disgregata come quella italiana, nessuno è credibile.

Per i sostenitori di Berlusconi, i sospetti di aver fatto sesso con minorenni sono il disperato tentativo della sinistra di diffamare il presidente del consiglio in vista delle elezioni europee e di quelle locali.

Per gli avversari di Berlusconi, questa faccenda non fa altro che confermare l’immagine negativa che hanno del primo ministro. Da qualche parte in mezzo al campo di battaglia sta la verità, ormai senza fiato.

Il bombardamento cessa solo temporaneamente, quando i due contendenti si riforniscono di munizioni. Eppure non succede nulla. Se né i cittadini né i politici agiscono in base ad un’etica comune che faciliti la scelta tra giusto e sbagliato, se nessuna legge o istituzione può intervenire, allora i vincitori, le sconfitte, i prigionieri e le vittime assurdamente non servono a nulla.

E la risposta al vecchio indovinello “che cos’è quella cosa che cammina e cammina ma non arriva mai alla porta?”, non è più l’orologio, ma la guerra mediatica italiana.

[Articolo originale "Noemi orsakade presskrig" di Kristina Kappelin]

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3 commenti per Noemi ha causato la guerra mediatica

  • jack

    Un paese di mignotte e nani è senza speranza

  • Valerio

    Gli svedesi sono proprio avantiò. Hanno capito tutto:
    “Se né i cittadini né i politici agiscono in base ad un’etica comune che faciliti la scelta tra giusto e sbagliato”.
    Purtroppo in italia nessuno sente la necessità di costruirla un’etica comune, si lascia fare ai politici, che, ovviamente, ci guadagnano dalle divisioni dei cittadini…

  • NomeCognome

    Beh, qualcuno tanti anni fa ci provo’, ad argomentare sulla Questione Morale, e difatti e’ stato scordato ben volentieri da tutti. In un paese dove ci si abitua all’ infrangere le regole fin da piccoli (mai copiato un compito in classe?), se ne viene giustificati dalla famiglia, se ne ricorre volentieri per le Istituzioni (mai chiesto una raccomandazione?), chi si puo’ permettere di sporcarsi la bocca con etica, o morale? Nei paesi del Nord invece hanno ancora una schiena talmente dritta che noi ce la sognamo, sempre alla ricerca del compromesso come siamo. Gia’ piegati a 90 gradi, sembra a me che adesso con le varie ballerine del puttaniere la schiena sia diventata molle come i molluschi, perfetta per strisciare a terra, e giu’ a leccare leccare leccare. Tutti partecipi. Possibile che nessuna donna si ribelli adesso, scioperi, s’ incazzi? Lo avevano fatto alcune parlamentari perche’ Grillo aveva definito “zoccole” alcune delle ballerine griffate del parlamento, ed ahime’ aveva proprio ragione. Possibile che nessun cittadino si vergogni ad avere un Primo Ministro puttaniere? Ed ahime’, ancor piu’ triste che nessuno colga l’ ironia: tutto questo casino adesso, dopo i legami con la mafia, la corruzione di un giudice, uno stalliere in casa, fondi neri, P2, etc etc … svegliatevi, sveglia sveglia, buttate al mare il televisore, imparate l’ inglese ed iniziate a leggere in internet i giornali stranieri. E vergognamoci tanto.

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