Il Ministro della Cultura italiano spara a casaccio… sull’arte

[The Irish Times]

ITALIA: arte moderna, architettura moderna, persino documentari sulle Brigate Rosse – non importa – tutto entra in collisione con il Ministro della Cultura italiano Sandro Bondi.

Nei giorni scorsi il ministro, tra i consiglieri politici più vicini al Primo Ministro Silvio Berlusconi, ha provocato sia sgomento sia approvazione con i suoi schietti commenti su una serie di questioni culturali.

Tanto per cominciare, Bondi ha ammesso in un’intervista rilasciata questa settimana ad un periodico italiano, Grazia, di sentirsi molto a disagio di fronte a gran parte delle opere d’arte contemporanea: ” Viviamo in un’epoca priva di spiritualità e dunque di bellezza. Come ministro, mi sono impegnato a proteggere e conservare il grande patrimonio artistico che abbiamo ereditato dal passato. Ma vorrei anche sostenere e promuovere nuovi artisti.

“Il problema è che trovo difficile scorgere la bellezza nell’arte contemporanea. Quando vado alle esposizioni [di arte moderna], faccio quello che fa la maggior parte delle persone, ossia fingo di apprezzare. Ma, sinceramente, non capisco nulla.”

Ovviamente, questi commenti non sono piaciuti a tutti: Gabriella Pistone, vice-direttore del Museo Rivoli di Torino, che ha invitato il ministro a visitare il suo museo e “vincere i pregiudizi” che spesso ostacolano l’arte moderna. Francesco Bonami, ex-direttore delle Biennale di Venezia, uno dei maggiori collezionisti d’arte, è stato persino più duro: “Sembra che Bondi si sia addormentato nel 1895 per poi risvegliarsi nel 2008. Non ci si può basare su concetti antiquati di bellezza; è come pretendere di tornare al carro trainato da cavalli” ha dichiarato Bonami al quotidiano torinese La Stampa.

Se le opinioni sull’arte moderna del ministro non sono state particolarmente apprezzate, lo stesso non si può dire di alcune sue critiche ad una loggia ultra-moderna in pietra ed acciaio, ideata dall’architetto giapponese Arata Isozaki, per la famosissima Galleria degli Uffizi a Firenze.

Sembra che Bondi, la scorsa settimana, abbia cercato di ostacolare il progetto sostenendo quanto fosse “molto poco in armonia” con la Firenze rinascimentale, incoraggiando il regista Franco Zeffirelli, fiorentino di nascita, a dichiarare: “Ben detto, Bondi, finalmente un ministro risoluto”.

Ma la crociata culturale del ministro non si ferma qui. Nei giorni scorsi, si è preso una pausa per guardare Il Sol dell’Avvenire, un film documentario che ricostruisce le origini del movimento terrorista delle Brigate Rosse.

Bondi era ansioso di guardare il film, che attualmente rappresenta l’Italia al Film Festival di Locarno in Svizzera, dopo aver accolto le proteste di Giovanni Berardi dell’Associazione Vittime della Violenza delle Brigate Rosse. Il film, che presenta interviste con ex-attivisti della prima ora delle Brigate Rosse, ha “turbato” il ministro che ha commentato: “Dà voce esclusivamente ai principali protagonisti di un’ideologia criminale che ha provocato enormi sofferenze a molte famiglie, inoltre dalle loro testimonianze non emerge il benché minimo segno di rimorso o una consapevolezza critica delle proprie responsabilità.”

Alla sua attenzione non è sfuggito neanche il fatto che il film è stato parzialmente finanziato da fondi pubblici. Apparentemente, Bondi ha impartito “severe direttive” per fare in modo che, in futuro, lo stato italiano non finanzi più film di “scarsa qualità culturale” ed altri che “riaprono ferite” nella “coscienza etica” del paese.

Tuttavia Bondi non ha avuto nulla da dire sui meriti artistici dell’intrattenimento “popolare” spacciato per trasmissioni serie sui canali televisivi di proprietà del suo padrone politico, Berlusconi.

[Articolo originale di Paddy Agnew]

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7 commenti per Il Ministro della Cultura italiano spara a casaccio… sull’arte

  • Maurizio

    …uff. …nemmeno quando si parla di cultura smettiamo di essere sbeffeggiati!
    ovunque sanno che oggi la nostra cultura popolare è CULtura, ma anche TETTura, ISOLADEIFAMOSura, GRANDEFRATELLura, VALLETTura e nient’altro. per forza che facciamo sempre una pessima figura (per quanto magari un’ottima FIGura, per rimanere in tema con le varie CULture nostrane) in confronto con gli altri!
    ma del resto, il popolo è allevato a sterco, non ci si può aspettare che esprima esponenti d’oro. e Bondi, che parla così a vanvera e che a vanvera agisce, è il frutto di quest’allevamento di scarafaggi merdaiuoli che siamo: di arte non capisce niente, ma da bravo uomo di burro qual’è si permette di parlare e censurare, mentre non vede la causa della nostra decadenza culturale… o forse si, e gli piace pure magari, visto che gli siede affianco nelle sue due forme, l’alfa e l’omega: Berlusconi e Garfagna.
    che tristezza.

  • Rosario

    Non c’e’ molto da aspettarsi da gente che riceve posti dal padrone solo perche’ dicie sempre di SI…e’ quello il ruolo di questi personaggi senza spina dorsale…quindi poi via alle fesserie a raffica….non ho visto il documentario sulle Brigate Rosse quindi non entro nel merito di questo punto…non credo che lo vedro’ perche’ non mi interessa approfondire su un gruppo di violenti, falliti, spesso diventati criminali comuni, che si nascondono dietro l’ideologia..

  • Sergio

    Penso che la pochezza di Bondi sia tutta qui:. Un regista non può scegliere a chi dar voce? Se non emerge rimorso, deve aggiungerlo il regista? SE LA NARRAZIONE É FEDELE ALLA STORIA, BISOGNA MODIFICARLA SOLO PERCHÉ TURBA O NON PIACE?? Ma Bondi ha visto Arancia Meccanica? O qualche film sul Nazismo? Emerge forse il rimpianto o una consapevolezza critica delle proprie responsabilità nelle SS? Ma Bondi, prima di parlare, pensa o gli manca il filtro tra cervello (??) e bocca, così che quello che gli passa per la testa se ne esce senza controllo?

  • tra Bondi, Calderoli e Bossi ce n’è di materiale da far lavorare i comici!

  • Scusatemi, è il mio primo messaggio dopo aver letto tanti, tanti, tanti commenti, ma mi sento di scriverlo perché mi sono un po’ annoiato, sinceramente.
    Ogni singola, e ripeto… ogni ’singola’, notizia viene commentata inserendo quasi immediatamente un Berlusconi di mezzo: e mi sta anche bene, visto che si spera che all’estero parlino soprattutto del governo degli altri stati e non dell’opposizione.
    Esiste un modello ben collaudato di uniformità di pensiero, a meno di qualche sparuta voce fuori dal coro. Quasi stonano a leggersi. Queste stonature sono le cose un po’ meno tediose, generano discussione… il resto è un po’ piatto e monotematico.

    Personalmente non mi ritengo una persona al di sotto della media, ma forse (certamente) sarò presuntuoso, però non capisco questo accanimento martellante nei confronti dell’Italia in generale.
    Spesso mi sono imbattuto in parole e insulti verso quello che fu il ‘Bel Paese’ non necessari tipo che l’Italia è un paese di merda (parole testuali), meno male che vivo (scegliete voi il paese estero che preferite), che ci si vergogna di essere italiani e altre, perdonate il termine sopra le righe, ciarlonerie simili.
    Inoltre, e questo lo reputo grave da qualunque parte questa cosa avvenga, in molti si scagliano contro le voci ’stonate’ dando loro, all’atto pratico, dei rincretiniti (se non peggio, benché in maniera elegante e raffinata… un po’ ipocrita, direi) senza farmi capire qual è la vera differenza tra Berlusconi che disse che chi votava sinistra era coglione e voi che lo dite verso chi la pensa diversamente rispetto alla vostra ideologia. Evidentemente all’estero certe ‘abitudini’ italiche non si scordano… né a destra, né a sinistra…
    Ma forse sbaglio.

    Passo ora all’articolo e ai vostri vari commenti.
    Premesso che ‘de gustibus non disputandum est’, ritengo infondate molte critiche effettuate verso le scelte effettuate e, soprattutto, incompleta l’informazione giornalistica:

    1)tema caldo e difficile dell’arte contemporanea.
    Dall’articolo si evince che Bondi ha affermato su un settimanale portavoce delle istituzioni (Grazia):’Viviamo in un’epoca priva di spiritualità e dunque di bellezza. Come ministro, mi sono impegnato a proteggere e conservare il grande patrimonio artistico che abbiamo ereditato dal passato. Ma vorrei anche sostenere e promuovere nuovi artisti.
    “Il problema è che trovo difficile scorgere la bellezza nell’arte contemporanea. Quando vado alle esposizioni [di arte moderna], faccio quello che fa la maggior parte delle persone, ossia fingo di apprezzare. Ma, sinceramente, non capisco nulla.’
    Premesso che esiste una differenza abissale di stili, di artisti e, soprattutto, di epoche tra arte contemporanea e moderna (ma questo probabilmente il settimanale Grazia potrebbe non saperlo), c’è da sottolineare che ognuno è libero di apprezzare l’arte che più gli appaga l’occhio e i sentimenti. A me può piacere Picasso e può darmi noia Raffaello, oppure posso andare in estasi per Michelangelo e non capire la ‘Merda d’artista’ di Manzoni pesata e inscatolata (ricordando che alcune scatolette sono esplose a seguito della fermentazione dei gas…) oppure questa presentata alla biennale in metallo http://www.flickr.com/photos/7264141@N08/1246448115/
    Vi prego di spiegarmi la necessità di fare decine di scatolette, oppure di mettere dei sacchetti della spazzatura (cestinati poi dagli inservienti)… ben altra cosa è l’arte moderna (futuristi, neorealisti, Picasso, De Chirico, neoclassicisti…)
    Bondi ha espresso un parere, non ha detto ‘Chiuderò la biennale di Venezia di arte contemporanea’ ha anzi asserito ‘vorrei anche sostenere e promuovere nuovi artisti’. Tanto indegno come proposito? Ma, come dicevo all’inizio: De gustibus non disputandum est.

    2) pensilina Isozaki (qui i renderings: http://it.geocities.com/arkric/Sub2/ingressouffizi.html).
    Personalmente la trovo di dubbio gusto, soprattutto nel contesto. Ufficialmente esiste una scusa legata a un ritrovamento archeologico (chiesa o ex scalinata della zecca, purtroppo ci sono documenti discordanti). Però, visto che siamo in tema fiorentino, se può anche andar bene la critica a un ministro tanto incapace da non apprezzare una pensilina, alla stesa maniera andrebbe data una menzione di lode quando si schiera contro i lavori del tram di fianco al Duomo di Firenze. Oppure dobbiamo usare due pesi e due misure? Il problema non è solo architettonico, ma anche di visione urbana d’insieme… critichiamo quando dice no alla pensilina, ma non citiamo il fatto che dica no al tram. Mi pare un po’ fazioso. CAVOLI! Anche all’estero sono di parte? Mi sbaglierò io, quindi vado avanti…

    3)cinema italiano e fondi pubblici.
    Per quanto riguarda la ‘qualità’ culturale dei film italiani, perdonatemi, ma mi trovo in pieno accordo con Bondi. Esclusi pochi film (Gomorra e Il Divo in primis, per citarne alcuni recenti, generalmente quelli di Olmi), il resto della produzione italiana rasenta il pessimo (opinione personale, quindi ‘de gustibus’, ma supportata dalla carenza di premi anche a manifestazioni un po’ più ‘impegnate’ rispetto agli Oscar, come Venezia o Cannes). Gli unici premi di cui si è fatta man basa in con i film italiani sono quelli a cui partecipavano solo film nazionali… come dire una partita di calcio della nazionale contro nessuno. Non mi pare, inoltre, che sia stato riportato alcunché circa l’impossibilità per i registi di scegliere a chi dare voce.
    Un film può piacere o meno. Si possono commentare e criticare (ricordo che critica è sia positiva che negativa) le scelte registiche e di interpretazione di un film. Altrimenti dov’è la libertà di espressione? In chi critica ed esprime una propria opinione, oppure in chi esclude questa possibilità eleggendo a bibbia la voce del regista?

    4)tv culturale
    Ben conscio del basso livello televisivo raggiunto in Italia dallo scatolotto da salotto e tenendo presente quanto sia stato fatto dalla Rai per abbassarsi il più possibile verso Mediaset (ricordo che nessuno l’ha obbligata, tantomeno il mercato, e che l’auditel non è un metro qualitativo… e non ditemi la storia delle pubblicità, altrimenti si ribatte con l’altrettanto sfruttata storia del canone… pertanto pari e patta?), vorrei far presente questo articolo, e relativa lettera, http://www.giornaledellospettacolo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=392&Itemid=75 in cui vi chiedo: è Bondi che produce tv spazzatura?

    Infine vorrei sapere da quale grande nazione e pulpito viene la predica verso la cultura… dall’Irlanda! Nazione che amo e che sogno un giorno di poter visitare. Di cui ho letto e conosco molte cose grazie a libri, internet, foto e documentari. Non posso esprimermi, quindi, nello specifico, però gradirei altrettanta cortesia e, quantomeno, sospensione di giudizio da parte di chi vive in un paese artisticamente meno valido del nostro.
    Giusto per confutare già future opposizioni a questa affermazione: l’Italia è il paese con oltre il 75% dell’arte MONDIALE e con il maggior numero di siti UNESCO del mondo.
    Il fatto che non siano valorizzati, però, non penso sia imputabile solo a Bondi o al vostro beneamato Berlusconi (mi sto convincendo che citandolo tante volte, probabilmente, vi piacerà pure più che a chi lo ha votato…). Trovo, infine, completamente fuori luogo il commento di Luigibio non tanto per le opinioni, ognuno ha le sue, quanto per il qualunquismo.

    p.s.: scusate la prolissità, ma necessitava di argomentazioni

  • valenkaja

    sì ma purtroppo lavorano solo loro… che amarezza

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