[El Pais]
Il provvidetorato giustifica il fatto a causa dell’aumento delle malattie veneree tra i giovani
In Italia bambini e bambine di 9 anni frequenteranno lezioni di educazione sessuale. Si tratta di un’iniziativa del Comune di Milano per prevenire il preoccupante fenomeno di diffusione delle malattie veneree tra i giovanissimi, specialmente la gonorrea e la sifilide.
A partire da settembre, una campagna d’informazione basata sulle nuove tecnologie aiuterà gli alunni degli ultimi anni delle elementari ad arrivare preparati all’appuntamento, sempre più precoce, con l’esperienza sessuale. Questo progetto pilota potrebbe estendersi anche nel resto del paese.
Il grido d’allarme è stato dato dall’ospedale Fatebenefratelli di Milano: “L’età del primo incontro sessuale, negli ultimi anni, si è abbassata in modo preoccupante. La media è intorno ai 14 anni, ma sono frequenti anche casi di ragazzi che a 12 e perfino 11 anni hanno già avuto esperienze”, spiega Luca Bernardo, primario di pediatria e medicina dell’adolescenza di quest’ospedale. I dati sono basati sullo studio di centinaia di diagnosi di ragazzi molto giovani che negli ultimi anni sono ricorsi all’ospedale per patologie derivate da attività sessuali o per chiedere la pillola del giorno dopo. “Nel 2000, la paziente di 12 anni rappresentava un’eccezione; ora è quasi normale, e ciò obbliga a ridefinire le campagne di educazione sessuale”, spiega.
Secondo il segretario della Salute, Gian Paolo Landi, cattolico, conservatore e principale promotore dell’iniziativa, “è necessario superare i tabù e capire che quando parliamo di sessualità, parliamo di salute, e quindi, la religione è importante da un punto di vista morale, ma non può inibire la sicurezza sanitaria”, spiega. La strategia si articola in tre direttive: da una parte, i maestri riceveranno una formazione specifica. Parallelamente, si studieranno sistemi interattivi per comunicare con i giovani attraverso quelle tecnologie che loro stessi prediligono, Internet e telefoni cellulari. Infine, il Comune vuole reclutare sportivi per la campagna Gioca sicuro, nella quale il messaggio è non demonizzare il sesso, per promuovere la sicurezza.
“In un mondo ideale”, immagina Carla Motta, direttrice dell’Associazione Nazionale del Comitati e dei Genitori nelle Scuole, “i bambini di 9 anni non dovrebbero entrare in contatto così presto con questi temi. Ma non viviamo in questo mondo, pertanto è meglio prendere il toro per le corna e affrontare il tema”.





















pero’… svegli sti’ ragazzini…
E bravo Gian Paolo Landi.
Sono d’accordissimo. Il sesso è una cosa naturale, non qualche sorta di mostro mitico in grado di traviare le menti dei più piccoli. Il sesso può diventare qualcosa di morboso solo se demonizzato, fustigato e trattato come tabù.
E’ la nostra natura. Spiegare ad un bambino con naturalezza cos’è il sesso non lo renderà un pervertito, la pulsione sessuale arriverà secondo natura.
Qui si tratta di salute, dobbiamo essere pratici non arroccarci in posizioni ideologiche slegate dalla realtà di tutti i giorni. I giovani hanno un bisogno disperato di informazioni con le quali decidere per il meglio, non di essere castigati per un naturalissimo impulso.