[Le Matin]
Per lottare contro la degradazione della città eterna, il comune di Roma ha ufficialmente proibito gli spuntini all’aperto presso i mercati, le piazze o vicino ai monumenti del centro storico. Quelli che infrangono l’ordinanza, che proibisce di bere, di mangiare ma anche gridare e dormire nei dintorni delle località prestigiose della capitale, rischiano un’ammenda di 50 euro.
Silvio Berlusconi aveva promesso di lottare contro l’insicurezza. Risultato: una valanga di misure estreme che hanno lo scopo di mettere fine “al disordine”.
Divieto di sedersi in più di tre persone su una panchina pubblica durante la notte, pena una multa. Questa legge, apparentemente incredibile e delirante, è tuttavia reale. È entrata in vigore ieri, non lontano dai nostri confini, nella città di Voghera, situata nel nord-ovest dell’Italia.
Voghera è ormai capitale delle leggi stravaganti. I panini possono essere degustati solo all’interno dei locali ed il consumo di alcool in strada è proibito. La multa arriva a 100 euro per la prima bottiglia, 250 per la seconda e 500 per tutte le seguenti.
Voghera extraterrestre? Non troppo. In Italia, il sindaco della piccola città lombarda di 38.000 abitanti non è affatto il solo a prendere questo tipo di misure drastiche. Dalla firma, in giugno, del decreto che aumenta i poteri dei sindaci in materia di sicurezza - nel quadro del “pacchetto sicurezza” voluto da Silvio Berlusconi - gli eletti locali si sono inventati di tutto con il pretesto di restaurare l’ordine pubblico: divieto di giocare a biglie sulla spiaggia, di costruire castelli di sabbia, di fare pic-nic sulle pubbliche piazze, di fumare all’aperto…
E queste ordinanze hanno già fatto le loro prime vittime. A Roma, due turisti indiani si sono presi una multa di 50 euro, da pagare entro sessanta giorni, per avere mangiato dei panini ai Fori romani. Persino tre tunisini che facevano un pranzo al sacco sulle scale di Piazza di Spagna sono stati pizzicati. Il commento a caldo di uno di loro è stato: “Non c’è nessun cartello che indichi il divieto. È assurdo!”
Una tendenza inaugurata da Berlusconi
Proibito fare il bagno in alcune fontane storiche, proibito fare foto in piscina: l’Italia ha per caso picchiato la testa? Perché questa voglia estrema di vietare? Da dove viene? Risposta: da Silvio Berlusconi.
Un Silvio Berlusconi che, in occasione della campagna per le elezioni legislative del 2008, ha sedotto gli italiani con i suoi discorsi sulla sicurezza. In occasione della sua vittoria, il 14 aprile 2008, Berlusconi ha di nuovo ribadito la sua promessa di lottare contro l’ immigrazione clandestina e contro la delinquenza, etichettate come “l’esercito del male”.
Il presidente del Consiglio italiano si è allora messo al lavoro per far adottare un decreto sulla sicurezza. Proprio uno degli emendamenti a quest’ultimo, ha permesso lo spiegamento, lunedì 4 agosto, di tremila soldati nelle zone dette a rischio di molte grandi città italiane (in particolare Roma, Milano e Napoli) allo scopo di ristabilire l’ordine.
Un piano orchestrato dai ministri dell’Interno (Lega Nord) e della difesa (Alleanza Nazionale, post-fascista) che ha fatto sobbalzare la sinistra ed i sindacati di polizia. Questi criticano il ricorso all’esercito ed accusano il governo Berlusconi “di demagogia sicuritaria” e di cercare “di militarizzare” le grandi città.
Oggi, numerosi sindaci, ringalluzziti, seguono le orme di Berlusconi e legiferano a tutta birra “per garantire la sicurezza del paese”. Ma se i turisti, sbalorditi, parlano di assurdità, il comitato dei gruppi d’opposizione grida al fascismo. “Vietare alla gente di riunirsi in più di due…nemmeno il Duce aveva osato tanto!”. E’ proprio il timore di un futuro estremista e fascista che fa tremare oggi una parte dell’Italia.
Interviste-commento di Didier Dana
Verso il declino…
“C’è una deriva in Italia, è molto chiaro. Dove occorrerebbe riparare la casa, ci si accontenta di ridipingere la facciata. Sono binazionale. Ero in Italia all’inizio di luglio quando un sondaggio ha indicato che 2/3 degli italiani sostenevano queste misure. Il paese vive una svolta che lo conduce diritto verso la decadenza. Il potere comunale è una realtà che può arrivare a proibire una panchina a degli immigrati.
Il declino è ormai iniziato già da alcuni anni. I problemi socioeconomici sono reali, la popolazione che invecchia. L’ opinione pubblica è plagiata da una televisione che è la peggiore al mondo ed i politici tentano di soddisfare gli elettori in modo superficiale. Se tutto ciò non fosse reale, sarebbe divertente, ma c’è da piangere”.
Massimo Lorenzi, giornalista TSR
Paura alimentata
“L’assurdità delle leggi annuncia l’arrivo di un regime totalitario. Mio padre mi diceva che all’inizio del fascismo i soldati giravano nelle stazioni. C’è in Italia un grande bisogno da parte del regime di alimentare la paura.
È un modo come un’altro per arrivare ad imporre l’esercito. In modo meno allarmista, quando si passeggia per Venezia, ci si stupisce di non sentire odore di fogna. Occorrono anche delle leggi per arrivare a questo risultato. In Italia, le buone leggi sono fatte per non essere applicate. Speriamo che sarà lo stesso con quelle che sono assurde!”
Claudia Mastrangelo, ex dirigente del gruppo Gucci, insegna a Milano
Battere i pugni
“Attualmente l’Italia è alla ricerca di sè. Per due anni e mezzo, il paese è stato lasciato alla deriva. La gente ha paura. Il governo di sinistra ha lasciato entrare molti immigrati. Va bene se si può integrarli, ma molti sono stati lasciati alla deriva. In Umbria, dove abito con le mie figlie e mia moglie, le strade di campagna sono piene di prostitute. Vengono dai paesi dell’Est o dall’Africa del Nord.
Il governo Prodi ha promulgato l’indulto. Fra i detenuti liberati, molti sono tornati a delinquere. Alla fine, i comuni possono fare ricorso a leggi più mirate. Non si gestisce Palermo come Venezia. Napoli è riuscita a risanare la situazione in sei mesi.Gli inceneritori sono diventati zone militari allo scopo di non perdere più tempo in vane contese tra sinistra e destra. Occorre sapere picchiare i pugni sul tavolo, come quando si picchia sulle dita ad un bambino! Occorre sempre spiegare perché lo si fa”.
Emanuele Filiberto, Principe di Savoia





Gli ultimi commenti.
Io in generale prendo le distanze da chi fa sermoni inconcludenti, ma nel caso di Giuliano mi trovo abbastanza d’accordo.
Al di là di questo non si sta parlando della legittimità dei castighi corporali, qui si parla di una legge che consente a ogni sindaco il varare norme che definirei delle porcate…
Ecco, appunto, a proposito di sermoni moralisti sfracassapalle … ‘namo bene …
“Occorre sapere picchiare i pugni sul tavolo, come quando si picchia sulle dita ad un bambino! Occorre sempre spiegare perché lo si fa”
Probabilmente solo una frase buttata lì, che però dà la cifra del personaggio Emanuele Filiberto di Savoia. Non si picchiano i bambini, principe vigliacco, né sulle dita né in nessun’altra parte del corpo, è un costume vergognoso, volgare e incivile. I danni che provoca sono incalcolabili. In diversi paesi il castigo corporale è da tempo fuori legge, e anche la Corte di Cassazione italiana ha giudicato lo schiaffo “abuso dei mezzi di correzione”. È imbarazzante che un personaggio pubblico con ambizioni politiche esprima idee così retrograde, anche se nel panorama italiano ormai non ci sono limiti all’indecenza.
È raccapricciante poi che un’azione così ignobile venga addirittura presa come buon esempio formativo che anche i politici dovrebbero seguire nel loro tentativo di “educare” il popolo. Mi auguro che il principe codardo si vergogni e faccia presto qualcosa di dignitoso nella vita, invece di riunirsi con mafiosi e truffatori.
Che Paese da favola, ragazzi. Va bene non pagare le tasse, va benissimo l´elezione di pregiudicati in Parlamento, va più che bene un ministro che offende la bandiera ma…..camminare con gli zoccoli a Capri o bere una birra in centro a Roma no, questi sono atti “indecorosi”. Ma come fate a vivere in un Paese così stupido??
Emanuele Savoia, che proviene da una famiglia di noti puttanieri, non e’ pero’ del tutto stupido. E’ cattivo, ma non stupido. Dice “Occorre sapere picchiare i pugni sul tavolo, come quando si picchia sulle dita ad un bambino! Occorre sempre spiegare perché lo si fa”, intercettando con gran maestria i sentimenti degli italiani che sono stanchi non di Berlusconi - rispetto alle cui vicende son del tutto indifferenti - bensi’ del casinismo della sinistra che dice no a qualsiasi proposta senza proporre altre alternative che sermoni moralisti sfracassapalle.
Verrebbe da dire: cari italiani, e in particolare cari elettori di sinistra e di tutti gli altri partitini rompipalle, cari luddisti istituzionali, cari voi che amate riempire le piazze, cari don chisciotte contro i mulini a vento, ben vi sta! Adesso abbozzate. Pagate per le vostre colpe. Pentitevi e fate penitenza.
Invia un commento