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Italia, la prima a crescita zero tra le principali economie dell’UE

Pubblicato Sabato 9 Agosto 2008 in Spagna

[ABC]

9 agosto 2008

I dati che l’Istituto italiano di Statistica (ISTAT) ha diffuso ieri mostrano il primo stagnamento di un’economia, in questo caso quella italiana, che ha registrato crescita zero del prodotto interno lordo (PIL) nel secondo trimestre dell’anno.

La notizia era attesa, con l’aumento del prezzo del carburante, le economie europee camminano da tempo su una corda tesa sulla quale prima o poi qualcuno doveva perdere l’equilibrio, e l’Italia è stato il primo paese a farlo.

I dati pubblicati mostrano crescita zero rispetto allo stesso periodo del 2007, mentre il PIL è diminuito dello 0,3% rispetto al primo trimestre di quest’anno, per cui si tratta del dato più basso per l’evoluzione interannuale del PIL dal 2003, quando l’indicatore era sceso allo 0,1%.

Secondo cifre lontane dalle stime fornite dal governo di Silvio Berlusconi, che aveva recentemente calcolato, prima dei dati di ieri, di chiudere l’anno con un valore positivo dello 0,5%, la media annuale sarà pari a zero.I primi a reagire a questa stagnazione economica sono stati i membri dell’associazione italiana dei datori di lavoro (Confindustria), che hanno avvertito la necessità di fare qualcosa per salvare un’economia che precipita ormai verso la recessione.

“L’Italia è sull’orlo della recessione - ha detto Confindustria attraverso un comunicato - per la quarta volta dal 2001, è molto alta la probabilità di un’ulteriore riduzione del PIL nel corso dell’attuale trimestre, iniziato con un segno negativo per la produzione industriale”.

Ritardo negli ordini

A parere di Confindustria si evidenzia un ritardo degli ordini, rappresentanti la produzione futura, per cui secondo le stime, “la seconda metà del 2008 è destinata a rivelarsi più difficile rispetto alla prima, a causa della gravità e della permanenza di condizioni internazionali sfavorevoli: il record del prezzo del petrolio, il cambio del dollaro al minimo, lo stallo dell’economia americana, la rottura della bolla immobiliare giunta in Europa e l’aumento delle imposte causate dalla crisi finanziaria e dall’ultimo aumento della BCE”.

Confindustria ha concluso il comunicato rilasciato affermando che bisognerà attendere la seconda metà del prossimo anno per vedere i dati in positivo nell’economia italiana. In questo contesto, si annunciano imminenti scioperi in Italia a partire dal prossimo autunno, “per proteggere i lavoratori, i pensionati e le famiglie”, hanno annunciato ieri alcuni leader sindacali.

[Articolo originale di Verónica Becerril]

Gli ultimi commenti.

  1. Martedì, 12 Agosto 2008 alle 12:40 pm, valenkaja ha scritto :

    ‘A parere di Confindustria si evidenzia un ritardo degli ordini, rappresentanti la produzione futura, per cui secondo le stime, “la seconda metà del 2008 è destinata a rivelarsi più difficile rispetto alla prima, a causa della gravità e della permanenza di condizioni internazionali sfavorevoli: il record del prezzo del petrolio, il cambio del dollaro al minimo, lo stallo dell’economia americana, la rottura della bolla immobiliare giunta in Europa e l’aumento delle imposte causate dalla crisi finanziaria e dall’ultimo aumento della BCE”.’
    tutti fattori fondamentali, per carità. ma nessuno ha pensato che anche i bassi stipendi, le assunzioni in nero e il precariato potrebbero avere una parte di responsabilità in questa situazione?
    no, sia mai, altrimenti si tocca il governo (indifferente di quale colore), che, si sa, non ama molto le critiche.
    sembra un po’ di sentire tremonti quando nel 2003/4 riusciva a dare la colpa del cattivo andamento dell’economia ancora al crollo delle torri gemelle

  2. Lunedì, 11 Agosto 2008 alle 11:18 pm, nukiano ha scritto :

    comincia la decrescita, ora decidiamo se sarà felice oppure no, dipende dai nostri governanti, sta a loro decidere quale strada perseguire.

    buona notte e buona fortuna.

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