[International Herald Tribune]
Milano, Italia (AP)- L’economia italiana avanza lentamente verso la recessione dopo che l’ufficio nazionale delle statistiche ha riportato lo scorso venerdì che il PIL è diminuito dello 0.3% nel secondo quadrimestre se paragonato con quello precedente.
L’economia è stata danneggiata dal rallentamento dei consumi causato dai crescenti costi di cibo e carburante. L’istituto statistico basato a Roma, l’Istat, ha detto che il consumo annuale crescerà dello 0.1% se nei prossimi due quadrimestri esso rimarrà uguale a zero.
L’Istat ha citato una diminuzione della produzione industriale e uno stagnante settore dei servizi a causa della contrazione, che segue una crescita dello 0.5% nel PIL nel primo quadrimestre. Tecnicamente si parla di recessione quando ci sono due quadrimestri di contrazione.
La Banca d’Italia ha previsto lo 0.4% di crescita per l’anno, paragonata con una previsione del solo 0.1% da parte di Confindustria, la principale organizzazione degli industriali del paese.
L’Italia è rimasta indietro rispetto al resto dell’Europa per più di un decennio afflitto da un gigantesco debito pubblico e dalla bassa produttività del lavoro.




















Si comincia a raccogliere…!
Ho l’impressione che questo sia un argomento complesso con molteplici cause.
Ma quali sarebbero le cause di questo stato di cose?
Certo che le cause sono molteplici, quasi 60 milioni per l’esattezza: dalla mutazione genetica degli imprenditori in faccendieri e finanzieri attenti al guadagno a breve (anzi immediato) termine più che a progetti di medio-lungo respiro, ai sindacati che dei lavoratori sembrano sempre più parassiti che difensori, alla classe politica completamente incapace di progettualità (vogliamo parlare dello stato di scuola e ricerca in questo paese? qualcuno sa dirmi quali sono oggi i settori economici ritenuti strategici per lo sviluppo dell’Italia? e quali sono i provvedimenti per arginare l’annunciata crisi economica che si sta materializzando?), fino a giungere a ciascuno di noi, così impegnati a fare i furbi da essere diventati dei mastodontici fessi!
A proposito di ricerca.
Sono un ricercatore italiano ormai da 4 anni in giro per Europa per fare il mio lavoro. In Italia non e’ semplicemente possibile. Ora se guardiamo le possibilita’ di finanziamenti offeri per fare ricerca, la Germania da sempre ha delle borse di studio da parte di fondazioni governative e non. Le borse si aggirano sui 2000-2200 euro mensuali. Ti aiutano a cercare appartamento, ti danno aiuti economici se ti muovi con la famiglia. In Francia e’piu’o meno la stessa cosa, in Spagna hanno iniziato (sono indietro ma ci sono tantissime occasioni di finanziamenti). Io, cittadino italiano che vuole lavorare all’ estero, per andare in Europa non trovo assolutamente nessun finanziamento. Sono un post-doc quindi con diversi anni di esperienza e per andare a Parigi avrei una borsa del ministero di 1200 euro mensili (senza alloggio). Ora mi dovreste speigare come vivere a Parigi con 1200 euro mensili (ah btw non e’ cumulabile con altre fonti di finanziamento). La ricerca in Italia e’ oramai 0. Bisognerebbe cancellare tutto. Dire chiaramente che l’ economia e’ sbagliata. Per ogni persona che lavora in Italia vi sono 3-4 pensionati (che tra l’ altro si lamentano della pensione) da mantenere. Le cose non possono migliorare. Ci vorrebbe un prodondo cambiamento, ma chi lo fa? Se appena la sinistra propone le liberalizzazioni, la destra (che dovrebbe sostenerle) va in piazza con i taxisti solo per essere contro?? Non vedo una via d’ uscita cosi’…ci vorrebbe una enorme crisi tipo Argentina!
Che non tarderà se andiamo avanti così, da quanto ne so il caso Parmalat è solo l’inizio…
fino agli anni ottanta il nostro debito pubblio raggiungeva il 60%, come la germania e l’inghilterra e meglio della Francia.
Poi negli anni 80 arrivo Craxi e la milano da bere, poi il ‘92, con la manovra di Amato lacrime e sangue, da 90 mila miliardi di allora, avevamo l’inflazione al 20% e la lira fuori dallo SME (sistema monetario internazionale)e il debito pubblico stava al 133%, eravamo ad un passo dall’argentina.
Se non ci fosse stato l’euro e il primo governo prodi adesso saremmo il nord africa.
ma tanto è tutta colpa delle toghe rosse…
“Se non ci fosse stato l’euro e il primo governo prodi adesso saremmo il nord africa.”
Verissimo, peccato che la maggior parte della popolazione ignori totalmente questo dato…
Una crisi argentina non farebbe che affossare definitivamente l’Italia e farla uscire dall’UME. Come diceva Agnelli, il passo successivo sarebbe una giunta militare.
Per quello che si riesce a capire, si sta andando verso un radicale smantellamento dello Stato Sociale, verso una massiccia privatizzazione di servizi quali sanita’, istruzione, trasporti, ecc., verso una forte riduzione dei diritti dei lavoratori, verso una certa limitazione dei diritti politici.
Questo e’ il prezzo che la sinistra paghera’ per aver rifiutato responsabilita’ di governo. Ed e’ un prezzo modesto, andrebbe pure bene, considerata la follia dell’attuale Statuto dei Lavoratori, la follia dell’attuale sistema sanitario, interamente gratuito perfino per gli immigrati clandestini (sic!), la follia del sistema previdenziale che ci siamo portati appresso, la follia del sistema scolastico e universitario.
Il problema e’ se questo prezzo bastera’ o meno.
Sappiamo gia’ che non bastera’ ad indurre la sinistra-sinistra a piu’ miti consigli: sara’ per loro invece l’occasione di aumentare il livello dello scontro. Allora la domanda e’: vuole davvero il PD tornare al tavolo con la sinistra radicale e farsi trascinare su indifendibili posizioni di pura conservazione dell’esistente? In questo caso state pur tranquilli: il prezzo da pagare sara’ molto piu’ alto.
non funziona piu nulla, è tutto un circolo vizioso ormai. se cambi qualcosa in meglio va a incidere su 10 cose in peggio..
spero solo che crolli tutto il più in fretta possibile, ormai solo da 0 si puo ripartire.
oscar
Sposo le tesi di Harlock e Cecco, accolgo in parte quella di Diciamola: la sinistra italiana è rissosa e folkloristica, divisa tra inciucioni alla Veltroni e scappati di casa alla Caruso, che hanno senz’altro fatto la fortuna di un personaggio impresentabile come Berlusconi, che da sempre ama i ‘comunisti’. Non condivido l’analisi sullo Stato Sociale, in Francia governi di destra e di sinistra si sono battuti per il suo mantenimento, ci sono ovviamente dei problemi anche là, ma un’opinione pubblica non ‘zombificata’ (ad esempio le proteste dei giovani contro la precarizzazione del lavoro qualche anno fa) ha giustamente impedito che venissero intaccati alcuni sacrosanti diritti. Aprioristicamente il mantenimento di un dignitoso stato sociale è doverosoma, come dici, bisogna vedere se ce lo possiamo ancora permettere. A mio giudizio il problema è centrato sulla mancanza di coscienza civica e di senso dello stato che hanno gli italiani. La prima conseguenza di questi comportamenti è, semplificando, una mostruosa corruzione del tessuto sociale, degna di un paese del terzo mondo, e questo ha portato all’attuale debito pubblico, all’inerzia dell’economia, sebbene ci siano ancora settori che miracolosamente funzionino benino.
Il berlusconismo ha certamente accelerato questa folle corsa verso il baratro, magari un domani, ‘masochisticamente’, ringrazieremo questo grande statista per averci ‘fatto fallire’ e per averci permesso di rinascere, mi auguro, come un paese europeo.