[Rheinischer Merkur]
Trafficanti di clandestini / Il Governo Berlusconi dichiara lo stato di “emergenza profughi”
Sembra un bollettino di guerra: morti, feriti, dispersi. Giorno per giorno, ininterrotte arrivano notizie di profughi su imbarcazioni di fortuna. Il bilancio di una settimana di Luglio. Venerdì: sulla costa di Siracusa vengono raccolte 25 persone arrivate su di un gommone. Giovedì: questa volta sono 66 profughi sbarcati a Lampedusa. Mercoledì: 200 profughi, ricomincia ad essere percorsa la rotta per la Calabria, 92 iracheni sbarcano vicino a Riace. Lunedì e Martedì vengono registrati 600 nuovi arrivi a Lampedusa. Il centro di accoglienza è di nuovo stracolmo. Ci si occupa di fino a 1200 persone.
Gli emigranti partono tuttora dalla Libia. Finora, tutti i tentativi del governo Italiano per sollecitare un’ iniziativa da parte di Muammar al-Gaddafi sono falliti. Per questo motivo, ai primi di luglio il presidente del consiglio Silvio Berlusconi è andato appositamente in Libia. Sono stato incrementati gli aiuti finanziari per l’equipaggiamento della polizia, altri aiuti logistici sono stati proposti. L’Italia tuttavia non vuole concedere quello che ha funzionato così bene nel caso dell´Albania: cioè che i Carabinieri pattuglino anche il territorio nazionale libico e impediscano ai gommoni ed ai trasandati pescherecci di prendere il largo. La povertà spinge sempre piú emigranti ad attraversare il Mediterraneo. Non vengono solo dall’Africa, ultimamente aumenta il numero di persone provenienti dal continente asiatico: afghani, iracheni, anche palestinesi. Nel frattempo sono cresciuti anche i prezzi: le bande di trafficanti di clandestini si fanno pagare fino a 3000 dollari a testa. La guardia costiera riesce sempre più spesso ad identificare ed arrestare gli scafisti che viaggiano sulle imbarcazioni con i profughi, ma questo non sembra avere un effetto dissuasivo.
Le bande di trafficanti di clandestini sfuggono alle motovedette della polizia Europea Frontex svicolando su altre rotte. La costa calabrese è una nuova destinazione, come anche la costa siciliana piú ad ovest. Sempre più spesso delle imbarcazioni arrivano anche fino in Sardegna. Spesso, qui, le volanti della polizia scoprono i gruppi di profughi solo dopo il loro sbarco, brancolanti ed esausti, che vagano senza meta nei dintorni.
Intanto in Italia aumenta il dissenso verso i centri di accoglienza per i disperati del mare. A Venezia e ad Aviano, dei cittadini adirati hanno impedito che i profughi venissero trasferiti da Lampedusa al nord. Si sa che dietro a certi episodi c´é la Lega Nord, sono comunque un segnale dell’inquietitudine dei cittadini italiani. Si propaga un senso d’insicurezza diffusa nei confronti degli stranieri ed in particolare nei confronti degli emigranti. Il governo Berlusconi sfrutta questo sentimento diffuso facendo approvare d´urgenza un pacchetto di norme di sicurezza speciali al Parlamento. La permanenza di stranieri non regolari diventa punibile per legge. Chi compie reati, sarà punito in modo particolarmente severo. Ai centri di accoglienza viene cambiato il nome in “Centri di Identificazione ed Espulsione”. Chi dichiara una falsa identità puó ricevere fino a sei anni di carcere.
Tutti questi provvedimenti tuttavia non producono gli effetti desiderati. Il ministro degli esteri Franco Frattini dá la colpa ai giudici, che secondo lui trattano i trafficanti arrestati in modo troppo indulgente, addirittura li favoreggerebbe. Della stessa opinione è anche il ministro degli interni Roberto Maroni della Lega Nord, che rimprovera ai giudici di ritardare di proposito le decisioni sulle espulsioni.
La linea dura del governo Berlusconi contro i profughi è culminata nella dichiarazione dello “stato di emergenza profughi” a livello nazionale. Già in vigore per le tre regioni meridionali, è stato ora esteso a tutto il paese. Il ministro degli interni ha colto la palla al balzo in occasione dell´ultimo e ripetuto sovraffollamento del centro d’accoglienza di Lampedusa, l’isola dinanzi alla Sicilia. Nella la prima metà dell’anno il numero di emigranti arrivati attraversando il Mediterraneo sarebbe raddoppiato, spiega il ministro. In tutta Italia, e non solo al Sud, si dovrebbero aprire dieci nuovi centri di accoglienza. Questo sarebbe possibile solo tramite la decretazione dello stato di emergenza.
A questo scopo, il ministro mobilizza 600 millioni di Euro. Tuttavia bisogna prima trovare delle soluzioni temporanee. Gli esperti del ministero cercano caserme ed ospedali dismessi. Il ministero, anche con la collaborazione della Croce Rossa, ha affittato hotel per i profughi richiedenti asilo.
La rappresentante italiana del Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Laura Boldrini, nel frattempo ha contraddetto duramente il ministro degli Interni Roberto Maroni. I numeri utilizzati dal governo per giustificare la dichiarazione dello “stato di emergenza profughi” sarebbero falsi. Secondo Laura Boldrini durante tutto l’anno scorso, in totale sarebbero sbarcate sulle coste italiane 20.000 persone. Durante la prima metà di quest’anno ne sarebbero sbarcate 10.000. Quindi non esisterebbe alcun aumento drammatico del numero di emigrati in Italia.





Gli ultimi commenti.
Scusate se cambio argomento. Ma stiamo esagerando.
NonBloggers … sapete Castelli che dice delle Morti sul Lavoro?
“Cifre Gonfiate ad Arte” …
Ecco, questo è il rispetto delle istituzioni per chi sacrifica la VITA stessa, lasciando famiglia, figli.
Questo è il rispetto. Mi sarei aspettato un: “Faremo il possibile per risolvere questa Drammatica Situazione, che porta l’Italia ad avere il doppio delle Morti Bianche Francesi, nonostante la popolazione sia di numero inferiore”.
Questo mi sarei aspettato, non è questo il Rispetto.
fa sorridere vedere un popolo di emigranti come il nostro essere diventato vecchio e pigro e guardare con cosi’ tanta paura ai “foresti”, mentre invitiamo a prendere un caffe’ il broker di turno pronto a venderci parmalat, cirio o, chissa’ mai, alitalia…
agli ignoranti troppo stanchi per cercare un’informazione non televisiva ed edulcorata forse farebbe bene fare due passi nella civilissima svizzera, dove a zurigo c’e’ ancora qualche negozio che porta il cartello “vietato l’ingresso ai cani e agli italiani”.
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